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  • 8 mesi fa
NAPOLI (ITALPRESS) - L’Italia si conferma tra i paesi europei più virtuosi in termini di economia circolare ma, a causa della carenza di impianti, il nostro Paese rischia di non centrare i target europei al 2035, che prevedono l’avvio al riciclo per almeno il 65% dei rifiuti urbani e uno smaltimento in discarica fino a un massimo del 10%. E' la fotografia scattata a Napoli dal Green Book 2025, il rapporto annuale sul settore dei rifiuti urbani in Italia, promosso da Utilitalia e curato dalla Fondazione Utilitatis, realizzato quest’anno in collaborazione con ISPRA e con la partecipazione di CEWEP-Confederazione europea dei termovalorizzatori, e AIRU-Associazione Italiana Riscaldamento Urbano.
f08/fsc/azn

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00:00L'Italia si conferma tra i paesi europei più virtuosi in termini di economia circolare,
00:08ma a causa della carenza di impianti il nostro paese rischia di non centrare i target europei
00:14al 2035, che prevedono l'avvio a riciclo per almeno 65% dei rifiuti urbani e uno smaltimento
00:21in discarica fino a un massimo del 10%. È la fotografia scattata a Napoli dal Green
00:27Book 2025, il rapporto annuale su settore dei rifiuti urbani in Italia, promosso da Utilitalia
00:33e curato dalla Fondazione Utilitatis, realizzato quest'anno in collaborazione con Ispra e con
00:40la partecipazione di CEWEB, Confederazione Europea dei Termovalorizzatori, e AIRU, Associazione
00:46Italiana Riscaldamento Urbano. L'impiantistica è il fattore critico su cui dobbiamo sicuramente
00:54recuperare dei deficit progressi nel nostro paese, sia l'impiantistica per il riciclo
01:00dei rifiuti, sia l'impiantistica per chiudere il ciclo dei rifiuti, ovvero i termovalorizzatori
01:06per trattare i rifiuti non riciclabili. Abbiamo delle regioni, in particolare le regioni del
01:11nord, che hanno una dotazione impiantistica già ormai a regime rispetto agli obiettivi
01:16dell'economia circolare al 2035. Abbiamo delle regioni, principalmente quelle del centro-sud,
01:22che invece devono recuperare un gap accumulato negli anni. Ci sono, come dire, notizie anche
01:28positive. Per esempio il PNRR ha finanziato vari impianti per il riciclo dei rifiuti, sia
01:35per i rifiuti organici, sia per i rifiuti come carta, vetro e plastica, anche nell'ottica
01:41di un riequilibrio della dotazione impiantistica nel paese.
01:44Quello che mi sembra importante sottolineare dal mio punto di vista è la qualità della regolazione
01:50che sta aiutando gli investimenti, che deve aiutare gli investimenti. È presumibile che
01:55farà lo stesso effetto che ha fatto sull'acqua la regolazione di Arera di invogliare gli investimenti
02:00che sono necessari, specialmente per quello che riguarda sia il trattamento del finale,
02:07quindi quello che riguarda il trattamento del differenziato, che anche quello per l'organico,
02:11che necessitano ancora di forti investimenti, specialmente al sud.
02:15Il deficit impiantistico che si registra nel mezzogiorno non consente la corretta chiusura
02:20del ciclo dei rifiuti e contribuisce al differenziale di spesa per il servizio di igiene urbana.
02:26Al sud, infatti, si registra la tare più alta del paese.
02:30Siamo arrivati nel 2024 al 44% di raccolta differenziata. Per noi è un passo importante,
02:37ma certamente è importante far sì che questo sforzo che tutti i cittadini, il Comune di Napoli,
02:42sia che Napoli fa quotidianamente, venga concretizzato con la realizzazione degli impianti di prossimità,
02:48quindi all'interno del perimetro comunale, in modo che questa percentuale può crescere,
02:52ma effettivamente questa crescita dia un contributo importante in termini di economia circolare,
02:58abbassando la tare ai cittadini.
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