00:00Alessia Orro, premiata come migliore giocatrice ai mondiali di pallavolo, è nata nel 1998 a
00:11Narbolia, un paese di 1.613 abitanti a 24 chilometri da Oristano. Sta alle porte del
00:19Sinis, estremo occidente italiano. Il paese a fianco è Milis, sotto il Montiferru. Furono
00:26i monaci camaldolesi a mettere a coltura la vega, la pianura fertile e irrigata. Zona
00:33di Arance, l'unica in Sardegna. Dopo il titolo mondiale, la 26enne Alessia è tornata a casa
00:40per stare un po' coi suoi. Dietro di me vedete la famiglia che festeggia davanti alla televisione,
00:48l'immagine è della nuova Sardegna. Alcune sue compagne di squadra sono più alte, più robuste,
00:55più note, segnano più punti. Ma senza Alessia che gli mette la palla proprio lì, quei punti
01:02non sarebbero così tanti. Voi direte, molti talenti sportivi italiani sono nati e cresciuti
01:08lontano dalle grandi città. Vero? Vuol dire che esiste un meccanismo che funziona in alcuni
01:15sport. La pallavolo femminile italiana dovrebbe essere studiata, anzi imitata. Chissà quanto
01:22talento ci scivola tra le dita in ogni campo e questo, considerato il crollo demografico,
01:29è grave. Ci sono Alessia Orro anche nella ricerca, nelle professioni, nelle imprese,
01:37nelle arti, ma restano nelle loro narbolia. La cosa è sorprendente anche perché gli strumenti
01:43per scoprire il talento oggi non mancano web, social, video, streaming, intelligenza artificiale,
01:51mancano i talent scout, manca la voglia e senza voglia squadre, società e nazioni non
01:58vanno da nessuna parte.
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