00:00Benvenuti a un nuovo appuntamento con le interviste all'agenzia Italpress. Il nostro
00:07ospite è Gaetano Fausto Esposito, direttore generale del Centro-Sud Italia Carne. Benvenuto.
00:13Grazie. Grazie a lei per essere qui. Direttore, le volevo chiedere, avete presentato con Mecenata
00:2090 un rapporto sull'Italia policentrica, che è incentrato principalmente sulle città intermedie.
00:26Ecco, se ci spiega un po' cosa sono queste città intermedie. Le città intermedie sono il tessuto
00:31connettivo dei comuni del nostro paese. Le città intermedie intendiamo le medie città, medie città
00:38che non sono né le città metropolitane, le 14 grandi aree del paese, e non sono poi diciamo i comuni
00:44molto piccoli. Praticamente stiamo parlando di 157 comuni, per avere un'idea, sono comuni che fanno
00:53quasi l'11 per cento, fanno quasi 11 milioni di popolazione, fanno il 18 per cento invece del
01:03complesso della popolazione italiana e producono circa il 20 per cento dei beni e servizi del nostro
01:11paese. Quindi sono delle realtà importanti. Certo, le città metropolitane, quelle su cui si è concentrato
01:18negli ultimi anni l'attenzione dello sviluppo, sono delle aree molto più grandi, sono delle aree che
01:25alla fine concentrano il 36 per cento della popolazione italiana. Ma vediamo che queste aree intermedie hanno
01:30tutta una serie di vantaggi rispetto alle città metropolitane non secondari.
01:35Quindi diciamo che se oggi l'attenzione è focalizzata principalmente su queste città metropolitane, però mi sembra
01:40di capire che c'è sempre più un'attenzione che è rivolta a questi territori intermedi da un certo punto di vista.
01:47Sì, diciamo che noi stiamo sperimentando sotto alcuni aspetti una sorta di ritorno al territorio.
01:54Le città intermedie sono i soggetti che presidiano il territorio e a loro volta fanno quasi ponte rispetto
02:01anche a quelle che sono le aree interne del paese. Noi abbiamo calcolato una specie di indice di qualità
02:09della vita di queste città, comparandolo con quella delle città metropolitane. Un indice che è stato calcolato
02:16su quattro dimensioni, che sono la dimensione degli affari, c'è la dimensione economica, c'è la dimensione sociale
02:23e quella della demografia. Ma che cosa abbiamo trovato? Chiaramente i territori sono molto diversificati
02:29tra di loro, esiste caso e caso. Ma nell'aggregato abbiamo visto che prima di tutto nel complesso
02:35le città intermedie hanno una qualità della vita economica, cioè una qualità del tessuto economico
02:42che è un po' inferiore ma sostanzialmente paragonabile a quelle delle aree metropolitane.
02:48Ma dove migliorano tanto è invece dal punto di vista culturale e dal punto di vista demografico.
02:55Pensiamo che dal punto di vista culturale, ad esempio, l'indice che abbiamo stimato indica un valore
03:01superiore al 20% in termini di punteggio rispetto alle città metropolitane, mentre il valore è un po' più
03:07basso ma sempre superiore per quanto riguarda gli aspetti demografici, stiamo parlando di circa un 12%
03:13di punteggio superiore rispetto alle città metropolitane. E questo spiega anche perché se facciamo una proiezione
03:20al 2050, degli aspetti demografici, sappiamo che il nostro paese perderà quasi 4 milioni di persone,
03:26le città intermedie perderanno meno popolazione rispetto alle città metropolitane, addirittura il rapporto
03:34è di 1 a 2, le città intermedie perderanno il 4% della popolazione, mentre le aree metropolitane
03:40circa l'8% della popolazione.
03:43Ma potremmo quindi definire queste città intermedie come una sorta di rete di connessione?
03:49Esattamente questo. Le città intermedie, a nostro avviso, funzionano come una rete di
03:56collegamento tra le grandi aree metropolitane e il complesso dei comuni dell'entroterra oppure
04:04diciamo a minore densità demografica, tanto è vero che noi le abbiamo anche individuate come una
04:11specie di poli intermedie. A loro volta le città intermedie attirano un complesso di
04:20popolazione, attirano un complesso di flussi di interscambio con il resto del territorio e quindi
04:27alla fine vengono a rappresentare quella armatura territoriale del nostro paese che poi spiega
04:34perché alla fine il nostro paese, anche quando vanno in crisi alcuni grandi poli di sviluppo che
04:40spesso sono collegate nelle aree metropolitane, tiene ed è resiliente perché ha questa rete
04:46diffusa che consente di secondare, di assecondare ancora lo sviluppo e di, come dire, in qualche
04:51modo ammortizzare i colpi della crisi.
04:53Quindi per concludere potremmo dire con la battuta che è piccolo e bello?
04:57Ma diciamo, qui stiamo parlando di dimensioni demografiche, diciamo che medio, che medio è bello.
05:06Questo vale spesso per le imprese, le medie imprese italiane, che vengono definite le
05:13multinazionali tascabili rispetto alle grandi e grandissime imprese, di cui abbiamo sempre
05:18meno nel nostro paese. Questo vale anche per le città intermedie. E' il concetto probabilmente
05:25di medio, quel concetto che consente di contemperare le diversità di situazioni e anche di assicurare
05:32una flessibilità non solo economica ma soprattutto sociale e probabilmente di rappresentare quella
05:38joy de vivre che nel passato è stato considerato uno dei modelli di successo del nostro paese
05:45e una tool dell'Italia.
05:46Bene, io ringrazio Gaetano Fausto Esposito, direttore generale del Centro Studi di Tagliacarne
05:52per essere stato nostro ospite e vi do appuntamento con una nuova intervista dell'agenzia Italpress.
05:56Grazie ancora. Grazie a voi. Arrivederci.
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