00:00Questo documentario nasce dalla grande passione che ho verso la montagna e la curiosità che ho
00:24sempre avuto nel conoscere gli abitanti delle montagne della Toscana. Il progetto nasce per
00:29testimoniare e raccontare le realtà che a fatica decidono di restare, nonostante l'attuale
00:34abbandono delle terre alte. Questa testimonianza audiovisiva non vuole in nessun modo dare un
00:41giudizio, ma piuttosto raccontare senza filtri le realtà delle valli apuane e appenniniche.
00:47Ci sono dei momenti che sono impagabili sicuramente, come qualità della vita è eccezionale, è
01:04faticoso.
01:06Io sono una delle persone che ha scelto di venire a vivere a Montecuto delle Alpi, che ha scelto
01:12la montagna. Quanti abitanti c'erano? Allora ce n'erano anche 500, ce n'è stati, sì, e quello
01:21c'ero anch'io, me lo ricordo anch'io. Cerco di utilizzare il tempo, cerco eh, di utilizzare
01:28il tempo e non farmi utilizzare davvero.
01:30Non è la produzione che oggigiorno puntano tutti alla produzione degli animali, a quello
01:38che ti devono dare. Tanta gente le scambia con le macchine raguere, che ci hanno un cuore,
01:44hanno un animo anche loro.
01:47Restiamo a noi altri 4-5 ammalucchi, restiamo a noi. E dopo? Lasciamo il porto a Nesvagi e bene.
01:55L'incontro con i restanti è un racconto d'amore verso la propria terra, verso la natura,
02:12verso ciò che non scambieremo per nulla al mondo. Restare, rimanere, resistere, per scelta,
02:18per amore. Cosa resta del verbo restare? È un rimanere dopo l'essere arrivati. È un qualcosa
02:26che non riguarda ciò che è stato, ma ciò che sarà. Quindi non tanto è il passato, ma
02:31il futuro. Resta ciò che sopravvive al passato, al passaggio, e ciò che sopravvive al passato
02:38è futuro. Restare, quindi, non è statica come azione, ma dinamica. Non cristallizza il
02:46presente, ma si permea di futuro.
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