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  • 3 mesi fa
Arriverà al cinema il 24 ottobre distribuito da PiperFilm Parthenope, il nuovo film di Paolo Sorrentino, già presentato a Cannes 2024.
Nel cast del film, in ordine alfabetico, compaiono Dario Aita, Celeste Dalla Porta, Silvia Degrandi, Isabella Ferrari, Lorenzo Gleijeses, Biagio Izzo, Marlon Joubert, Peppe Lanzetta, Nello Mascia, Gary Oldman, Silvio Orlando, Luisa Ranieri, Daniele Rienzo, Stefania Sandrelli e Alfonso Santagata.
Trascrizione
00:00Dopo l'anteprima internazionale al Festival di Cannes nel 2024 e una serie di anteprime di mezzanotte nelle scorse settimane,
00:09Partenope di Paolo Sorrentino arriva finalmente al cinema in uscita regolare il 24 settembre.
00:15Il film presenta un ulteriore racconto di Napoli da parte dell'autore che già connessata alla mano di Dio aveva raccontato la città in una maniera molto personale.
00:26Nel film precedente infatti era la Napoli della sua infanzia, della sua adolescenza, era la sua storia personale.
00:36In questo film invece Napoli è la grande protagonista e Napoli questa fanciulla splendida di cui si seguono le avventure all'interno della pellicola.
00:46Nella prima parte l'impressione è che venga proprio raccontata l'iniziazione alla vita di questa giovane donna splendida
00:54appartenente all'alta borghesia napoletana, però il film a un certo punto devia da questo racconto canonico e tradizionale
01:05per diventare più frammentato e posizionare questa donna in diverse situazioni
01:13che la mettono più o meno alla prova, la fanno confrontare con diversi aspetti di questa città.
01:20Infatti nella seconda parte è molto più chiara l'intenzione metaforica del film.
01:26Probabilmente nelle intenzioni di Sorrentino, Partenope, che è appunto questa ragazza,
01:32non è altra che la città stessa nasce dal mare, nasce ai piedi del Vesuvio
01:37e appunto si chiama Partenope, come la sirena Partenope, che è uno dei miti fondativi della città di Napoli
01:44e si va a intrecciare con tutti quegli elementi che costituiscono la città di Napoli
01:53dalla fede folcloristica che poi diventa blasfema alla cultura, all'antropologia appunto,
02:03anche alla mafia.
02:07Quello che è appunto interessante è il modo in cui Sorrentino racconta questa donna assolutamente intangibile,
02:14questa donna di una bellezza incredibile, celeste della porta.
02:17La protagonista è veramente splendida, è veramente un volto indimenticabile.
02:22La sua interpretazione è anch'essa sospesa, perché Partenope non si fa conoscere da nessuno,
02:31non si fa attraversare da nessuno, lei parla sempre per frasi fatte,
02:37preferisce la risposta giusta al momento giusto piuttosto che la verità
02:41ed è appunto inafferrabile, proprio come la città di Napoli.
02:45Quello che invece sembra sia sfuggito di mano a Paolo Sorrentino è proprio il fine ultimo del racconto.
02:52È stata la mano di Dio, Antonio Capuano diceva al piccolo fabbietto
02:56Adienico cosa racconta? Ce l'hai un fuoco, qualcosa da dire, perché l'ispirazione e la creatività
03:04sono delle cose effimere, sono delle cose frivole.
03:08Invece se hai qualcosa da dire, un messaggio da portare, una storia da raccontare,
03:15allora sì, puoi fare questo mestiere.
03:17Ecco, questo diceva Capuano a Fabietto.
03:20E in Estata alla mano di Dio Sorrentino aveva chiarissimo cosa raccontare.
03:24In questo film, in partenope, sembra che appunto Sorrentino abbia un po' appannato
03:30quel fuoco del racconto, quella cosa da dire, quella cosa da raccontare.
03:38E questo purtroppo si sente non tanto nella durata del film, che comunque è importante,
03:44dura due ore e sedici minuti, ma nel fatto che sembra quasi girare a vuoto,
03:51soprattutto appunto nella seconda parte più metaforica e meno coesa da un punto di vista narrativo.
03:58Un altro elemento che è apparso respingente del film, ma che potrebbe però avere un senso
04:07all'interno della storia, un senso proprio diegetico, è il linguaggio che viene utilizzato.
04:12Tutti i personaggi parlano per frasi fatte, frasi ad effetto, e sembra che l'unico personaggio
04:18estraneo, almeno in parte, a questo tipo di linguaggio sia il professor di antropologia
04:25interpretato da Sidi Orlando, che Dio lo abbia in gloria sempre.
04:29Tutti gli altri però sono scritti in maniera tale da declamare le loro battute, che ricercano
04:39sempre appunto la frase ad effetto.
04:41Se da un punto di vista proprio per lo spettatore, almeno per me, questa tendenza è fastidiosa
04:50a lungo andare, potrebbe essere una soluzione narrativa voluta nella misura in cui il personaggio
05:02stesso protagonista, la stessa partenope, come abbiamo già detto, cerca sempre la frase
05:06ad effetto, l'uscita geniale, piuttosto che il racconto della verità.
05:14Potrebbe essere anche la rappresentazione cinematografica alta di quello che è comunemente considerato
05:20il popolo napoletano, che fa dello spettacolo, della frase ad effetto, fa un marchio di fabbrica,
05:30un modo anche per fingere che i problemi non esistano.
05:36Diciamo che forse da un punto di vista di compiutezza dell'opera, Sorrentino fa un passo
05:43indietro rispetto a essa dalla mano di Dio, però sembra fare allo stesso tempo un passo avanti
05:49verso quella che è la sua mitologia cinematografica.
05:56Quindi dopo essere stato a Roma con la grande bellezza e essere poi tornato a Napoli con
06:02è stata la mano di Dio in una maniera molto intima, lui prova a fare il suo ritratto della
06:08sua città con partenope.
06:10Resta da vedere se poi partenope rimarrà nella memoria collettiva, così come è successo
06:24con il capolavoro di Fellini.
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