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  • 2 giorni fa
Jovanotti ci porta a New York in uno speciale unico (di 53 minuti) alla scoperta dell’anima musicale della metropoli che non dorme mai, raccontando il legame profondo che lo unisce a questo luogo magico e svelando il “making of” del suo ultimo album NIUIORCHERUBINI, nato in soli sei giorni . Il documentario JOVAYORK – La musica dell’anima sarà in prima visione su Sky Uno e Sky Documentaries il 12 gennaio alle 21.15, su Sky Arte il 14 gennaio alle 20.15, in streaming solo su NOW e disponibile On Demand. Jovanotti torna a New York, la metropoli dove ha vissuto con la sua famiglia e dove sono nate alcune delle sue canzoni più celebri. Strade, skyline, subway, musica ovunque. Dal Bronx a Brooklyn: ogni quartiere vibra come una cassa armonica.E poi c’è il dietro le quinte della nuova musica: Lorenzo al lavoro in studio sulle nuove canzoni.  Prodotto da Soleluna, JOVAYORK – La musica dell’anima è scritto da Lorenzo Cherubini con Federico Taddia e diretto da Fabrizio Conte. La produzione esecutiva è di Borotalco tv. 

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Trascrizione
00:00Questa città ci ha festato da qui, che ogni posto assomiglia a qualcosa, ti ricorda una scena di un film, ti ricorda un video, è forse la città visivamente più citata del mondo.
00:15È la prima volta che affronto un progetto senza avere un progetto ed è una sensazione che mi piace, che di solito si va in studio quando ci sono dei pezzi, ci sono già dei pezzi un po' scritti, abbozzati, invece in questo caso non c'ho praticamente niente, c'ho un po' di testi, un po' di spunti, proprio di spunti molto primordiali che ho scritto negli ultimi mesi, cose buttate giù di getto.
00:44È una bella sensazione, ogni giorno suoniamo con dei musicisti diversi, con musicisti dell'area new yorkese perché questa è la città con la più alta concentrazione di musicisti per metro quadro nel mondo, sono sicuro che in questo palazzo abitano almeno due chitarristi e tre sassofonisti e qua, su questo altro appartamento c'è sicuramente un cantante o una corista.
01:09New York per me è soprattutto la città delle grandi onde musicali che hanno cambiato il mondo nel dopoguerra.
01:19Il jazz, la musica latina, la salsa, il latin jazz, il punk dei Ramones, la musica del CBGB, i Tolkienads, l'Urid e poi la musica urbana per eccellenza, l'hip hop.
01:39New York è la città dell'hip hop e qui c'è la sua culla e io che nasco nell'hip hop perché l'hip hop è stata la musica che mi ha fatto credere di poter vivere di musica.
01:51Avevo 14 anni e ho detto, cazzo, io posso farla questa roba qua, io posso far questa roba qua e ho imparato a memoria tutto il testo di Rapper's Delight.
02:05Prima in inglese maccheronico, non sapevo cosa volevo dire, poi ho incontrato un americano che studiava nell'università della Georgia, che aveva un distaccamento a Cortona e gli chiedi, senti, ma mi scrivi il testo di questa canzone?
02:16E lui mi fece tre fogli protocollo, quelli dei compiti in classe e mi scrisse tutto il testo di Rapper's Delight, ancora gli sono grato.
02:23E io lo imparai tutto, l'inglese vero. E niente, e da lì poi è arrivato tutto il resto, Africa bambata, Beat Street, tutto l'hall school, che diventavo pazzo per quella musica lì.
02:35E poi l'ho fatto anch'io, alla mia maniera. Non pensavo all'hip hop come una musica impegnata, se non impegnata a divertirci, cioè ero molto impegnato a fare festa, però non pensavo che l'hip hop potesse portare un messaggio, un valore al di là del suono primitivo, del battito e della voce che rappa in rima.
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