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  • 10 mesi fa
È ancora un'Italia spaccata in due quella del 2025, oseremmo dire che ci ritroviamo a descrivere uno scenario tristemente conosciuto dai tempi dell'Unità. Da una parte il Nord, tecnologicamente ed economicamente più avanzato, dall'altra un Sud ancora fortemente svantaggiato sotto diversi punti di vista. A fornire dati più specifici è l'ultimo rapporto dell’Ufficio Studi della Cgia di Mestre che fa luce sulle profonde disparità salariali in Italia nel settore privato.

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Trascrizione
00:00Non solo Roma, le notizie dalla regione con Elisa Mariani. Bentornati a non solo Roma,
00:09siamo partiti andando ad Amatric per l'appello che lanciano proprio i residenti e chi vive
00:15queste località da sempre affinché i romani non abbandonino questi luoghi storici soprattutto
00:21durante le vacanze, durante le ferie estive e non solo. Restiamo nel territorio ma andiamo
00:28precisamente nella zona della Ciociaria, in particolar modo nel Frusinate perché qui
00:33arrivano purtroppo delle pessime notizie. Ci sarebbero degli studi della CGA di Mestre
00:38che evidenziano come qui ci siano i redditi più bassi d'Italia addirittura simili a quelli
00:44del mezzogiorno italiano e allora qua dobbiamo fare una sorta di ragionamento perché forse
00:50dai tempi dell'unità che noi vediamo la nostra bella Italia praticamente letteralmente spaccata
00:55in due, quindi con un nord che è tecnologicamente ma anche economicamente più avanzato e un sud
01:02ancora più rurale, più arretrato soprattutto dal punto di vista economico purtroppo. Abbiamo
01:09una situazione ancora oggi purtroppo simile perché c'è il nord dove ci sono stipendi che hanno una
01:15media di 1.800-2.000 euro lordi al mese e un sud che ha insomma una media di stipendi molto più
01:22bassa addirittura sui 1.200-1.300. Il Lazio si posiziona in una sorta di posizione intermedia,
01:30scusate il gioco di parole, perché qui possiamo trovare una media di stipendi che viaggiano
01:34intorno ai 1.400 euro ma ci sono tantissime differenze in base alle province quindi mentre
01:41c'è questa Italia letteralmente spaccata in due abbiamo il Lazio che si trova al centro ma è
01:46praticamente frammentato e qui arriva proprio la questione della della ciociaria, del frosinate,
01:52pensate che si posiziona alla posizione 107 su circa 112 posizioni, quindi sono dei numeri
02:00allarmanti, numeri che ci fanno riflettere. Torniamo a chiederci perché proprio qui gli stipendi più
02:06bassi d'Italia, vero c'è la crisi automobilistica, pensate a Stellantis, forse il caso più emblematico,
02:12ma ci sono anche altri fattori da considerare, ne parliamo con Enrico Capuano che è il segretario
02:18generale della CISL proprio di Frosinone, buongiorno e bentrovato. Buongiorno a voi e grazie per
02:25l'invito, scusatemi se c'è qualche problema di collegamento con il video però purtroppo
02:31l'ascolteremo volentieri tramite tramite la sua voce, l'importante è che arrivi un po'
02:38al concetto, infatti io vorrei con lei approfondire un po' questa questione degli stipendi più
02:43bassi rispetto al resto d'Italia o comunque rispetto al resto del Lazio per essere ancora
02:47più precisi nel territorio del frosinate, nella ciociaria in generale, sembra che siano
02:52coinvolte Frosinone, Rieti, Piterbo, come mai? Allora ovviamente parto un attimo credo
03:02dalla situazione più generale del Lazio, il Lazio nella sua complessità ha la positività
03:13e allo stesso tempo la negatività di avere Roma, Roma ovviamente è una stella che brilla
03:21di luce propria e ne trasmette anche alle province di Nitrofe, chiaramente questo quando
03:29si fa la media dei dati regionali, porta a un innalzamento della media, ma non delle
03:37realtà, perché poi come dico, Roma ha una sua economia, una sua vita che è un po'
03:45sregolata dalle province, perché le province hanno tutta una economia diversa, noi ovviamente
03:53come CIS l'abbiamo anche sollecitato in diverse altre occasioni, questo slegame, questa diversità,
04:02questo disequilibrio, però non è facile chiaramente mutare le cose che il contesto
04:10della storia e dell'economia hanno creato, per essere più brevi, togliendo il riferimento
04:19sul Roma, la provincia di Frosinone in particolar modo già da tanti anni, soprattutto nel periodo
04:28dell'espansione industriale e mi riferisco ad oltre 40 anni fa quando è nato il polo
04:36della Fiat, è diventata purtroppo un territorio ad economia monocomparto.
