00:00Eccomi qua. Allora ho fatto, ho scelto di mettere questa frase di uno dei più
00:24grandi pittori del novecento, Hopper, di cui avremo un capolavoro straordinario in mostra
00:32a Treviso dal 15 novembre. La sensazione di tornare a Treviso dopo tutto questo tempo e
00:37dopo anche delle discussioni che forse non avevano questo grande contamento? No ma le
00:43discussioni le lasciamo perdere perché non me le ricordo nemmeno più quindi l'unica cosa che
00:48conta adesso è essere tornati a Treviso, sono molto molto felice ovviamente, è la città nella
00:55quale sono nato, nella quale vivo ancora, nella quale ha sede la mia società, nella quale ho
01:00fatto delle cose oggettivamente straordinarie, mostre internazionali che hanno portato il nome
01:05di Treviso in tutto il mondo e quindi sono molto molto contento e anche di presentare una mostra
01:12che sta veramente nelle mie corde che è l'unione dell'ottocento del novecento con grandi autori
01:19non in modo di cascalico presentati e quindi tutto questo mi fa veramente felice e quindi
01:25non vedo l'ora che arrivi l'autunno per aprire questa mostra. Pensa che la sensibilità sociale
01:31verso questo tipo di eventi da vent'anni fa a oggi sia maturata, sia modificata? Credo che
01:37basti guardare quello che sta succedendo qui attorno a noi in questo momento, abbiamo avvisato
01:42ventiquattro ore fa che ci sarebbe stata questa una conferenza stampa in realtà che abbiamo reso
01:49aperta anche al pubblico, è un giorno feriale, mercoledì mattina, il teatro è pieno, centinaia
01:54centinaia di persone sono venute fidandosi perché non sanno nemmeno quello che presenteremo e quindi
02:00si sono fidate di linea d'ombra, di questo accordo che hanno saputo ieri essere stato fatto con il
02:06comune di Trevisa, quindi credo che questa sia una risposta già alla sua domanda.
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