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#autostima, #problemid'amore,#narcisismo,
Trascrizione
00:00Parigi, Luxembourg. Come tutti i giorni dall'inizio della conferenza, Bidol entra nel palazzo.
00:13E anche Molotov, come tutti i giorni, scende dalla macchina sia via verso la sala. E anche
00:17Burns. Ma questo per l'Italia non è un giorno come gli altri. Oggi i 21 ascolteranno la parola
00:23del presidente De Gasperi. Eccolo, è giunto con Bonomi e altri membri della delegazione
00:27italiana. Porta in cuore l'ansia di tutto un popolo. Sala Clemancio, alla parola De Gasperi.
00:36Prendendo la parola in questo consesso mondiale, sento che tutto, tranne la vostra personale
00:47cortesia, è contro di me. E soprattutto la mia qualifica di ex nemico, che mi fa considerare
00:59come imputato. E l'essere citato qui, dopo che i più influenti di voi hanno già formulato
01:08le loro conclusioni in una lunga e faticosa elaborazione.
01:16E De Gasperi viene allo spirito del trattato che lo preoccupa più del testo. Nell'agosto
01:201945 a Potsdam, gli alleati riconovero che l'Italia ha liberato se stessa dal fascismo.
01:25Il preambolo del trattato ci defrauda di questo mezzo, comeppure sottovaluta i nostri sacrifici
01:30e il nostro contributo alla guerra antitedesca. De Gasperi passa quindi alla questione della
01:35Venezia Giulia.
01:36E qui non posso negare che la soluzione del problema di Trieste implicava difficoltà oggettive
01:46che non era facile superare. Tuttavia anche questo problema è stato inficiato fin dall'inizio
01:55da una persistente psicologia di guerra, da un richiamo tenazio ed un presunto diritto
02:02del primo occupante e dalla mancata tregua fra le due parti più direttamente interessate.
02:10Mi avete chiamato a Londra il 18 settembre 1945. Abbandonando la frontiera naturale delle Alpi
02:19e per soddisfare alle legittime aspirazioni etniche jugoslave proposi allora la linea
02:28che Wilson aveva fatto propria quando il 23 aprile 1919 nella conferenza della pace a Parigi
02:37invocava una decisione giusta ed equa, non già una decisione che eternasse la distinzione
02:45fra vincitori e vincitori. De Gasperi rievoca le successive soluzioni
02:50sempre più inaccettabili. Dalla linea etnica si passò a quella francese che lasciava 180.000
02:55italiani in territorio slavo e 69.000 slavi in quello italiano. Però era ancora una frontiera.
03:02Voi rinserrate nella fragile gabbia di uno statuto i due contendenti con scarse razioni
03:10e copiosi diritti politici. E poi pretendete che non vengano le mani e non chiamino in aiuto
03:18gli slavi schierati tutto l'intorno a otto chilometri di distanza o gli italiani che tendono
03:24il braccio attraverso un barco di due chilometri. Ovvero pensate proprio di fare del porto di Trieste
03:38un impario per l'Europa centrale? Ma allora il problema è economico, non politico. Ci vuole
03:46una compagnia, un'amministrazione internazionale, non uno Stato. Un'impresa con stabili basi
03:53finanziarie, non una combinazione giuridica collocata sulle sabbie mobili della politica.
03:59Roma, aeroporto di via Salaria. Sono circa le 14. Alle 9 questo apparecchio ha decollato
04:05da Parigi. Riporta in Italia con De Gasperi altri membri della delegazione italiana. Bonomi
04:10è rimasto a Parigi. Pietro Nenni e altre personalità politiche della capitale salutano il ritorno
04:15del presidente. Un'uguale commozione pervade tutti questi uomini che abbiamo eletti a governarci
04:21in questo difficile periodo della vita nazionale. Ora ai giornalisti De Gasperi dichiara scherzosamente
04:27di aver lasciato le solite nebbie sulla Villa Lumière, di aver visto il Sereno affacciandosi
04:32all'Italia con un po' di maretta tuttavia di mano in mano che si avvicinava a Roma. La
04:36maretta si dissiperà al prossimo Consiglio dei Ministri dove gli uomini dei vari partiti
04:40lealmente confermeranno il voto di fiducia dato a De Gasperi.
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