- 6 ore fa
Categoria
📺
TVTrascrizione
00:00Geopolitica in primo piano nel 2026 tra negoziati in Medio Oriente fine di trattati storici sul nucleare e nuove dinamiche globali di politica estera tra grandi potenze.
00:18Dunque il 2026 sarà un altro anno zero per la politica internazionale. È un grande onore discuterne con l'ambasciatore Giampiero Massolo, noto diplomatico e presidente di Mundis, già direttore dell'intelligence nazionale. Grazie per essere con noi e benvenuto.
00:34Buonasera a voi.
00:36L'ambasciatore Massolo, attualmente anche direttore dell'osservatorio Rischi Geopolitici dell'Università Lewis e naturalmente presidente di Mundis.
00:44Allora le chiedo subito, ambasciatore, lei ha osservato proprio recentemente che il rischio geopolitico è ormai da considerarsi come una variabile endogena, quindi non è possibile ignorarlo.
00:57Possiamo quindi dire che oggi il rischio geopolitico dominante nel contesto globale è la situazione che si è venuta a creare, soprattutto in Medio Oriente, oppure bisogna guardare altro?
01:12Diciamo che molto in generale, non soltanto necessariamente da singole situazioni geografiche, quello che si sta sviluppando è che molto più di solente le concezioni riguardanti la sicurezza,
01:30scaturetti da singole situazioni di crisi, piuttosto che dalla corsa al nucleare, piuttosto che da fenomeni di terrorismo internazionale e quant'altro, dovuti a loro volta all'instabilità diffusa,
01:43prevalgono nelle decisioni dei governi, ma anche crescentemente delle aziende su quelle meramente ispirate alla convenienza.
01:53I governi si muovono sulla base degli interessi, si contrappongono sulla base degli interessi, è venuto meno quello che una volta sarebbe stato un regolatore globale,
02:04ciascuno per sé, e il criterio della sicurezza si è sovrapposto sul criterio della convenienza.
02:10E quindi da questo punto di vista, crescentemente, quello che succede sulla scena politica, nelle decisioni politiche dei governi,
02:20influenza anche e condiziona anche quelle che sono le decisioni aziendali.
02:25In quest'ottica, guardare gli eventi che hanno dominato la scena all'inizio del 2026 è importante perché sembra che si stia delineando un anno estremamente dirompente per la politica internazionale.
02:40A suo giudizio, siamo davanti a una riconfigurazione dell'ordine mondiale o a un vero collasso?
02:46E gli Stati Uniti adesso che ruolo hanno?
02:49Ma dunque, noi siamo sostanzialmente usciti da quello che era l'ordine mondiale liberale che abbiamo conosciuto dopo la seconda guerra mondiale,
02:59che si era rafforzato ulteriormente con la caduta del muro di Berlino e che era basato sul primato dell'Occidente e sulla fiducia nelle magnifiche progressive sorti del mercato e della globalizzazione.
03:11Per mille ragioni che si sarebbe qui lungo elencare, tutto questo è finito e siamo nell'epoca del my country first,
03:18cioè diciamo che i governi si sentono responsabili soprattutto per le cose che fanno a livello nazionale per i loro elettorati nazionali
03:28e questo pian piano ha fatto sì che siamo passati da un mondo che aveva un'apparenza di ordine a un mondo dove non comanda nessuno.
03:37Quelli che potrebbero o vorrebbero comandare non sono in grado o non ne hanno voglia, per esempio gli Stati Uniti e tutti gli altri subiscono le conseguenze.
03:48Quindi di fatto in questo momento noi siamo in quello che Ian Bremmer, il noto presidente di Euroesia, ci dice essere un G0 e cioè con un paese, nessun soggetto che voglia o possa dettare tutti le cose all'ordine del giorno dell'agenda globale.
04:07Questo provoca un mondo, io uso un parallelismo per cercare di spiegarmi meglio, che è fatto un po' come un immobile a due piani.
04:17Al piano di sopra ci sono tre paesi che sono, se lo vogliono, in grado di scatenare un conflitto globale, che sono due superpotenze, gli Stati Uniti e la Cina.
04:27E' un paese che superpotenza non è, ma che ha uno dei maggiori arsenali nucleari nel mondo, che è la Russia e quindi ha un forte potenziale di ricatto.
