00:00Per sintetizzare bene il suo libro Benito, Storia di un italiano, vorremmo dire, con una sua conclusione,
00:16che gli italiani non erano fascisti e non lo sono mai stati, ma erano tutti mussoliniani, è vero?
00:22Questa è una tesi del libro, forse la più importante, perché il fascismo era una religione politica, un movimento ideale,
00:31che poi è stato distorto naturalmente, gli italiani non potevano essere fascisti, il fascismo per esempio diceva che lo Stato è più importante dell'individuo
00:44e bisognava avere il culto dello Stato, non è vero per gli italiani di oggi né per quelli di allora,
00:50amavano l'uomo forte, il duce che li riempiva d'orgoglio e si credeva risolveva i problemi di tutti, per tutti.
01:03Cosa è cambiato dai tempi di Benito Mussolini ad oggi nel pensiero degli italiani, su quella che è stata questa storia durata vent'anni?
01:13Sono cambiate tante cose, nel caso specifico per fortuna gli italiani hanno cominciato ad apprezzare la libertà e la democrazia
01:22e questa è una grande conquista per tutti noi.
01:26Nel suo libro ha avuto ovviamente inevitabilmente grande spazio la questione delle leggi razziali fatte da Mussolini,
01:33ecco oggi si sentono cose nelle piazze che nemmeno nel Mein Kampf sono riportate nei confronti degli ebrei,
01:40come la pensate su questo?
01:42Nel Mein Kampf forse erano più duri, però certamente è una posizione neanche politica,
01:52è una posizione disumana pensare di condannare un popolo intero per il comportamento dei suoi governanti,
02:02e quindi è tutto errata, da qualunque parte la si guardi, da destra e da sinistra.
02:11I rapporti tra Benito Mussolini e Gabriele D'Annunzio, conflittuali, si sono amati, si sono più odiati,
02:20come sono stati poi in sintesi? Si volevano bene o no?
02:24Non si sono mai amati, oltretutto Mussolini ha tradotto D'Annunzio a fiume, non è corso in suo soccorso,
02:34e faceva la spia a Giolitti sulle sue intenzioni, D'Annunzio questo non l'ha mai saputo, però lo sospettava,
02:43e dovevano tollerarsi a vicenda, perché erano due protagonisti, due galli nello stesso pollaio,
02:50Mussolini era un ottimo politico, era abilissimo, D'Annunzio invece come politico era proprio la cosa che sapeva fare peggio,
03:00per cui ha perso il confronto e si rispettavano per dover, non potevano mettersi l'uno contro l'altro,
03:11e quindi hanno convissuto più o meno tranquillamente.
03:15La storia ha condannato il fascismo, ha condannato Mussolini, perché poi oggi invece in tanti scrivono ancora di Benito Mussolini
03:26più che del fascismo?
03:28Beh, perché il problema non è stato risolto storiograficamente, cioè per 30 anni dopo la guerra,
03:36fino al libro di Felice sul consenso e al mio subottai, devo dire,
03:41il fascismo veniva giudicato solo negativamente come male assoluto, certo che non è stato un bene,
03:52chi non condannerebbe il fascismo?
03:54Però il regime, come si dice per prendere in giro, ha fatto anche cose buone, cioè era un regime complesso,
04:05non monolitico, con tante correnti, anche gente perbene al suo interno e si è cominciato tardi a studiarlo,
04:16a riconoscerlo, per cui ancora siamo indietro negli studi, in Germania hanno risolto il problema del nazismo studiandolo
04:24e poi viene usato a fini politici.
04:28Non a caso si parla sempre di rischio fascista quando c'è un governo centrodestra,
04:36quando c'è un governo centrosinistra sembra che il fascismo non sia mai esistito.
04:41E adesso abbiamo Fratelli d'Italia, per cui la polemica si è rinfocolata molto.
04:49Per chiudere, il sottotitolo del suo libro, sotto a Benito, è Storia di un italiano,
04:55che è lo stesso titolo di una serie con Alberto Sordi. Perché questo?
04:59Beh, perché l'ho chiamato Benito, perché volevo sottolineare, ha la vicinanza degli italiani al Duce,
05:08lo chiamavano Benito, familiarmente in casa e al bar.
05:14E Storia di un italiano perché è anche una storia umana, personale, non solo l'uomo politico,
05:22ma la persona, l'individuo. Ed è un italiano, io li chiamo arci italiani,
05:31con tutti i difetti e molti pregi degli italiani moltiplicati.
05:37Io sono un libertario, il libertario significa, sapete, Pannella, il vostro conterraneo,
05:49era fascista Pannella.
