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  • 8 mesi fa
Caserta, 29 mag. (askanews) - Ha preso il via a Caserta, nella sede dell'Autorità di Bacino Distrettuale dell'Appennino Meridionale, il ciclo di Forum e Focus sul Piano di Gestione Acque e sul Piano di Gestione Rischio Alluvioni, momenti di comunicazione interistituzionale con gli enti e i portatori di interesse che contribuiscono direttamente e indirettamente alla gestione e fruizione delle risorse idriche e alla gestione del territorio.Il Piano di Gestione delle Acque prevede un percorso che porti ad attuare un'azione coordinata per il raggiungimento del "buono stato" di tutte le acque del Distretto, come previsto dalla Direttiva Ue 2000/60. Per fare questo serve creare ed attuare un sistema di gestione idrica basato su distretti idrografici naturali, va garantita la sostenibilità della risorsa, assicurando gli usi legittimi. Tra gli obiettivi del Piano c'è quello di pervenire a una gestione idrica integrata e a un buon governo delle risorse idriche, tutelando l'ecosistema connesso. A questo scopo occorre definire le misure a carattere strutturale e non strutturale necessarie.Secondo Vera Corbelli, segretario generale dell'Autorità Distrettuale di Bacino dell'Appennino Meridionale, per ottenere risultati tangibili nella costruzione del Piano è necessario coinvolgere attivamente le parti interessate e consultare l'opinione pubblica, e questo è lo scopo dei Forum e dei Focus. Serve poi attuare un processo di osmosi delle informazioni tra i diversi soggetti coinvolti nella gestione della risorsa acqua, come bene comune, e della pianificazione del territorio. "Viene messo al centro il bene - ha aggiunto Corbelli - il bene che dobbiamo tutelare, assicurandolo nella sua interezza perché deve costituire il bene per la collettività".Allo stesso modo è ritenuto necessario il coinvolgimento degli enti e dei portatori d'interessi per l'aggiornamento del Piano di Gestione Rischio Alluvioni, per il quale l'Autorità istituisce un quadro normativo finalizzato alla valutazione e alla gestione dei rischi, che punti a ridurne le conseguenze negative per la salute umana, per il territorio, per i beni ambientali, culturali e per l'economia e la società dei territori sottoposti. Step necessari a realizzare tali finalità, sono l'elaborazione di mappe di pericolosità, l'individuazione e valutazione dei beni esposti con la successiva elaborazione di mappe di rischio, la definizione delle misure a carattere strutturale e non strutturale necessarie alla mitigazione del rischio.

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00:00Ha preso il via a Caserta nella sede dell'autorità di bacino distrettuale dell'Appennino Meridionale
00:05il ciclo di forum e focus sul piano di gestione acque e sul piano di gestione rischio alluvioni,
00:10momenti di comunicazione interistituzionale con gli enti e i portatori di interesse
00:14che contribuiscono direttamente e indirettamente alla gestione e fruizione delle risorse idriche
00:19e alla gestione del territorio.
00:21Il piano di gestione delle acque prevede un percorso che può attuare un'azione coordinata
00:25per il raggiungimento del buono stato di tutte le acque del distretto
00:29come previsto dalla direttiva UE 2060.
00:32Per fare questo serve creare e attuare un sistema di gestione idrica basato sui distretti idrografici naturali.
00:38Va garantita la sostenibilità della risorsa assicurando gli usi legittimi.
00:41Tra gli obiettivi del piano c'è quello di pervenire a una gestione idrica integrata
00:45e a un buon governo delle risorse idriche, tutelando l'ecosistema connesso.
00:49A questo scopo occorre definire le misure a carattere strutturale e non strutturale necessarie.
00:54Questi piani, visto la loro complessità, in particolare adesso stiamo parlando dell'acqua,
01:00richiedono un aggiornamento ogni sei anni.
01:02Ogni sei anni parte un programma che prevede il coinvolgimento dei vari attori.
01:10Perché?
01:10Perché il piano deve ricevere anche degli input dagli attori esterni per migliorare il percorso
01:19e non solo, per attingere dall'esterno informazioni utili che poi hanno una ricaduta
01:25sull'efficienza nella governance del territorio.
01:28Viene messo al centro il bene, dalla vita umana al bene.
01:33Un bene che dobbiamo difendere, tutelare, quindi assicurarlo nella sua interezza,
01:41affinché possa costituire e deve costituire il bene per la collettività.
01:46Secondo Pia Corbelli, segretario generale dell'autorità distrittuale di Bacino dell'Appennino Meridionale,
01:51per ottenere risultati tangibili nella costruzione del piano,
01:54è necessario coinvolgere attivamente le parti interessate e consultare l'opinione pubblica.
01:59E questo è lo scopo dei forum e dei focus.
02:01Serve poi attuare un processo di osmosi delle informazioni tra i diversi soggetti
02:05coinvolti nella gestione della risorsa acqua, come bene comune, e della pianificazione del territorio.
02:10Allo stesso modo, è ritenuto necessario il coinvolgimento degli enti e dei portatori di interesse
02:15per l'aggiornamento del piano di gestione a rischio alluvioni,
02:18per il quale l'autorità istituisce un quadro normativo finalizzato alla valutazione e alla gestione dei rischi,
02:23che punti a ridurre le conseguenze negative per la salute umana e per il territorio,
02:26per i beni ambientali, culturali e per l'economia e la società dei territori sottoposti.
02:31Step necessario a realizzare tale finalità sono l'elaborazione di mappe di pericolosità,
02:36l'individuazione e valutazione dei beni esposti,
02:38con la successiva elaborazione delle mappe di rischio,
02:41la definizione delle misure a carattere strutturale e non strutturale
02:44necessarie alla mitigazione del rischio.
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