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  • 9 mesi fa
Trascrizione
00:00Il condizionamento dell'informazione è sempre esistito, soprattutto nei conflitti. Si dice
00:09sempre che in un conflitto quando una notizia arriva durante una guerra, arriva sempre da
00:15una fonte interessata a diffondere una precisa notizia. Il conflitto medio orientale storicamente
00:22è una madre di queste guerre ibride. Oggi ci sono strumenti tecnologici a basso costo,
00:28questa è la differenza. Quindi produrre un fake news o un deep fake costa molto poco
00:33e condiziona l'opinione pubblica. Quello che però mi ha colpito è che per esempio ci dicono
00:38alcuni studi recenti che se una notizia è visibilmente falsa, chiaramente falsa, nonostante l'utente
00:44lo riconosca come falso, resta nella memoria qualcosa che condiziona una percezione, anche
00:50se è visibilmente falso. Allora noi abbiamo operato con varie misure, ad esempio abbiamo
00:56messo nella legge sull'intelligenza artificiale un articolo, l'articolo 26, che istituisce
01:00la nuova fattispecie di reato del deep fake, perché secondo noi il deep fake è uno dei
01:05principali pericoli alla trasparenza dell'informazione e al rapporto di fiducia fra cittadini e informazione.
01:11Abbiamo dei limiti diversi, 13 anni per alcune cose, 14 per altro. Io credo che 13-14 sia
01:18un limite ragionevole per l'utilizzo soprattutto di alcune piattaforme social. I ragazzi sono molto
01:24capaci di utilizzare gli strumenti digitali, però hanno grammatica dell'utilizzo ma non
01:30hanno una filosofia di utilizzo, non hanno l'esperienza, la consapevolezza su alcune problematiche
01:36che questo utilizzo. Io da papà con mia moglie abbiamo sempre cercato di responsabilizzare
01:42l'utilizzo, di spiegare anche cosa secondo noi non era corretto comunicare della propria
01:48vita personale, delle proprie abitudini, del proprio privato o privatissimo. Penso che le
01:56famiglie sono fondamentali. Noi abbiamo fatto anche una campagna di comunicazione su questo,
02:00cioè sulla campagna si chiamava Nessuno li conosce come te, cioè un genitore conosce
02:05i propri figli, se li segue, se gli dà degli strumenti i figli e a volte conta molto l'esempio,
02:11quello che si fa. È chiaro che se una madre o un padre pubblicano qualunque cosa sui social,
02:16tra cui le foto dei figli, tra cui le foto dei figli che in realtà non andrebbero mai
02:20pubblicate, come tutti sanno, perché poi diventano di proprietà del social network che
02:24le posta, se un padre o una madre danno un buon esempio, secondo me i figli nascono con
02:30una responsabilità. I limiti servono perché sono un monito magari a quei genitori che non
02:35hanno una cultura genitoriale o tecnologica adatta, perché non tutti poi magari conoscono
02:41il sistema. Ci sono figli che sono molto più capaci dei genitori, quasi tutti in realtà.
02:45Sì, certo, sono nati con gli schermi.
02:47Però io penso che non dobbiamo mai abdicare al ruolo di genitore, dobbiamo sempre spiegare
02:51ai genitori che i primi responsabili dei comportamenti dei figli devono essere loro, è importante
02:56responsabilità genitoriale su queste tematiche.
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