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I Golden Globe Awards non celebrano soltanto il meglio di cinema e televisione, ma mettono in scena uno dei red carpet più attesi e osservati dell’anno. I riflettori non si limitano a illuminare gli outfit migliori: li consacrano, li trasformano in immagini iconiche, li rendono indimenticabili. In vista dell’83ª edizione, in programma l’11 gennaio, lo sguardo torna inevitabilmente indietro, a quei look che hanno fatto la storia e contribuito a definire il linguaggio della moda sul tappeto rosso.
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Anni Cinquanta e Sessanta: il regno delle dive
Fin dalla prima edizione del 1944, i Golden Globes hanno rappresentato una passerella privilegiata per l’eleganza hollywoodiana più classica. Negli anni Cinquanta e Sessanta dominano le dive, simboli di un glamour eterno e quasi irraggiungibile. Elizabeth Taylor, nel 1957, incarna l’ideale di bellezza dell’epoca con un abito ricamato, tiara e maxi orecchini, mentre nel 1962 Marilyn Monroe ritira il suo premio avvolta in un vestito verde smeraldo interamente ricoperto di paillettes. La moda è sontuosa e teatrale, pensata per consacrare lo status di star.
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Anni Settanta e Ottanta: l’eccesso come dichiarazione di stile
Con l’arrivo degli anni Settanta e Ottanta, il red carpet cambia ritmo. L’eccesso diventa linguaggio, la moda si fa provocazione. Nel 1973, Cher, accanto a Sonny, porta ai Golden Globes lo spirito dello Studio 54, tra pellicce, pance scoperte e un’estetica libera e sfacciata. Nel 1987, Melba Moore anticipa i codici del fashion contemporaneo con un abito rosso dalle spalle esagerate, dimostrando come il tappeto rosso sia ormai un laboratorio di stile e sperimentazione.
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Anni Novanta: il minimalismo prende il potere
Negli anni Novanta, dopo decenni di opulenza, la moda si spoglia del superfluo. Le silhouette diventano pulite, essenziali, talvolta severe. Nel 1999, Angelina Jolie sceglie un abito argento dalla linea semplice, abbinato a sandali squadrati che anticipano le tendenze future. È l’era del “less is more”, in cui la forza del look risiede nella sottrazione e nella sicurezza di chi lo indossa.
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Anni Duemila: il ritorno del colore e del romanticismo
Con l’inizio del nuovo millennio, il red carpet si apre a una nuova leggerezza. Tornano i colori, i tessuti fluidi, le atmosfere romantiche. Halle Berry, nel 2003, firma uno dei suoi look più memorabili con un abito azzurro pastello che valorizza la figura con grazia. Nel 2007, Beyoncé brilla in oro firmato Elie Saab, mentre Reese Witherspoon riporta in auge gli orli corti con un iconico giallo Nina Ricci. È l’epoca in cui la moda diventa spettacolo, con un tocco pop.
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Libertà d’espressione e moda come linguaggio
Negli ultimi dieci anni, i Golden Globes raccontano una moda sempre più libera e consapevole. Nel 2018, il nero domina il red carpet come gesto politico a sostegno del movimento #TimesUp, trasformando gli abiti in vere e proprie dichiarazioni di intenti. Da Lupita Nyong’o in Ralph Lauren a Lady Gaga in Valentino Haute Couture, fino a Zendaya in Louis Vuitton e Margot Robbie in Armani Barbie-pink, ogni look diventa un atto narrativo. Tra vintage, haute couture e sperimentazione, il tappeto rosso si conferma uno spazio di espressione personale, dove la moda dialoga con il tempo presente.

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