Dopo la scomparsa di Stefano Benni «sono stato sommerso da una marea di affetti: c'è chi mi ha detto di aver trovato l'amore grazie a un libro di mio padre, chi di essersi sentito meno solo, chi si è rialzato nei momenti difficili. Alcuni mi hanno persino mandato le foto di tatuaggi a forma di fiocco di neve sulla mano per ricordarlo. Tutto questo rende più facile affrontare il dolore». È con queste parole che Niclas Benni, figlio dello scrittore e poeta bolognese scomparso martedì scorso all'età di 76 anni, ha ricordato il padre durante la camera ardente allestita oggi all'Archiginnasio di Bologna.
00:00Sono stato sommerso in questi ultimi giorni a una marea di effetti e c'è chi mi ha detto che
00:09ha trovato l'amore grazie al libro di Stefano regalando il libro al potenziale partner,
00:17chi mi ha detto che i suoi libri non hanno fatto sentire uno solo, chi mi ha detto che
00:21l'hanno aiutato a rialzarsi. Mi hanno mandato foto di tatuaggi a forma di fiocco di neve sul dorso della
00:30mano e si sono fatti per ricordare Stefano, l'ho trovato bello e ovviamente questa marea di affetto
00:39rende più facile, in parte più facile per noi famiglia vivere in questo momento, con quel misto di
00:48via, allegria e anche colire, che in fondo è contraddistribile da Stefano.
00:55La cosa che mi è piaciuta, una cosa che ho trovato molto bella, che già sapevo ma è stato bello constatarlo,
01:16è stato che questa manifestazione di affetto, queste testimonianze, questa partecipazione è stata davvero intergenerazionale.
01:25Ho parlato con persone dai 12 agli 85 anni.
01:29e in fondo credo che questa fosse un po' la forza, una delle forze dell'equilibrio Stefano, che rimangono sempre un po' attuali, non importa il tempo, e c'è qualcosa in questi libri che alla fine risuona con ogni lettore, dal lettore più vorace al più disubituato, a prescindere dall'età, dalla provenienza, persino dall'affinità politica.
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