Totalmente immerso in una massa d’acqua che, al pari del grembo materno, rappresenta la parte più sicura e intima in cui rifugiarsi, apro ed offro allo spettatore una panoramica di pensieri, ricordi, ossessioni e immagini ricorrenti che vanno a formare un ‘tentativo’ di autoritratto ESTREMAMENTE interiore e reale. Pensieri ‘liquidi’ e fluttuanti che incessantemente nascono, muoiono e si rigenerano. Tasselli di una figura riflessa che scorre rinnovandosi continuamente. Nicola Giunta_aprile 2009
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