00:00Nell'anno che si avvicina celebreremo gli 80 anni della Repubblica, 80 anni di democrazia,
00:08di sviluppo, di pace. Quale insegnamento dobbiamo trarre da quel che abbiamo realizzato, raccogliendo
00:16quanto costruito dalle generazioni che ci hanno preceduto? Il primo valore su cui porre l'accento
00:23ce lo consegna la parola insieme. La Repubblica ha vissuto e vive del contributo di ciascuno,
00:32dell'impegno, della responsabilità, del sacrificio di ogni italiano, della loro partecipazione.
00:40Insieme è anche l'antidoto alla sfiducia verso il futuro. Insieme vuol dire popolo. Significa
00:48partecipazione alla vita collettiva. È la radice di quella unità che la Costituzione
00:57pone a fondamento della Repubblica. Partecipazione sembra parola desueta in un tempo caratterizzato
01:06da una crescente assenzione elettorale. Alle ultime elezioni regionali ha votato meno del
01:1445% degli eventi diritto. Nelle tornate precedenti la percentuale era già in discesa e dobbiamo
01:23purtroppo constatare che questa tendenza prosegue. Non ci si può stancare di ripeterlo. Una democrazia
01:31di assenuti, di assenti, di rassegnati è una democrazia più fragile e a subirne danno sono
01:40i cittadini. Riflettere su questo fenomeno è un dovere di tutti, mentre talvolta si ha
01:47l'impressione che l'assenzionismo sia una sorta di problema del giorno prima, come se dopo,
01:54a contare, fosse soltanto chi ha vinto e chi ha perso e tutto tornasse a essere normale.
02:02Una società che non si preoccupasse quando la maggioranza assoluta degli elettori sceglie
02:08di non votare, non si accorgerebbe che si riduce la sua solidità, che la sua politica
02:14rischia di esaurirsi nell'autoreferenzialità. Senza questa presa di coscienza si contribuirebbe
02:21involontariamente ad alimentare la disaffezione, il senso di estranetà alla vita delle istituzioni.
02:30Spezzare questo circolo vizioso è interesse di tutti, perché un'ampia, consapevole partecipazione
02:37a conferire una forte legittimazione.
Commenti