00:00De Ramona Flowers qui su Radio Roma, siamo in diretta con Roma Di Giorno, io sono Marco
00:07Napoleoni, siamo sul 104 in FM a Roma, sul 98 e 100 a Latina, sul 91 e 8 a Rieti, ma
00:13siamo anche sul 115 del Digitale Terrestre con Radio Roma TV e sul 14 del Digitale Terrestre
00:19con Supernova TV.
00:21Oggi è lunedì 17 gennaio, il marketing ce lo indica come Blue Monday, il giorno più
00:27triste dell'anno, noi però per trattare seriamente questa tematica e riagganciarci
00:32anche a quanto detto prima sulla scuola siamo in collegamento con Susanna Pallini, professore
00:37ordinario di Psicologia dello Sviluppo all'Università di Roma 3, buongiorno professoressa.
00:42Buongiorno.
00:43Buongiorno, buongiorno, allora si sente spesso e anche qui trattiamo il tema della scuola
00:51sotto tanti punti di vista, però mi sembra che tanti media in realtà sottovalutino i
00:56problemi di vita reale poi che hanno i ragazzi, perché troppo spesso si parla di quarantene,
01:02di numeri, di docenti che mancano, di presidi che si arrabbiano, poi però io parlo anche
01:07con i ragazzi che non vanno praticamente più a scuola, da quando è riniziata dopo le vacanze
01:12io sento tantissimi ragazzi che non hanno più voglia e non trovano nemmeno il senso
01:18di andare a scuola, un po' perché mancano i professori, un po' perché ci sono tantissime
01:23persone e tantissimi ragazzi e sono quelli che mi vengono in mente più spesso che non
01:28sanno nemmeno com'è la scuola, nel senso che quelli che hanno fatto il passaggio magari
01:32dalle elementare alle medie o dalle medie alle superiori in questi due anni, due anni
01:36quasi e non hanno, non sanno nemmeno com'è la loro nuova scuola a volte, abbiamo parlato
01:42con istituti che sono stati aperti 16 giorni in questi due anni, quindi mi dica lei dal
01:48punto di vista di una grandissima professionista quali sono i disagi più importanti che hanno
01:53questi ragazzi e intanto cominciamo da questo e poi cerchiamo di approfondire la tematica
01:59cercando di capire anche appunto quella che è la loro vita reale.
02:03Sì, diciamo che se vogliamo parlare un attimo di depressione forse andrebbe sottolineata
02:11l'entità del fenomeno che riguarda non soltanto i giovani ma tutte le fasce d'età, diciamo che
02:20se noi ci rifacciamo a quelli che sono i dati dell'Organizzazione Mondiale della Sanità è molto
02:26importante fare un confronto tra il pre-Covid e il post-Covid nel senso che già la depressione
02:36diciamo che è un fenomeno che riguarda il 4,4 per cento della popolazione mondiale con una
02:44più forte prevalenza nelle donne che negli uomini e comunque c'era già un rilevante numero di
02:55giovani depressi, ma vediamo un attimo che cosa è successo col Covid, proprio per puntualizzare
03:02quei fenomeni che sono assolutamente in relazione con questo fenomeno della depressione che lei già
03:11ha puntualizzato nella sua introduzione. Allora noi dobbiamo pensare che mentre
03:20precedentemente diciamo così la prevalenza stimata era circa di 193 milioni di persone affette da
03:34disturbo depressivo maggiore nel mondo al Covid e questi sono i risultati di un articolo del
03:42Lancet del 2021, è una forse delle più importanti riviste al mondo rispetto a rivista scientifica,
03:52che cosa ci dice? Che il coronavirus ha comunque prodotto nella popolazione un incremento della
