00:00Stasera ci accorgeremo che non siamo così lontani da quegli antenati che per decidere
00:05la colpevolezza di un uomo affidavano la sentenza ad un corso d'acqua, perché ancora oggi
00:11c'è molto più fiume nella giustizia di quello che noi vorremmo credere e anche noi possiamo
00:19finirci dentro ed essere trascinati via dal nostro mondo e magari, come è successo a
00:26qualcuno, non riemergere mai più.
00:41Queste donne abitavano in case piccole, al piano terra, che davano direttamente sulla strada.
00:49E al loro interno c'era un arredamento semplice, immobile buono, accanto alle sedie e al tavolo
00:56di plastica e ai muri e sulle mensole le fotografie in bianco e nero del matrimonio, dei figli,
01:04dei nipoti, delle comunioni.
01:09Poi un'ombra, all'improvviso, in salotto, in camera da letto, in cucina, le mani addosso,
01:17un urlo, un dolore lancinante.
01:19È tutto così immediato che la mente ci mette un attimo a capire cosa stia accadendo.
01:24Ed è solo qualche secondo prima di morire che ognuna di queste donne deve aver capito
01:30che il male, quello con la M maiuscola, era entrato in casa sua.
01:35quindici donne, quindici case, quindici porte.
01:43Un giorno un giudice riapra le sue carte, le legga, legga tra le righe, lo guardi negli occhi
01:56e gli chieda, ci scusi, abbiamo condannato l'uomo.
02:03Grazie.
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