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  • 1 anno fa
Non sono incoraggianti le ultime stime di Coldiretti e Unaprol di circa un mese fa, che evidenziano un calo della produzione dell’olio di oliva italiano da attenzionare: si parla di -32%, un dato che fa scendere il Belpaese al quinto posto nella classifica dei principali Paesi produttori. Un crollo evidente soprattutto nel Sud a cui, però, si contrappone l’aumento record fatto registrare nelle regioni del Nord, ...

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Trascrizione
00:00Non solo Roma, le notizie dalla regione con Elisa Mariani. Bentornati a non solo
00:08Roma. Se abbiamo visto nella prima parte come la tecnologia un po' alla
00:12connessione divide da sempre ormai nella storia tutta italiana il nord e il sud
00:18anche nell'argomento che andiamo a trattare proprio nei prossimi dieci
00:22minuti siamo di fronte al solito divario tra il nord e il mezzogiorno d'Italia.
00:28A stime di Condiretti e Unaprol alla mano c'è stato un calo della produzione
00:33olivicola nel 2024 di circa il 32 per cento. Ma perché divario tra nord e sud?
00:41Perché se effettivamente nel mezzogiorno italiano c'è stato un calo importante
00:46per la produzione di olio extravergine d'oliva così non è successo nel nord e
00:50soprattutto nel centro dove c'è stato rispettivamente più 75 per cento e più
00:5670 per cento. Un focus particolare poi una menzione particolare poi meriterebbe
01:02la nostra regione il Lazio che sembra configurarsi proprio tra le eccellenze
01:07nazionali per la produzione di olio extravergine d'oliva ma anche per la sua
01:12qualità. Cerchiamo di commentare un po' questi
01:15dati insieme alla presidente di Unaprol David Granieri. Buongiorno e bentrovato a
01:20non solo Roma. Buongiorno buongiorno grazie. Grazie a
01:24lei per la sua disponibilità presidente. Allora iniziamo con il dato un po'
01:29negativo no? 2024 meno 32 per cento diciamo è su scala nazionale ci sembra
01:34di capire no? Sì sì il dato è un dato nazionale devo dire che il Lazio come
01:41regione ha di fatto raddoppiato la quantità di olio prodotta rispetto all'anno
01:48precedente quindi è una di quelle regioni che ha
01:52contribuito a moderare la perdita perché la grossa perdita l'abbiamo avuta
01:58diciamo nelle regioni del sud principalmente Puglia, Calabria, Sicilia
02:04e questo insomma. Come mai questo calo importante
02:10insomma il cambiamento climatico penso sia una delle cause no? Le ragioni sono
02:14da una parte sono climatiche e dall'altra sono infrastrutturali
02:20purtroppo noi scontiamo un come sistema olivicolo un gap differenziale rispetto
02:29ad investimenti principalmente finalizzati all'acqua e non so se vi
02:35ricordate ormai sembra ormai il problema sia passato la grande la grande
02:40stagione siccitosa della della Sicilia ma lo stesso è successo in Puglia
02:45purtroppo l'olivicoltura è un tipo di coltivazione che storicamente veniva
02:53fatta in asciutta quindi senza l'ausilio di acqua ormai non è più così e il
02:57Lazio sta tentando con delle programmazioni anche di recuperare per
03:03evitare che ci sia un'alternanza produttiva così forte da mettere in
03:09difficoltà chiaramente gli imprenditori e questo è possibile soltanto
03:13intervenendo con l'acqua. Le vere carenze sono avvenute perché quando c'è
03:22stato bisogno d'acqua l'acqua non c'era. Ecco soprattutto questo il problema
03:27dell'acqua sappiamo che è insomma un problema molto dibattuto soprattutto in
03:30Italia dall'altra invece insomma vediamo al nord più 75 per cento e al centro più
03:3570 per cento insomma sono dei dati incoraggianti no? Qualche anno fa c'era
03:41il problema anche dell'abbandono dei terreni c'è ancora o un pochino si è
03:46marginalizzato si è ridotto questo problema? Allora bisogna dire una cosa
03:51che sicuramente l'olivicoltura è un tipo di coltivazione molto faticoso
