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  • 1 giorno fa
Nella crisi che devasta l'Iran in questi giorni e nelle proteste e nella furiosa repressione del regime degli ayatollah, c'è uno spettatore veramente molto interessato, è Bibi Netanyahu, il primo ministro israeliano che fu protagonista dell'attacco contro l'Iran, la guerra del 12 giugno scorso contro i siti nucleari iraniani in cui trascinò Donald Trump, che fino a poco prima sta trattando con gli iraniani. Il popolo iraniano è insorto contro il regime e le proteste sono dilagae  in tutto il paese in 100 e più città. E questo ha cambiato naturalmente lo schema sulla scacchiera. Perché un attacco per il regime  fatto dall'esterno potrebbe ottenere l'effetto contrario, cioè potrebbe compattare, come fu appunto a giugno scorso,  la popolazione con il regime, come è normale che sia. Quindi a questo punto si tratta di cosa si tratta? Di temporeggiare. Trump è ondivago, come sempre. Minaccia da un lato, dall'altro lato sostiene che gli ayatollah vogliano trattare con lui. Per Netanyahu questa è la partita della vita.Il tema dei temi è un attacco all'Iran. Un altro colpo all'arcinemico iraniano è sempre carburante importante in vista di una scadenza elettorale. Ma al di là della contingenza elettorale c'è un altr: se cadesse l'Iran degli Ayatollah che sta lì dal 1979, diffondendo in tutta la regione il suo verbo antisemita, la sua predicazione terrorista, i soldi alle organizzazioni terroriste, cadrebbe l'ultimo vero grande baluardo della jihad e dell'antisemitismo nella regione.Netanyahu, paradossalmente, che è stato messo in croce per la gestione del 7 ottobre per l'incapacità di prevenire la strage del 7 ottobre, uscirebbe alla fine come l'unico rimasto in piedi di Israele, come l'unica vera grande potenza regionale. Tutti gli altri nemici sarebbero stati abbattuti. La caduta del dell'Iran e dell'Ayatollah Khamenei potrebbe sancire paradossalmente per Netanyahu la conquista di un ruolo storico che certamente non era immaginabile soltanto qualche mese fa.

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00:00Nella crisi che devasta l'Iran in questi giorni, nelle proteste, nella furiosa repressione del
00:10regime di Ayatollah, c'è uno spettatore chiaramente molto interessato, è Bilby Netanyahu,
00:16il primo ministro israeliano, che fu protagonista dell'attacco contro l'Iran nella guerra dei 12
00:23giorni, lo scorso giugno, contro i siti nucleari iraniani, in cui trascinò Donald Trump, che
00:30fino a poco prima stava trattando con gli iraniani, e che a inizio anno, inizio gennaio, è andato
00:37a Maralago, ottenendo da Trump, hanno scritto molti analisti, il consenso a un secondo colpo,
00:45a un nuovo colpo sull'Iran, che ancora sta più o meno segretamente sviluppando un pezzo
00:49di programma nucleare, diciamo che una parte di uranio arricchito era sfuggita ai blitz
00:55del giugno. Però poi nel frattempo è successo qualcosa di nuovo, le proteste, le proteste,
01:03il popolo iraniano è insorto contro il regime e le proteste sono dilagate in tutto il paese,
01:12in cento e più città, e questo ha cambiato naturalmente lo schema sulla scacchiera, perché
01:18un attacco per il regime change fatto dall'esterno potrebbe ottenere l'effetto contrario, cioè
01:25potrebbe compattare, come fu appunto a giugno scorso, potrebbe compattare la popolazione
01:31con il regime, come è normale che sia. Quindi a questo punto si tratta di cosa? Si tratta
01:37di temporeggiare. Trump è un divago come sempre, minaccia da un lato, dall'altro lato sostiene
01:43che gli Ayatollah vogliano trattare con lui. Per Netanyahu questa è la partita della vita,
01:50sia perché si vota quest'anno in Israele e il tema dell'Iran è il tema dei temi. Un attacco
01:56all'Iran, un altro colpo all'arci nemico iraniano è sempre carburante importante in vista di una
02:08scadenza elettorale. Ma al di là della contingenza elettorale c'è un altro tema. Se cadesse
02:15l'Iran degli Ayatollah, che sta lì dal 1979, diffondendo in tutta la regione il suo verbo
02:24antisemita, la sua predicazione terrorista, i soldi alle organizzazioni terroriste, cadrebbe
02:29l'ultimo vero grande baluardo della jihad e dell'antisemitismo nella regione. Netanyahu
02:37paradossalmente, che è stato messo in croce per la gestione del 7 ottobre, per l'incapacità
02:42di prevenire la strage del 7 ottobre, uscirebbe alla fine come l'unico rimasto in piedi.
02:50Israele come l'unica vera grande potenza regionale. Tutti gli altri nemici sarebbero
02:56stati abbattuti, i proxy dell'Iran. Ricordate Hezbollah, Hamas, la Siria di Assad è caduta.
03:04A questo punto la caduta dell'Iran e dell'Ayatollah Khamenei potrebbe sancire paradossalmente per
03:13Netanyahu la conquista di un ruolo storico che certamente non era immaginabile soltanto
03:22qualche mese fa. Per un personaggio controverso, per un personaggio che ha una buona parte
03:28dell'opinione pubblica israeliana contro di lui, ma che continua ad avere una capacità
03:34di galleggiamento quasi sovrumana.
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