(Luca Marconi) «L'ipotesi della sospensione dei lavori a Bagnoli è tecnicamente impossibile perché ci sono scadenze a livello internazionale riguardanti la consegna dei cantieri della Coppa America e non possiamo andare oltre i termini prestabiliti». Così dice Diomede Falconio, sub commissario per il sito Bagnoli-Coroglio, alla riunione convocata dal prefetto dopo le proteste dei cittadini di Bagnoli contro gli interventi in vista dell'America's Cup e soprattutto le conseguenze delle opere in corso: nubi di polvere che dalla zona SIN raggiungono la collina di Posillipo e il passaggio continuo di camion che fanno tremare i palazzi già provati dalle continue scosse bradisismiche. Se Falconio parla di sospensione dei lavori allora i dati Arpa sulle polveri non meglio identificate, ma raddoppiate nei valori medi, hanno certamente destato allarme, essendo la zona notoriamente infarcita di veleni. Secondo Falconio, «è stata fatta una grancassa su dati parziali non validati, c'è stata una perturbazione subsahariana negli ultimi giorni della settimana, intanto, che ha provocato in tutto il meridione l'aumento di polveri sottili e comunque a Bagnoli non si è registrato un livello di guardia superiore a quello di altre parti monitorate della stessa città di Napoli, come al Museo. Siamo già a turni di lavoro che prevedono anche il sabato e la domenica per rispettare i tempi, sospendere i lavori potrebbe farci incorrere in una serie di penali oltre che in disagi nell'organizzazione dell'evento, che deve essere garantita». Le polveri e l'allarme di De LucaDai dati pubblicati dall'Arpa Campania, però, risultano picchi di superamenti anche fino a tre volte sopra il limite consentito. E li ha mostrati già venerdì scorso l'ex governatore Vincenzo De Luca, in diretta social, sintetizzando quelle che sono anche le ragioni dei comitati di Bagnoli. E cioè. Nessuna valutazione di impatto ambientale; appalti per centinaia di milioni in affidamento diretto a «vecchie imprese che non hanno mai bonificato»; polveri sottili e ultra sottili fino a 3 o 4 volte sopra i limiti e siamo in zona SIN ma l’Arpa non sta rilevando i veleni di cui l’area è notoriamente intrisa: e si teme, legittimamente, che quelle polveri sollevate fino alla collina di Posillipo possano contenere PCB o amianto. E l'ex governatore De Luca prevede un danno certo alla salute (l’ennesimo) per gli abitanti di Bagnoli - molti dei quali invitati intanto a svendere le proprie abitazioni, che in futuro e in parte potrebbero ricomprare al triplo della stima di vendita a “rigenerazione” conclusa - ma vede anche un «riempimento delle patrie galere» da qui a qualche anno per chi ha fatto passare «atti senza nemmeno firmarli». O forse prima. Basterebbe un procuratore volenteroso. Ammicca. E a questo giro, certamente, non manca.In migliaia hanno manifestato a Bagnoli indossando la mascherina, sabato. Sono riusciti a entrare nel cantiere per il «Porto senza VIA» per l’America’s Cup, che si sta realizzando con «una colata di cemento» sulla “colmata” della ex Italsider, portando via, raccogliendoli a mani nude, campioni del terreno rimosso che saranno ora esaminati. Il neo governatore Roberto Fico si è legittimamente mostrato solidale con il commissario Manfredi, oggetto di slogan - e una scritta murale, una provocazione - che recitano: “Nella colmata mettiamoci Manfredi”. Che potrà anche essere una manifestazione infelice dell’esasperazione degli abitanti costretti a respirare nubi di polveri di cui l’Arpa dice troppo poco e cioè nulla, per una zona SIN. Ma non sembra aver commentato, ad ora, alcunché su tutto il resto, che non è poco. E De Luca nota anche la «rumorosa sparizione» e il «mutismo degli ambientalisti del no»: da Italia Nostra e Avs ai Cinque Stelle.Bagnoli dai movimenti è percepita come un fronte dei diritti come lo è Gaza: gli ultimi che hanno respirato veleni per tre generazioni dovrebbero respirarne “zitti e muti” un altro po’ e allontanarsi gentilmente con qualche spicciolo, mentre “si arricchiscono i soliti noti”. Se ci sono state le palesi violazioni che scorge De Luca è anche un fronte facile.Riunione in Prefettura senza i comitatiIl Prefetto di Napoli, Michele di Bari, intanto ha presieduto una riunione con i rappresentanti del commissariato straordinario Bagnoli Coroglio, del Comune di Napoli, le forze dell'ordine, la Diocesi di Pozzuoli e qualche associazione flegrea. Ma la Rete degli abitanti di Bagnoli e dei movimenti non ha partecipato, lo ha annunciato la Rete No America's Cup con una nota nel pomeriggio: «Sabato 7 febbraio la popolazione del quartiere di Bagnoli ha chiesto a gran voce l'immediato stop alle pericolosissime operazioni di messa in sicurezza della colmata a mare. Oggi, invece: in considerazione del mancato accoglimento della ri...
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