03:59sì assolutamente ma anche alle aree marginali di poter essere
04:04protagonisti produttivi quindi il tema dell'abbandono è un tema che
04:10piano piano almeno nel Lazio si sta recuperando perché comunque
04:15culturalmente si sta approcciando in maniera diversa è una regione che ha
04:22diciamo quattro DOP e un IGP quindi che soprattutto fa un sacco di produzione
04:29biologica perché chiaramente quest'anno noi rispettiamo praticamente anche
04:35l'olivicoltura ha il 15 per cento di produzione bio quindi di fatto è una
04:43produzione che... Qualche piccolo problema di collegamento con il presidente
04:49Unaprolla, Davide Granieri ci sente? Piccolo problema di connessione
04:56cerchiamo di ripristinare immediatamente nel frattempo facciamo un piccolo
05:00riassunto per chi magari si fosse collegato proprio in questo momento
05:04stiamo parlando della produzione olivicola per quanto riguarda la nostra
05:09nazione il bel paese nel 2024 dati poco incoraggianti purtroppo nel sud ma
05:15invece positivi per quanto riguarda il nord e il centro si attesta un più 75
05:21per cento per il nord più 70 per cento per il centro e c'è poi una menzione
05:25speciale per la nostra regione il Lazio che sembra qualificarsi tra le
05:30eccellenze su scala nazionale proprio per la produzione di olio extravergine
05:36d'oliva. Il presidente di Unaprolla che è tra le altre cose la realtà che ha
05:40fornito appunto questi numeri questi sondaggi di concerto con col diretti ci
05:46stava raccontando un po' che il Lazio ha dei numeri molto positivi perché ha ad
05:52esempio tantissimi marchi IGP che sono insomma dei titoli che fanno
05:56sempre molto orgoglio dal punto di vista anche regionale poi c'è anche la
06:01questione ad esempio dell'olio extravergine biologico che è un prodotto
06:05che si sta espandendo soprattutto di recente e che è sempre più ricercato
06:11anche e soprattutto dai consumatori. Cerchiamo di capire se si sta
06:15ricollegando eccolo ce l'abbiamo presidente ci sente?
06:21Benissimo sì. Eccoci perfetto abbiamo avuto un piccolo problema di
06:25collegamento le ridò immediatamente la parola stava ecco accennando alla
06:28questione del prodotto biologico. Possiamo spiegare ai nostri
06:32telespettatori perché scegliere effettivamente un olio biologico? Cosa ha
06:36di differente rispetto a un olio extravergine normale tra virgolette non
06:40so se è corretto definirlo normale. Ma guardi nel Lazio si fanno
06:45tutte e due le esperienze le DOP e le IGP sono certificazioni di prodotto il
06:49bio è una certificazione di processo quindi si sceglie di utilizzare alcuni
06:54concimi o alcuni prodotti fidosanitari che impattano molto poco sull'ambiente
07:01poco niente e che garantiscono anche rischiando un pezzo della produzione un
07:08pezzo di prodotto e quel prodotto è praticamente a residuo zero questa cosa
07:13sta avvenendo in Lazio come dicevo come tentavo di dire prima è molto
07:19rimarca molto la percentuale nazionale infatti stiamo intorno al 15 per cento di
07:25produzione bio in questa regione e questo significa che evidentemente è un
07:30prodotto a valore perché ci deve essere diciamo una risposta che collima da una
07:36parte anche con produzioni obbistiche quindi non sono solo professionali che
07:41contribuiscono diciamo alla produzione ma anche famiglie che continuano a fare
07:47prodotto per cultura ma la stessa cosa è una delle cose più belle secondo noi eh sì
07:53chiaramente fa parte della nostra cultura e questo però è anche possibile
07:57grazie alla vicinanza con Roma che chiaramente assorbe tantissimo tantissimo
08:04prodotto e questo sicuramente è un'opportunità. Ecco dal punto di vista
08:09diciamo prettamente istituzionale no so che voi state spingendo molto per
08:13proteggere questo prodotto no perché è sicuramente un vanto un'eccellenza