04:44Dico purtroppo oggi, non allora, perché fino a qualche anno fa avevamo un trend buono,
04:56un trend medio, non voglio dire buonissimo, però bene o male gli equilibri del territorio
05:02erano abbastanza positivi, perché ovviamente noi dai dati che abbiamo raccolto qualche
05:09anno fa, un po' di anni fa, avevamo esaminato, avevamo dedotto che circa il 35% del PIL della
05:19provincia di Frosinone scaturiva dalla Fiat, direttamente.
05:23Però adesso come si mette la questione con la crisi di Stellantis, male ovviamente.
05:30Purtroppo la crisi di Stellantis, che oggi la chiamiamo Stellantis, quello che le dicevo
05:39un attimo fa è un riferimento a quando lo stabilimento Fiat, allora Fiat di Piedimonto
05:45e San Germano, aveva nel complesso circa 11-12 mila maestranze in maniera diretta, immaginiamoci
05:55poi tutto l'indotto completamente a ridosso, ma anche tutte le influenze che ovviamente
06:01sviluppava all'interno della provincia, quindi parliamo di numeri interessanti, questi numeri
06:07ovviamente poi pian piano sono iniziati a scendere, c'è stato un livellamento, è ovvio
06:14che negli ultimi 2-3 anni, oggi chiamiamo Stellantis, con FCA si è cercato di riaccendere
06:23un po' le cose, però diciamo che non è stato molto positivo il tentativo di rimettere
06:31in moto la situazione, quindi oggi ovviamente i numeri sono tutti inesorabilmente in discesa.
06:40E questo ci spaventa molto, ma poi c'è anche un'altra questione che vorrei approfondire
06:45con lei segretario se me lo permette, in particolar modo Frosinone, sappiamo avere un bel po'
06:51di problemi ultimamente, la questione dell'aria poi è stato denunciato più volte anche da
06:56alcuni media locali, gente che decide di farla finita, c'è stato il più alto numero di
07:01suicidi del Lazio, secondo lei incide la questione lavorativa su tutti questi aspetti?
07:07Sulla questione dei suicidi ecco per esempio, ma è ovvio che nel mix degli ingredienti
07:15è ovvio che ci sarà… Ovviamente anche il fattore non lavoro, perché immaginiamoci
07:26la situazione che si può vivere a 50 anni o 55 anni perdendo il lavoro, non avendo alternative
07:34né personali, ma neanche sul territorio, perché il grosso problema non è il cambio
07:41di lavorazioni, è proprio la completa assenza di lavorazioni, perché il territorio non
07:48sta avendo nessun tipo di beneficio, nessun investimento, quindi queste situazioni di
07:55fatto portano a prosciugare le ricchezze, le potenzialità che sono in essere, ovviamente
08:02noi come dicevo all'inizio, abbiamo cercato di sensibilizzare anche la politica, noi abbiamo
08:09tirato fuori il problema dell'esercizio, perché ovviamente la sfido a fare una riflessione,
08:18un imprenditore che dovrebbe fare un investimento in provincia di Frosinone, quando a pochi chilometri
08:26dai confini, perché noi siamo ai confini regionali con la Campania, ai confini regionali
08:33con l'Abruzzo, ai confini regionali con il Molise, tutto nell'arco di pochi chilometri
08:40dove lì ultimamente la legge ha appunto decretato che sono delle zone ZES, zone economiche speciali,
08:49ovviamente dove le imprese hanno un grandissimo interesse a fare investimenti, ovviamente
08:55non in provincia di Frosinone, abbiamo ripeto cercato di sollecitare la politica anche a
09:02livello regionale, anche a livello nazionale, però sembra che per il momento è tutto inascoltato,
09:09quindi il problema dei mancati investimenti è soprattutto questo, perché ci sono altri
09:16territori che ovviamente in questo momento sono molto più attrattivi economicamente
09:21della provincia di Frosinone e del nostro territorio. Dicendo un po' tutto e chiudo,
09:28è chiaro che le cose non possono essere fatte da una sola persona, da un solo attore
09:35e qui si vede anche la mancanza, un po' il disinteresse forse o la distrazione della
09:41classe politica, soprattutto provinciale che negli ultimi anni forse non è stata ben attenta
09:48alla campanella d'allarme che si stava suonando, quindi le situazioni oggi purtroppo non sono
09:55facilmente recuperabili. Si ricollega un po' al tema che abbiamo trattato qui all'inizio,
10:00segretario, abbiamo parlato un po' dell'emergenza anche ad Amatrice, ancora li prese con una
10:05ricostruzione lentissima, è un po' lo scenario che si ripercuota. C'è da dire che il Lazio
10:12forse, come si dice, lo potremmo definire romanocentrico, tutte le attenzioni sono concentrate
10:18giustamente su Roma che è la capitale, ma bisogna attenzionare anche i territori circostanti
10:22perché meritano ovviamente rispetto. La ringrazio di cuore, segretario, è stato un piacere.
10:27Grazie a voi, buon lavoro. Grazie a voi. Grazie, a prestissimo.
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