POSSONO I COACH VIRTUALI, basati sull'intelligenza artificiale, aiutarci veramente a muoverci di più? Potrebbero rivoluzionare la promozione dell’attività fisica e aiutare anche chi, per motivi di tempo o economici, non può permettersi la palestra. Ma, al momento, non sono ancora in grado di sostituire l’uomo e quelli più affidabili lo sono perché simulano reazioni umane autentiche. È quanto emerge da una ricerca universitaria della Facoltà di Scienze della Formazione della Libera Università di Bolzano, pubblicata sulla rivista Artificial Intelligence Review, che ha analizzato in modo sistematico gli studi disponibili sugli assistenti virtuali guidati da AI utilizzati per incentivare l’attività fisica negli adulti.
Il riferimento è a chatbot super intelligenti che agiscono come coach virtuali, dialogando con l’utente, motivandolo e supportandolo, disponibili 24 ore su 24 e in grado di fornire consigli personalizzati a una frazione del costo di un coach umano. La ricerca universitaria evidenzia un quadro sorprendente e, a tratti, contraddittorio: se da un lato alcuni studi mostrano come, con il supporto di questi coach virtuali, aumentino i passi giornalieri o il tempo dedicato all’esercizio fisico, dall’altro i risultati di molti interventi non differiscono da quelli tradizionali o addirittura non generano miglioramenti significativi. A fare la differenza non è la tecnologia in sé, dunque, ma la capacità dell’assistente virtuale di simulare una relazione umana credibile, attraverso umorismo, empatia, conversazioni personalizzate e avatar realistici.
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