04:39Il fatto è che questi paesi non prendono in considerazione il fatto di usare fra di loro lo strumento bellico per far avanzare le proprie ragioni.
04:50Quindi si contrappongono, si avvicinano, si allontanano, ma non prendono in considerazione la possibilità di scatenare una guerra globale.
05:01Tutti gli altri subiscono le conseguenze di questo stato di cose al piano di sotto.
05:07In questo piano di sotto ci sono tutti gli altri paesi, fra i quali i paesi europei.
05:11E che succede? Succede che se i grandi non affondano fra di loro i colpi, al piano di sotto le guerre non finiscono.
05:20Le tensioni perdurano, le medie potenze, che hanno interessi molto limitati agli settori, fanno valere i loro potenziali di ricatto.
05:29Le catene di approvvigionamento si accorciano.
05:31Come dicevo prima, la sicurezza prevale sulla convenienza.
05:35E questo purtroppo fa sì che noi viviamo e siamo destinati a vivere ancora per un po' in uno stato di contrapposizione e non di collaborazione.
05:44Non un nuovo ordine, ma una sorta di anarchia perdurante, dove ci si conduce sulla base degli interessi, dove da un lato non c'è alla vista un conflitto globale veramente mondiale,
06:00ma dall'altro non ci sono neanche all'orizzonte delle paci.
06:06L'aspetto interessante e se vogliamo positivo è che il leader di tre delle potenze che lei ha menzionato,
06:14e cioè Stati Uniti, Cina e Russia, perlomeno si parlano tra di loro.
06:18Quindi le vie di comunicazione sono aperte, mentre l'Europa non ha un leader che può parlare a nome di tutti i 27 paesi.
06:28Quindi questa è un po' una constatazione.
06:31Riportiamo tutto sull'attualità, sulla real politica che osserviamo a partire dal fronte di crisi in Medio Oriente,
06:38perché il tema caldo è naturalmente l'Iran, dove l'ambasciata americana ha chiesto ai cittadini americani di lasciare subito il paese.
06:46Da un lato quindi negoziati in Oman sul nucleare iraniano, dall'altro opzione militare rafforzata nel Golfo.
06:53Pensa che Trump possa rinunciare al tentativo di rimuovere Teheran dalla scacchiera regionale?
07:04Mohammed bin Salman, i sauditi, hanno detto pochi giorni fa che un simile spiegamento di forze
07:12mette quasi nell'obbligo gli Stati Uniti di usarle contro l'Iran,
07:18e anzi hanno detto agli Stati Uniti che se a questo punto ci si limitasse alle mezze misure
07:24allora questo finirebbe per rafforzare paradossalmente il regime iraniano.
07:29Cosa significa questo?
07:31Significa che i sauditi si aspettano che gli Stati Uniti si muovano, si muoveranno
07:36e quindi hanno voluto mettersi, come si dice, dalla parte della ragione.
07:41Perché ritengono questo?
07:43Perché quello che da parte degli Stati Uniti si chiede all'Iran è sostanzialmente una capitolazione
07:51per via negoziale, perché non si tratta più come fino a qualche tempo fa soltanto di dire
07:57limitate la vostra capacità nucleare, interrompete la corsa verso il nucleare iraniano,
08:04rendete verificabile quello che state facendo dal punto di vista dell'archivento,
08:10esportate quello che già avete come materiale radioattivo arricchito.
08:16Ma qui si tratta almeno di altre tre cose.
08:19La prima è quella di limitare i missili balistici.
08:23Portate il numero dei missili balistici iraniani
08:25e quei missili balistici sono l'ultima deterrenza rimasta nelle mani del regime.
08:32La seconda cosa aggiuntiva è interrompete tutti i legami con i vostri proxy.
08:37Questi proxy, Houthi, Hamas e Zbollah, sono già pesantemente indeboliti,
08:43ma ce ne sono di molto attivi, come per esempio i gruppi sciti in Iraq.
08:47E terza cosa, trattate bene la vostra popolazione,
08:51che invece quel regime considera una popolazione in stato di insurrezione.
08:56Quindi sono elementi che difficilmente possono entrare in un negoziato.
09:01E dunque gli Stati Uniti si troveranno a dover decidere se abbozzare,
09:06ma come dicono i sauditi è difficile con un simile spiegamento di forze,
09:11oppure agire.
09:12E agire crea un altro dilemma, cioè agire per fare cosa.
