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  • 10 mesi fa
«Credo che tutti, quel giorno, in Piazza della Transalpina, abbiamo avvertito di essere testimoni di un momento di rilevanza storica, capace di immettere effetti profondi nel futuro d’Europa. Al Presidente Pahor e a me è toccato in sorte felice di assistere in prima persona a un evento straordinario: la progressiva trasformazione di un confine, concepito come traccia divisoria nel cuore di una città e di una popolazione, a luogo di incontro e di condivisione. Questa cerimonia mi sembra possa inserirsi in questo mutamento»: lo ha detto il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, nel suo discorso al Teatro Verdi di Gorizia dove ha ricevuto il Premio Patroni insieme all’ex capo di Stato sloveno Borut Pahor.

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Trascrizione
00:00Ringrazio il Presidente Pacor per le sue parole e per le sue importanti considerazioni nelle
00:06quali mi riconosco. Rivolgo un saluto al Presidente della Regione, all'Ambasciatore di Slovenia,
00:14al Sindaco di Gorizia, all'Arcivescovo e con lui all'Arcivescovo di Koper Capodistria.
00:22Avverto l'onore di ricevere questo riconoscimento insieme al Presidente Merito della Repubblica
00:30di Slovenia, Pacor, l'amico Borut, e sottolino il significato che assume questo momento che
00:38esprime la vocazione della città di Gorizia a essere protagonista del progetto europeo.
00:44Gorizia vive un anno straordinario. Un mese fa ero qui, insieme alla Presidente slovena,
00:54Natasja Pirkmusar, cui rivolgo un pensiero di grande e cordiale amicizia. Vi hanno partecipato
01:01tante autorità presenti anche oggi, per celebrare l'inizio dell'Anno di Nova Gorizia
01:08congiuntamente Capitale Europea della Cultura. Credo che tutti quel giorno, in piazza della
01:18Transalpina, abbiamo avvertito di essere testimoni di un momento di rilevanza storica,
01:23capace di immettere effetti profondi nel futuro d'Europa. Al Presidente Pacor e me è toccato,
01:34in sorte felice, di assistere in prima persona a un evento straordinario, la progressiva
01:42trasformazione di un confine, concepito come traccia divisoria nel cuore di una città e di
01:49una popolazione, in luogo di incontro e di condivisione. Questa cerimonia, mi sembra,
01:56possa iscriversi in questo mutamento. Una libertà rinnovata e ritrovata,
02:03di movimento, di fraternità, il cui merito non è di singole persone,
02:10né delle istituzioni, il cui contributo è naturalmente prezioso, bensì è frutto delle
02:18nostre società civili, che hanno saputo con pazienza ricostruire quei legami di amicizia,
02:26di solidarietà, di fiducia reciproca che i funesti eventi del secondo conflitto mondiale
02:31e degli anni precedenti avevano resciso in quest'angolo di territorio che aveva
02:38visto italiani, slavi e tedeschi vivere in pace.
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