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  • 3 mesi fa
Trascrizione
00:00Ho scritto il mio libro Il Paese che conta perché ho voluto raccontare questa avventura,
00:14un'avventura nelle statistiche dove racconto tutto quello che abbiamo fatto, perché poi
00:21non l'ho fatto solo io con tante persone appassionate, scoprendo quello che succede all'interno
00:31del nostro Paese per anni e anni, dando visibilità agli invisibili e con un linguaggio molto semplice
00:39che permette di capire i numeri anche se uno ha problemi, pensa di avere, perché molto
00:48spesso pensiamo di avere problemi con i numeri. I dati, le statistiche rompono stereotipi,
00:56per esempio non vi immaginereste mai che 3 milioni e mezzo di uomini fanno la maglia o ricamano
01:05nel tempo libero perché gli piace e che addirittura sono cresciuti da 400 mila che erano in 20
01:14anni, mentre le donne sono diminuite, certo le donne lo fanno molto di più. L'Italia
01:19ovviamente è cambiata, è cambiata molto perché è cresciuta la presenza femminile nel mondo
01:26del lavoro, soprattutto a partire dal 1995 dopo la recessione fino al 2008 c'è stata una
01:37crescita continua. Dal 2008 però a oggi non siamo più a quei ritmi di crescita, anzi le
01:47donne si trovano in difficoltà. Sta crescendo l'occupazione ma non ai ritmi di cui ci sarebbe
01:55bisogno e soprattutto noi siamo ultimi, ultimi come occupazione femminile in Europa, tra gli ultimi
02:04anni e anche nei paesi oxe. Quasi la metà delle donne non lavora e questo significa che
02:11non è autonoma economicamente e nello stesso tempo è anche più esposta a violenza domestica
02:20perché se per una donna occupata è già difficile rompere una relazione in presenza di violenza,
02:28figuriamoci, perché non ha un'autonomia economica.
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