05:53Io sono talmente radicale che è di una grossa discussione con Pannella,
06:01perché voleva che mi iscrivesse al partito la locale.
06:05E io gli dici, guarda, io sono talmente radicale che non mi posso iscrivere al partito la locale.
06:14Ecco, quindi, libertario non solo è antifascista, è anche tante altre arti,
06:22però bisogna dichiararsi antifascista.
06:25La verità è un ricatto anche meschino, perché significa negare la storia,
06:39significa negare, cioè fare tutta verba un faccio,
06:45vuol dire che per esempio è un camicia nera, un fascista.
06:48E poi è un atto di presunzione dire
07:02e se io sono antifascista, io come vorrei che si dicesse,
07:10quello non è un fascista, è un neofascista,
07:13il fascismo è una cosa, pensare di realizzare il fascismo non è un neofascismo,
07:23ma soprattutto gli antifascisti veri,
07:28quelli degli anni 20, 30, inizio di 40,
07:34rischiavano la galera.
07:36Oggi uno che dice io sono antifascista,
07:39rischiavano la pausa, al massimo proprio il pericolo.
07:45E quindi bisogna distribuire queste cose.
07:50Io posso dire, io sono un neofascista.
07:55Grazie di essere venuti così numerosi all'apertura della quarta stagione
08:03di un mondo di trasportazione,
08:04che è un'assegna organizzata,
08:07un ideato organizzata dal Centro Studi di Sveglio,
08:10e quest'anno non ci poteva essere un'apertura migliore
08:13che con un personaggio di levatura intellettuale altissimo,
08:17o delle migliori menti storiche del nostro paese,
08:21di Giordano Brunquelli, che ringraziamo di cuore
08:23per aver accettato il nostro invito.
08:27La nostra assegna ormai sta consolidando le presenze,
08:33un certo tipo di presenze,
08:34di alta caratura, di alto livello,
08:37e senza paura affrontiamo anche a Doventi Spinosi,
08:42o perlomeno quelli che potrebbero sembrare a Doventi Spinosi.
08:46Abbiamo ospitato monografie superiore con Luca Telese,
08:50abbiamo ospitato la monografia di Sottigaspe,
08:55fatta da Antonio Polito,
08:59abbiamo ospitato un libro su Craxi,
09:03e continuiamo il nostro percorso di figure storiche,
09:06di figure storiche,
09:07oggi presentando l'ultimo libro di Giordano Brunquelli,
09:10che è il più bellito storico italiano.
09:12Io non entrerò nel merito del libro,
09:15lo farà sicuramente il caro amico Antonio D'Amore,
09:17che ringrazio di cuore per aver accettato il nostro invito.
09:22L'unica cosa che dico è un libro che ho ricevuto martediero,
09:25nonostante l'amore non indifferente,
09:27e poi un vogliato in tre giorni,
09:29un libro che si legge veramente con grande freschezza.
09:33Devo ringraziare ovviamente chi ci permette,
09:36i miei soci innanzitutto del centro studi,
09:38e poi chi ci permette di realizzare,
09:41di vedere concretamente realizzate le nostre idee,
09:44e sono chiaramente i nostri sponsor,
09:46non vi cito, vi vedrete,
09:49compatire il video alle spalle dei nostri ospiti.
09:54Senza il loro contributo,
09:55noi non riusciremo sicuramente a fare quello che facciamo,
09:58per cui li ringrazio da quello di cuore,
09:59per l'amicizia, la vicinanza,
10:01e l'impegno che anche loro, economicamente profondo.
10:04Il ringraziamento va ai comuni di Giulianova e Mociano,
10:10che con il loro patrocino ci permettono di avere l'opportunità
10:14di godere di queste belle che abbiamo,
10:18sia Giulianova che Mociano.
10:19Io sono venuto qui per la prima volta,
10:21non sapevo come fosse questa sala,
10:24ed è stata una grandissima sorpresa.
10:26Ringraziamo lei, ma non mi è dobbio anche ringraziare
10:29chi ha organizzato tutto questo,
10:31quindi il masestro Andrea Castagna,
10:33del centro studi, il risveglio,
10:36che come ha detto fa sempre dei momenti di cultura importantissimi,
10:42come quello di questa sera,
10:43come quello di aver accennato.
10:45Io veramente gli faccio i complimenti,
10:47maestro, perché è importante,
10:52è importante ancora più oggi parlare della storia,
10:57studiare la storia,
10:59perché la storia non solo ci permette
11:02di conoscere il passato,
11:06ma di capire il presente
11:07e forse, forse dico,
11:10di programmare il futuro.
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