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  • 15 minuti fa
Apre la rassegna “San Francesco 1226-2026” che vede insieme Aldo Cazzullo e Angelo Branduardi. Un evento che inaugura il percorso dedicato dall’Ateneo alla figura di San Francesco d’Assisi, a ottocento anni dalla sua morte

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Novità
Trascrizione
00:00Ho pensato che non ci fosse in Italia un artista più adatto a portare in scena la voce, la musica
00:06e la spiritualità di San Francesco che non Angelo Branduardi, perché aveva scritto un bellissimo album dedicato a San Francesco
00:13e adesso salire con lui sul palco è un onore che non mi sarei mai atteso nella vita.
00:17Ho sempre cercato di raccontare nei miei libri l'identità italiana, ho scritto libri sul risorgimento, viva l'Italia, sul
00:23fascismo Mussolini e il capobanda, sulla resistenza, posso al mio sangue servire, sulla ricostruzione, giuro che non avrò più fame,
00:31poi sono andato indietro nel tempo, sono arrivato a Dante, quindi qua in Toscana, prima ancora l'impero romano, la
00:36Bibbia e adesso San Francesco.
00:38Sono gli 800 anni della morte, ma non è soltanto questo, San Francesco è un po' il fondatore della nostra
00:43identità, non solo perché è il patrono d'Italia, non solo perché ha inventato il presepe, ha reinventato il teatro,
00:48la pittura, ha scritto la prima poesia in italiano, che poesia, il cantico delle creature, ma perché Francesco è il
00:54precursore dell'umanesimo e l'umanesimo è il grande dono che noi italiani abbiamo dato alla civiltà umana.
00:59Credo che userebbe i social, perché era un formidabile comunicatore, le sue prediche non avevano niente in comune con quelle
01:05che pensiamo essere le prediche del Medioevo, avete presente? Non ci resta che piangere, ricordati che devi morire, cosa risponde?
01:13No me lo sei.
01:14Ecco, le prediche di Francesco non parlavano del male, del peccato, della morte, dicevano che essere cristiani è una gioia,
01:19una felicità, le sue prediche erano veramente spettacoli teatrali, era un grande comunicatore e sono convinto che così come ha
01:25usato la musica, se tornasse oggi userebbe tutti
01:28gli strumenti della moderna comunicazione, naturalmente è molto meglio di come possiamo fare noi.
01:33Lui amava tutte le creature, chiamava tutte le creature sorelle e noi la creazione la stiamo distruggendo, lui parlava di
01:40pace e noi facciamo le guerre, lui ci ha insegnato a rispettare la dignità di ogni uomo e di ogni
01:44donna e non la dignità degli uomini e troppo spesso delle donne la calpestiamo, lui ci ha insegnato ad accettare
01:49la morte, a chiamarla sorella e noi cerchiamo di diventare immortali,
01:52vagheggiando un mondo postumano con creature che avranno come cervello il computer, come memoria la rete, saranno molto più intelligenti
01:59di noi e sapranno molte più cose di noi e non si capisce perché debbano obbedirci e perché darci ordini
02:04e quell'umanesimo di Francesco di cui parlavamo prima rappresenta secondo me un potente antidoto contro questo mondo postumano.
02:11Io penso che la Toscana sia la patria morale degli italiani e Francesco non era toscano ma a quel tempo
02:16era più difficile stabilire l'identità, sicuramente un uomo profondamente legato all'Italia centrale, qui è nato, qui è vissuto,
02:23qui riposa, è stato a Firenze, è stato in giro per la Toscana, è stato a Cortona.
02:27Io penso che la Toscana sia la patria morale degli italiani perché l'Italia non è nata dalla politica o
02:31dalla guerra, è nata dall'arte, dalla bellezza e dalla cultura e quindi è nata in Toscana da Giotto, da
02:36Petrarca, da Boccaccio, da Dante, tutti i terziari francescani
02:39e poi dalla grande avventura del Rinascimento fino a Galileo Galilei che forse era del ferro e Francescano anche lui.

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