09:15E allora dare una semplice lezione all'Iran non è più possibile,
09:21perché questo è successo con le azioni limitate della guerra nei 12 giorni,
09:27al sostegno di Israele e quant'altro.
09:30Ma d'altra parte anche l'opzione massima,
09:32cioè quella di impegnarsi in un vero e proprio regime change,
09:36rischia di imparagare gli Stati Uniti in Iran
09:38ed è l'ultima cosa che Trump può permettersi,
09:42perché il suo elettorato, anche proprio quello stretto Maga,
09:45non glielo permetterebbe di nuovo impegnare gli Stati Uniti all'estero
09:50in un conflitto senza fine.
09:52E allora non resta che un'opzione intermedia,
09:54che è quella di neutralizzare la guida suprema,
09:58che è l'Ayatollah Kamenei.
10:00E qui che succede?
10:01Succede che ci sono due possibilità.
10:03Dato che Kamenei non è maduro
10:06e l'apparato di potere iraniano non è quello venezuelano,
10:11allora se già ci fosse un contatto
10:14fra parti di questo potere militare industriale pragmatico iraniano
10:19e l'amministrazione americana e gli israeliani,
10:22questo potrebbe funzionare, diciamo così,
10:25almeno nel futuro immediato.
10:27Se invece questo non ci fosse,
10:29allora anche l'opzione Kamenei sarebbe un'opzione delicata da perseguire.
10:34Quindi non ci sono scelte facili.
10:37Quello che temo è che un negoziato che fallisca
10:40metta gli Stati Uniti di fronte a una specie di coazione ad agire,
10:44senza un piano preciso.
10:45Speriamo che non succeda.
10:48Molto importante anche il confronto
10:52che hanno avuto proprio sul tema dell'Iran.
10:54Donald Trump e Xi Jinping in una telefonata intercorsa il 4 febbraio
10:58di cui ha parlato proprio il Presidente americano
11:01definendola una conversazione eccellente.
11:05Il 5 febbraio, tra l'altro,
11:08è scaduto anche il patto nucleare tra Stati Uniti e Russia.
11:12Quindi una serie di eventi concomitanti.
11:15Ma avvenendo proprio alle relazioni tra Stati Uniti e Cina,
11:19ambasciatore, si è parlato di Taiwan, di Iran, di guerra Russia-Ucraina.
11:25I due Presidenti si vedranno a Pechino nel mese di aprile.
11:31Trump ha confermato che andrà in Cina.
11:33Realisticamente che cosa può emergere da questo confronto a tutto campo?
11:37Ci sono delle linee rosse, cioè la capacità di influenza
11:43che la Cina ha nel suo estero vicino
11:46e il tema di Taiwan che secondo Xi, secondo Pechino,
11:53prima o poi deve ritornare e riunirsi con la madre patria
11:57nell'ottica cinese
11:59e sul quale evidentemente la Cina ha voluto marcare il territorio.
12:05L'altra linea rossa è quella di Trump,
12:07cioè l'aiuto che la Cina sta dando alla Russia
12:11nella guerra contro l'Ucraina.
12:14Sono due temi politici, due linee rosse politiche
12:19che credo in questa telefonata
12:22si è cercato di neutralizzare e di cauterizzare.
12:26Noi saremo relativamente buoni
12:30nel nostro influire sul governo di Taiwan
12:32per cercare di evitare spinte troppo rilevanti
12:37verso l'indipendenza.
12:38Tu Cina cerca di automoderarti
12:41e non aiutare troppo la Russia.
12:44Una volta sistemati gli aspetti di questo tipo,
12:47congelato il confronto geopolitico
12:50che potrebbe portare, potrebbe diventare esplosivo
12:54qualora, ma come abbiamo visto, non è il caso,
12:57qualora le due superpotenze decidessero di affondare i colpi
13:01una con l'altra, cosa che non sarà.
13:03Quindi una volta ha cauterizzato questo aspetto.
13:06E allora bisogna parlare dell'interdipendenza reciproca,
13:10bisogna parlare dell'economia,
13:12bisogna parlare degli scambi,
13:14bisogna parlare delle tecnologie,
13:16bisogna trovare una modalità
13:18protempore di convivere,
13:20anche basata sul reciproco ricatto,
13:23i danzi americani contro le terre rare cinesi.
