00:00Dopo l'anteprima internazionale al Festival di Cannes nel 2024 e una serie di anteprime di mezzanotte nelle scorse settimane,
00:09Partenope di Paolo Sorrentino arriva finalmente al cinema in uscita regolare il 24 settembre.
00:15Il film presenta un ulteriore racconto di Napoli da parte dell'autore che già connessata alla mano di Dio aveva raccontato la città in una maniera molto personale.
00:26Nel film precedente infatti era la Napoli della sua infanzia, della sua adolescenza, era la sua storia personale.
00:36In questo film invece Napoli è la grande protagonista e Napoli questa fanciulla splendida di cui si seguono le avventure all'interno della pellicola.
00:46Nella prima parte l'impressione è che venga proprio raccontata l'iniziazione alla vita di questa giovane donna splendida
00:54appartenente all'alta borghesia napoletana, però il film a un certo punto devia da questo racconto canonico e tradizionale
01:05per diventare più frammentato e posizionare questa donna in diverse situazioni
01:13che la mettono più o meno alla prova, la fanno confrontare con diversi aspetti di questa città.
01:20Infatti nella seconda parte è molto più chiara l'intenzione metaforica del film.
01:26Probabilmente nelle intenzioni di Sorrentino, Partenope, che è appunto questa ragazza,
01:32non è altra che la città stessa nasce dal mare, nasce ai piedi del Vesuvio
01:37e appunto si chiama Partenope, come la sirena Partenope, che è uno dei miti fondativi della città di Napoli
01:44e si va a intrecciare con tutti quegli elementi che costituiscono la città di Napoli
01:53dalla fede folcloristica che poi diventa blasfema alla cultura, all'antropologia appunto,
02:03anche alla mafia.
02:07Quello che è appunto interessante è il modo in cui Sorrentino racconta questa donna assolutamente intangibile,
02:14questa donna di una bellezza incredibile, celeste della porta.
02:17La protagonista è veramente splendida, è veramente un volto indimenticabile.
02:22La sua interpretazione è anch'essa sospesa, perché Partenope non si fa conoscere da nessuno,
02:31non si fa attraversare da nessuno, lei parla sempre per frasi fatte,
02:37preferisce la risposta giusta al momento giusto piuttosto che la verità
02:41ed è appunto inafferrabile, proprio come la città di Napoli.
02:45Quello che invece sembra sia sfuggito di mano a Paolo Sorrentino è proprio il fine ultimo del racconto.
02:52È stata la mano di Dio, Antonio Capuano diceva al piccolo fabbietto
02:56Adienico cosa racconta? Ce l'hai un fuoco, qualcosa da dire, perché l'ispirazione e la creatività
03:04sono delle cose effimere, sono delle cose frivole.
03:08Invece se hai qualcosa da dire, un messaggio da portare, una storia da raccontare,
03:15allora sì, puoi fare questo mestiere.
03:17Ecco, questo diceva Capuano a Fabietto.
03:20E in Estata alla mano di Dio Sorrentino aveva chiarissimo cosa raccontare.
03:24In questo film, in partenope, sembra che appunto Sorrentino abbia un po' appannato
03:30quel fuoco del racconto, quella cosa da dire, quella cosa da raccontare.
03:38E questo purtroppo si sente non tanto nella durata del film, che comunque è importante,
03:44dura due ore e sedici minuti, ma nel fatto che sembra quasi girare a vuoto,
03:51soprattutto appunto nella seconda parte più metaforica e meno coesa da un punto di vista narrativo.
03:58Un altro elemento che è apparso respingente del film, ma che potrebbe però avere un senso
04:07all'interno della storia, un senso proprio diegetico, è il linguaggio che viene utilizzato.
04:12Tutti i personaggi parlano per frasi fatte, frasi ad effetto, e sembra che l'unico personaggio
04:18estraneo, almeno in parte, a questo tipo di linguaggio sia il professor di antropologia
04:25interpretato da Sidi Orlando, che Dio lo abbia in gloria sempre.
04:29Tutti gli altri però sono scritti in maniera tale da declamare le loro battute, che ricercano
04:39sempre appunto la frase ad effetto.
04:41Se da un punto di vista proprio per lo spettatore, almeno per me, questa tendenza è fastidiosa
04:50a lungo andare, potrebbe essere una soluzione narrativa voluta nella misura in cui il personaggio
05:02stesso protagonista, la stessa partenope, come abbiamo già detto, cerca sempre la frase
05:06ad effetto, l'uscita geniale, piuttosto che il racconto della verità.
05:14Potrebbe essere anche la rappresentazione cinematografica alta di quello che è comunemente considerato
05:20il popolo napoletano, che fa dello spettacolo, della frase ad effetto, fa un marchio di fabbrica,
05:30un modo anche per fingere che i problemi non esistano.
05:36Diciamo che forse da un punto di vista di compiutezza dell'opera, Sorrentino fa un passo
05:43indietro rispetto a essa dalla mano di Dio, però sembra fare allo stesso tempo un passo avanti
05:49verso quella che è la sua mitologia cinematografica.
05:56Quindi dopo essere stato a Roma con la grande bellezza e essere poi tornato a Napoli con
06:02è stata la mano di Dio in una maniera molto intima, lui prova a fare il suo ritratto della
06:08sua città con partenope.
06:10Resta da vedere se poi partenope rimarrà nella memoria collettiva, così come è successo
06:24con il capolavoro di Fellini.
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