00:00Con Camara tu me mi andrei, con Camara andrei
00:04All'Aveno di Lozio era convocata una riunione dei partigiani che operavano in balle, ma una soffiata consentì ai fascisti di sorprendere il comandante Giacomo Cappellini e i suoi uomini.
00:1621 gennaio 1945, con il suo gregario Carlo Sandrinelli, Camara, il maestro di Cerveno cerca di uscire dall'abitato ma è troppo tardi.
00:25Ferito con l'arma che si inceppa viene catturato, morirà fucilato dopo due mesi di tortura nel castello di Brescia.
00:32La memoria di quella lotta per la libertà anche quest'anno nel luogo della cattura è stata perpetuata con una semplice cerimonia.
00:38È un luogo carico di memoria, carico di ricordi, sono importanti queste commemorazioni come le definiamo e noi dobbiamo tanto, la nostra libertà di pensiero e di opinione è data data da chi ha sacrificato la loro vita per questi obiettivi.
00:55La fidanzata di allora di Giacomo Cappellini per uno dei casi della vita è stata la madre di chi oggi ha avuto l'incarico della riflessione su quel periodo di guerra civile.
01:04La memoria deve andare a braccetto con la storia e questo è quello che ci può spingere a capire l'oggi e capire le insidie presenti come erano presenti all'epoca e come portarono Giacomo a dedicare la sua vita per ideali completamente diversi da quelli in cui è stato educato e cresciuto.
01:28C'è chi è qui anche per un profondo legame di sangue con il comandante Cappellini.
01:33Lo zio Giacomo è sempre stato un riferimento, un faro, un esempio da seguire e ritrovarsi qua ogni anno per noi è una grande soddisfazione, un grazie a tutti davvero.
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