13:26Ecco, il senso del viaggio sta in questo,
13:30cauterizzare i tempi politici
13:32e trovare un nuovo patto
13:33che prenda realisticamente atto dell'interdipendenza.
13:38Molto importante anche la questione del nucleare,
13:40che è attualmente al centro
13:45di un dialogo militare di alto livello
13:49tra Stati Uniti e Russia,
13:52appunto in merito alla scadenza di New Start.
13:56Se questo patto si allargasse alla Cina,
13:59cosa potrebbe significare per l'Europa?
14:02Intanto un grande sì,
14:04perché la Cina ritiene di non essere interessata,
14:09di non dover essere inclusa
14:11in degli accordi di limitazione
14:13degli armamenti strategici
14:15perché, contrariamente al Stati Uniti e Russia,
14:19è molto, ma molto indietro
14:22rispetto ai loro arsenali.
14:23Quindi, giustamente,
14:25in un'epoca di my country first
14:27i cinesi dicono
14:28voi siete andati talmente avanti,
14:30adesso non è che ci volete congelare
14:32a dei livelli molto più bassi,
14:35cosa che evidentemente
14:36non è accettabile per gli americani
14:39perché, dato il ritmo del riarmo cinese,
14:42questa relativa situazione di svantaggio
14:46rischia di relativizzarsi
14:48in tempi abbastanza brevi.
14:50D'altra parte,
14:51scade un accordo pattizio,
14:54non c'è nessuna intenzione
14:55da parte di Stati Uniti e Russia
14:57di farsi la guerra,
14:59di affondare i colpi,
15:00come dicevo anche prima,
15:02ricordiamo il piano superiore
15:05dell'immobile,
15:07e d'altra parte,
15:08in qualche modo,
15:09bisogna coesistere,
15:11bisogna convivere.
15:12Quindi, credo che,
15:13più che rinnovi,
15:14provi,
15:15ci sarà,
15:16assisteremo a dei comportamenti
15:17pragmatici,
15:18vado a dire,
15:19osservare un trattato
15:20che è scaduto,
15:22aspettando di avere
15:23un'opportunità
15:24per cercare di renegoziarne
15:26uno nuovo.
15:26non sarà evidente,
15:28ma in fondo,
15:29non è neanche così necessario,
15:32diciamo così,
15:32nell'immediato.
15:34E perché, appunto,
15:36nessuno dei due
15:36vuole affondare i colpi,
15:38né perché,
15:39tutto sommato,
15:40è possibile farlo
15:42senza che,
15:42effettivamente,
15:44in qualche modo,
15:44anche la Cina
15:45venga coinvolta
15:46e non è cosa
15:47che sia prevedibile
15:49che succeda
15:50nel futuro immediato.
15:51Quindi, diciamo,
15:52osservanza pragmatica
15:54e collaborazione reciproca.
15:56Non casualmente
15:57sono stati riattivati
15:59i contatti anche militari
16:01fra Stati Uniti e Russia
16:03che erano stati interrompi.
16:05Un'ultima domanda,
16:06ambasciatore Massolo.
16:07Sul fronte Ucraina,
16:08naturalmente,
16:09la situazione è fluida
16:11dal punto di vista
16:12dell'azione diplomatica
16:13dopo che il secondo round
16:14di colloqui trilaterali
16:16Stati Uniti,
16:16Russia e Ucraina
16:17ad Abu Dhabi
16:18si è comunque svolto
16:21con buone intenzioni,
16:23ma risultati
16:24abbastanza pochi.
16:25La guerra è sempre
16:26a un bivio.
16:27Il 24 febbraio
16:29entriamo
16:29nel quinto anno
16:30di guerra.
16:32Conflitto congelato
16:33o nuova grande
16:34offensiva russa
16:35in primavera?
16:37Un'offensiva
16:37non è escludibile,
16:39evidentemente,
16:40anche se
16:41anche la Russia
16:42comincia a sentire
16:43un certo peso
16:45della guerra.
16:45Diciamo che
16:46gli esperti
16:46stimano
16:47che comunque
16:48se non interviene
16:50o c'è stato il fuoco,
16:52che peraltro
16:52non mi sembra
16:53le viste
16:53per tutto il 26
16:55poco potrà cambiare
16:57dal punto di vista
16:58come dire
16:59delle situazioni
17:00sul terreno,
17:01ma diciamo
17:02che le relative
17:03difficoltà
17:04della Russia
17:05che pure
17:05cominciano a manifestarsi
17:07non impediranno
17:08a Putin
17:09di continuare
17:10l'offensiva
17:10anche durante
17:12tutto quest'anno.
