00:00Ilan Pappé è uno dei maggiori storici israeliani, noto per aver denunciato nei suoi libri il processo di pulizia etnica nei confronti dei palestinesi.
00:08Ha recentemente pubblicato in Saggio brevissima storia del conflitto tra Israele e Palestina, che in Italia c'è da fazzi, che fornisce le basi storiche e un'introduzione alla questione dal 1882 a oggi.
00:20E proprio dell'oggi, a un anno dal 7 ottobre, abbiamo parlato con Pappé.
00:30Ciò che accade, ha spiegato lo storico israeliano Daskanews, va avanti da molto tempo.
00:34Qui c'è l'idea di creare uno stato ebraico in Palestina contro la volontà dei palestinesi, attraverso l'occupazione, la colonizzazione, la pulizia etnica, l'oppressione e i palestinesi che resistono a questa realtà.
00:45Ogni volta la resistenza è più violenta, più estesa, come è successo il 7 ottobre e la reazione israeliana è un tentativo di utilizzare quella resistenza per cercare di ottenere un risultato migliore per il proprio progetto,
00:56che è quello di avere quanta più Palestina storica possibile, con il minore numero possibile di palestinesi.
01:08Il libro di Pappé ricostruisce in sintesi la storia del conflitto tra Israele e i paesi vicini, una storia accostellata di guerre calde e di una perenne guerra sotterranea.
01:26Quello che vediamo ora, ha aggiunto il professore, è un governo israeliano che, nonostante la tragedia del 7 ottobre, continua a voler creare un nuovo Medio Oriente, un Medio Oriente che abbia paura di noi israeliani e nel quale controlliamo meglio la Palestina e con meno palestinesi, quindi più forze e più potere.
01:44Il governo israeliano, non sto dicendo il popolo israeliano, ma il governo israeliano vuole una guerra perché crede che una guerra cambierà la realtà a suo vantaggio.
01:57In questo contesto, secondo lo storico, i paesi guida dell'Occidente sono sostanzialmente immobili.
02:10Gli Stati Uniti sono un fattore chiave, ha concluso illan Pappé, ma un fattore chiave che in realtà non fa nulla, parla molto, ma non fa altro che sostenere Israele e non offrire alcuna via d'uscita dall'attuale crisi.
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