03:58depressione di 53 milioni, 53 milioni. Ora di questi 53 milioni come lei giustamente ha
04:08osservato, di questi 53 milioni la fascia più colpita sono proprio i giovani,
04:14cioè l'incremento più alto ha riguardato i giovani. Allora perché questo? Allora intanto come lei ha
04:25accennato chiusura delle scuole, lockdown, hanno prodotto quello che l'UNESCO ha definito come la
04:36più grande disgregazione dell'educazione globale nella storia, cioè il Covid ha rappresentato la
04:44più grave fonte di disgregazione dell'educazione. Allora che succede? Innanzitutto la chiusura
04:51delle scuole impedisce ai giovani di riunirsi in spazi fisici, influenza non solo la loro capacità
05:00di imparare, di apprendere i contenuti diciamo così relativi all'apprendimento di ragazzi che
05:08vanno a scuola, ma anche di interagire con i pari, perché il problema dell'assenza di contatti,
05:17luoghi fisici, luogo di incontro priva i ragazzi di quella naturale palestra di vita che consente
05:25loro di imparare a stare con gli altri, cioè i ragazzi non hanno più un modo di imparare a stare
05:32con gli altri, a socializzare. Il secondo aspetto riguarda il fatto che la crisi economica ha comunque
05:38tagliato la speranza nel futuro dei giovani e ha minato la loro idea di essere in grado di
05:43determinare il loro futuro. Allora io vorrei un attimo fermarmi su che cosa comporta la depressione,
05:51diciamo la visione classica della depressione che vi sia una triade cognitiva che riguarda
05:57la visione negativa di sé, la visione negativa degli altri e la visione negativa del futuro.
06:03Ok? Allora i ragazzi 1 riguardo alla visione negativa di sé hanno cominciato a sentirsi
06:12impotenti di fronte agli accadimenti, rispetto alla visione negativa degli altri si sentono soli,
06:20privi di contatti e appunto privi di quella possibilità di addestrare le loro capacità
06:27sociali. Riguardo al futuro sono dominati dall'incertezza. Io anni fa scrissi, non so se
06:34lei ha presente la favola di esopo della cicale e della formica, in realtà i due personaggi non
06:46differiscono tanto per il livello di operosità, come si dice volgarmente, quanto differiscono per
06:55la loro convinzione che il loro impegno possa servire a cambiare il loro futuro. E questo è
07:03chiaramente il covid, è la parte che ha distrutto perché chiaramente qualsiasi cosa facciamo e anzi
07:09forse anche dovuta alla campagna vaccilane che non ha funzionato poi perché in realtà ce la
07:15possiamo raccontare in tantissimi modi dal punto di vista sanitario. Però io mi immagino che per la
07:20vita di un ragazzo le restrizioni che ci sono adesso sono più o meno le stesse che c'erano
07:25un anno fa e quindi la speranza che magari c'era prima che con il vaccino tutto questo potesse
07:30finire adesso noi tra una settimana forse due torniamo in zona arancione, il che vuol dire che
07:35abbiamo di nuovo chiusure ovunque perché poi io mi immagino anche, parliamo di scuola, ma anche nel
07:39tempo libero gli sport sono stati di nuovo annullati non considerando che potevano essere
07:44uno sfogo per molte persone e sono stati cancellati di nuovo le feste, i locali e tutto il resto sono
07:50stati di nuovo cancellati. Però queste sono le cose che sappiamo più o meno tutti ma che
07:56facciamo finta di non sapere. Quello che le chiedo però è perché secondo lei non se ne parla mai?