17:13La realtà vera
17:14è che Putin
17:14non vuole fare la pace
17:16o meglio
17:16la vuole fare,
17:17vuole arrivare
17:18ad un cessato in fuoco
17:19alle sue condizioni
17:20che sono
17:21peraltro
17:21inaccettabili
17:23all'Ucraina,
17:24inaccettabili
17:24all'Europa,
17:25ne va anche
17:26della nostra sicurezza.
17:27Devo dire
17:28che c'è stato
17:29questo ruolo europeo
17:30che
17:31in qualche modo
17:33addossandosi
17:33un onere crescente,
17:35direi un onere
17:36di pivò
17:36per quanto riguarda
17:38l'aiuto all'Ucraina
17:39ha evitato
17:40che Trump
17:41adviasse
17:42una sorta
17:43di deriva
17:44verso le ragioni
17:45di Putin,
17:45ha impedito
17:46l'Europa
17:47e questo avvenisse
17:48solo che
17:49l'Europa
17:49non è in grado
17:50di imporre
17:52un proprio
17:53accomodamento
17:54della situazione.
17:55Gli Stati Uniti
17:56che potrebbero farlo
17:58se decidessero
17:59di torcere
18:00il braccio
18:00a Putin
18:01con tutta evidenza
18:02non lo stanno facendo
18:04per via
18:05sempre
18:06di quell'immobile
18:07al cui
18:07primo piano
18:08convivono
18:09russi,
18:10americani
18:11e cinesi
18:12e dunque
18:13la mano
18:14di Putin
18:15continua
18:15ad affondare
18:16e continua
18:17ad andare avanti
18:18militarmente.
18:20Lo sforzo americano
18:21in questo momento
18:21è quello
18:22di combinare
18:23tre elementi
18:24vale a dire
18:25è chiaro
18:26che l'Ucraina
18:27dovrà dare
18:28e dovrà fare
18:28delle cessioni
18:29territoriali
18:30quindi
18:31primo punto
18:32è stabilire
18:32quali cessioni
18:34in che tempi
18:34in secondo luogo
18:36è come garantire
18:37l'Ucraina
18:38a quel punto
18:39che fatte
18:40le cessioni
18:41territoriali
18:42poi la Russia
18:43non torni
18:44ad attaccarla
18:45terzo elemento
18:46è
18:46l'entità
18:47dell'investimento
18:48della ricostruzione
18:49ma
18:50con tutta evidenza
18:51non c'è
18:53ancora un accordo
18:54su questo
18:55anche per
18:55l'intransigenza
18:56di Putin
18:57che vuole
18:58una cosa
18:58che difficilmente
19:00gli ucraini
19:00possono concedere
19:02e cioè
19:02vuole
19:03avere
19:04anche
19:04i territori
19:05che non ha
19:05conquistato
19:06militarmente
19:07in quei territori
19:09c'è anche
19:09il bastione
19:10delle città
19:11fortificate
19:12saltate
19:13le quali
19:14nulla più
19:15impedirebbe
19:16in futuro
19:17a un Putin
19:17rinfrancato
19:18di marciare
19:20verso Kiev
19:20quindi la situazione
19:21Demo
19:22ci accompagnerà
19:23ancora per molto tempo
19:24questa era stata
19:26la sua previsione
19:27già lo scorso anno
19:28e si è
19:28appunto
19:29concretizzata
19:29perché
19:30nonostante
19:31le promesse
19:32di pace
19:32da parte
19:32di Trump
19:33diciamo che
19:34lo scenario
19:35è proprio
19:35quello che
19:36lei
19:36ci ha
19:37descritto
19:38la ringrazio
19:39moltissimo
19:39ambasciatore
19:40Giampiero Massolo
19:41per essere stato
19:42con noi
19:43con questi
19:43approfondimenti
19:44grazie del suo
19:45tempo
19:45e a presto
19:47grazie a voi
19:47a presto
19:48arrivederci
19:49ci fermiamo
19:50qualche istante
19:51riprendiamo
19:52dagli scenari
19:53della diritto
19:55mercati
19:56e intelligenza
19:56artificiale
Commenti