Vai al lettorePassa al contenuto principale
  • 6 settimane fa
Trascrizione
00:00Il piano economico e commerciale è tutt'altro che sente la tensione, con la diffusione di
00:07politiche e strumenti che puntano a rafforzare artificiosamente il proprio Paese a scapito
00:14degli altri. Sovraccapacità produttiva, dumping, dazzi, domino delle catene di approvvigionamento
00:22e coercizione economica, solo per citare alcune tra le distorsioni più significative,
00:28nuocciano a un mondo pacifico e interdipendente. Se ci si propone di perseguire obiettivi di
00:36progresso, la strada è soltanto quella del rafforzamento della collaborazione. L'alternativa
00:43porta ad avvolgersi nella spirale della instabilità. La posizione geografica ci pone al crocevia
00:52di aree sensibili, dal Mediterraneo all'Europa centrale, dall'Africa al vicino Oriente. La
01:00nostra economia è legata ai flussi globali, la nostra società è aperta al mondo, la nostra
01:07evoluzione politica ha tratto beneficio dalla costruzione europea, dalle istituzioni multilaterali,
01:15dalla cooperazione. È evidente che è in atto un'operazione diretta contro il campo
01:22occidentale, che vorrebbe allontanare le democrazie dai propri valori, separando i destini delle
01:29diverse nazioni. Non è possibile distrarsi e non sono consentiti errori. La diplomazia
01:37è decisiva per la proiezione esterna dell'Italia, per la sua posizione nell'Europa integrata
01:44e nel mondo, e non soltanto per questi obiettivi. Lo è perché il nostro Paese ha sempre saputo
01:51gestire in modo efficace il soft power di cui è portatore.
Commenti

Consigliato