08:01Perché si parla di due positivi allora chiudiamo, tre positivi allora si va in dad, quattro però io
08:06non sento da nessuna parte se non qui adesso con lei persone che ragionano, che si interrogano,
08:12che prendono in considerazione la situazione di tantissime persone, parlo del mondo dei media in
08:18particolare, cioè si fa informazione in un modo descrittivo di norme, di continui bollettini,
08:26di continue considerazioni su chiudiamo se succede quello, se succede questo, però non
08:31c'è nessuno che si preoccupa di raccontare, di tutelare la vita reale delle persone e che cosa
08:38potrebbe migliorare la situazione di tantissimi? Sì vede un elemento che rende le situazioni molto
08:48difficili da affrontare è quanto noi abbiamo la sensazione di poter fare qualche cosa o quanto
08:56invece si sentiamo impotenti di fronte ad essa e quindi è esattamente quello che stava dicendo
09:01lei, il problema è che rispetto al covid obiettivamente cala il senso di autodeterminazione
09:12purtroppo, viene minato il nostro senso di autodeterminazione, allora cosa si può fare
09:18perché possiamo invece aumentare il nostro senso di autodeterminazione come si dice in inglese di
09:25agenze, di possibilità di incidere sulle cose? Allora la prima cosa, da chiaro ora io non ho
09:32ricette sennò avrei risolto i problemi. Però almeno per dare una chiusura positiva a questo
09:38intervento che cosa possiamo fare non è male. La prima cosa come lei anche sottolineava è un'
09:45informazione corretta, cioè l'informazione come forse la missione del suo lavoro consente alle
09:55persone di sentirsi protagonista, di partecipare e di comprendere quello che sta avvenendo, quindi
10:02pensare che non dare informazioni sul covid possa servire ecco questo io penso che sia una cosa
10:10estremamente dannosa. Secondo aspetto, vorrei dire una cosa molto più banale adesso, il lockdown
10:18e le restrizioni sociali hanno creato non solo il fatto gravissimo di non poter mettere i giovani
10:25a contatto con altri giovani, ma anche limitato l'attività fisica. Ora come lei aveva accennato
10:31anche con la chiusura dei palestri eccetera, la riduzione di attività fisica è collegata
10:37all'incremento di stress, cioè noi sappiamo benissimo che il movimento è una fonte importante
10:49di regolazione emotiva in quanto influisce sull'attività cerebrale deputata all'espressione
10:55emotiva e consente di ripristinare il controllo delle funzioni cerebrali superiori e questo ce
11:02lo dicono le neuroscienze ed è provato da una serie infinita di ricerche. Quindi aiutare i ragazzi
11:10a incrementare in qualsiasi modo l'attività fisica è qualcosa che può fungere da fattore
11:18protettivo rispetto alla depressione. Terzo punto, noi come io e lei adesso stiamo in un mondo
11:27virtuale e questo crea una perenne sospensione fra due mondi, il mondo della nostra fisicità,
11:34della nostra corporeità e invece il mondo virtuale online. Ecco tutto ciò che può aiutare invece a
11:45farci ritrovare, a farci ricentrare nella nostra corporeità è qualche cosa che ci può aiutare a
11:53focalizzarsi su noi stessi e fare di noi stessi la base poi per le nostre esperienze. Ecco quindi
12:00tutti i trattamenti che ci sono, che adesso sono anche sicuramente un po' di moda, basati sulla
12:08mindfulness, sulla focalizzazione sul sé, ecco per esempio sono tutte cose utili e consigliabili
12:15per la regolazione emotiva dei giovani. Ho capito professoressa, io la devo salutare per motivi di
12:21tempistica però ci potremmo risentire se non altro per approfondire nel modo corretto alcune
12:28tematiche anche perché insomma uno dei temi enormi di questo periodo è se continuare a dare notizie o
12:35no, tutte altre cose che poi in realtà riguardano la forma e non la sostanza ma anche grazie a lei
12:40scopriamo che poi in realtà sono cose importanti anche e soprattutto per la vita di tutti i giorni
12:45quindi spero di poter approfondire alcune tematiche con lei in occasioni future. Intanto la ringrazio
12:51e le auguro un buon lavoro. Arrivederci, grazie. Grazie mille a Susanna Pallini, professore
12:57ordinario di psicologia dello sviluppo di Roma3. Noi ci ritroviamo tra pochissimo perché dobbiamo
13:03parlare anche con tutto il mondo del turismo, dei consumatori, tutti coloro che sono rappresentati
13:09dalla Coldiretti, lo facciamo dopo un po' di pubblicità.