08:18nazionale davvero no l'olio extravergine d'oliva ma ai noi è soggetto molto a
08:23imitazioni a falsi come proteggere un prodotto così importante per l'Italia
08:28secondo lei e come possiamo farlo dal punto di vista istituzionale anche
08:31magari con delle leggi create ad hoc? Beh noi abbiamo fatto un appello poco
08:37tempo fa al ministro dell'agricoltura scrivendo una lettera al quale gli
08:42chiedevamo un impegno affinché ci potesse essere diciamo in tutta Europa
08:46il sistema di tracciabilità che ha l'Italia perché noi abbiamo un sistema
08:51dove i dati degli olivicoltori e dei frantoi vengono caricati su un portale
08:56pubblico dove le forze dell'ordine riescono a capire cosa succede in tempo
09:01reale. Ecco questo accade però solo in Italia e a seguito di una grossa
09:05denuncia fatta dal probabilmente più grande produttore spagnolo dove si
09:12dichiara che nel primo paese produttore del mondo ci sono dei
09:17brogli è chiaro noi abbiamo detto abbiamo lo
09:21strumento che sia per tutta l'Europa perché l'Italia è porto da prodo di
09:28tanto prodotto tunisino di tanto prodotto che arriva dalla Spagna dal
09:33Portogallo e questo soltanto perché siamo importatori netti diciamo le
09:38nostre produzioni non sono sufficienti per soddisfare le esigenze da una parte
09:44dall'altra dobbiamo rispettare dei termini europei del cosiddetto
09:50contingente europeo che significa c'è un accordo di cooperazione internazionale
09:54per cui l'Europa ha un impegno con i paesi del Bacino e Mediterraneo ad
09:59acquistare specialmente la Tunisia ad acquistare prodotto.
10:03Ecco questo puntualmente avviene quando i nostri produttori sono al lavoro e
10:07quindi dobbiamo tornare alle vecchie regole dove si può importare nel
10:11contingente non voglio parlare troppo difficile però diciamo quel quantitativo
10:16può essere importato solo da aprile in poi quando i nostri produttori hanno
10:21finito di produrre i consumatori italiani hanno fatto la prima provvista
10:27essendo sicuri che la provvista avviene sul prodotto italiano.
10:33Questa non è una volontà mia ma se chiediamo a dieci consumatori che cosa
10:38gli interessa di più se sapere se il prodotto italiano o no credo che al
10:44meno nove su dieci rispondano di sì. Dobbiamo proteggere da queste cose che
10:51sono purtroppo anche molto spesso fondate su norme immaginiamo che esiste
10:59una norma che si chiama codice doganale è una norma europea dove tutto può
11:04diventare prodotto italiano purché l'ultima lavorazione sostanziale avvenga
11:08in Italia. Questo diciamo è un grande esempio che stiamo combattendo fino
11:14speriamo di riuscire a vincere queste cose per la difesa da una parte del
11:19tessuto imprenditoriale ma dall'altra anche della libera scelta del
11:23consumatore perché deve poter scegliere A cosa spendere quanto spendere B
11:27soprattutto che cosa acquistare quindi e l'olio purtroppo è un prodotto che
11:35molto spesso viene diciamo promosso nella grande distribuzione quindi è
11:43utilizzato come civetta e quindi utilizzato come commodity prodotto a
11:49basso costo. L'olio non è una commodity non può essere una civetta perché
11:52l'olio non è un condimento l'olio è un alimento quindi fa parte è un
11:57fondamento della dieta mediterranea. Tra le altre cose insomma patrimonio
12:02mondiale lo sappiamo allora difendiamolo davvero questo prodotto e difendiamo
12:06soprattutto i produttori che sappiamo quanto sacrificio ci sia dietro
12:10nella realizzazione di un prodotto di questo tipo. Presidente grazie davvero
12:14per essere stato in nostra compagnia aver commentato insieme a noi chiarito
12:18un po' gli aspetti di questa ricerca che ha condotto proprio una prolla e col
12:22diretti. Grazie ancora e a presto. Grazie a voi buon lavoro. Grazie.
12:28Non solo Roma, le notizie dalla regione con Elisa Mariani.
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