Ruoppolo Teleacras - Tritolo mafioso, giudizio immediato

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Il servizio di Angelo Ruoppolo ( https://www.facebook.com/pages/Angelo-Ruoppolo/40129859538 ) Teleacras Agrigento del 22 dicembre 2012.
Proposto il giudizio immediato per Cosimo D'Amato, il pescatore palermitano che avrebbe pescato il tritolo usato per le stragi di mafia dal 92 al 94.
Ecco il testo :
Gaspare Spatuzza ha raccontato che incarico' un meccanico di occuparsi delle pastiglie dei freni della Fiat 126 che poi, in via D'Amelio, salto' in aria a pochi metri da Paolo Borsellino e dai poliziotti di scorta. Il meccanico e' stato inquisito nell' ambito dell' inchiesta sulla strage. Adesso su di lui pende una richiesta di archiviazione, perche' non vi e' prova che sapesse che l'automobile sarebbe stata imbottita di tritolo. E il tritolo che ha imbottito la Fiat 126 sarebbe stato pescato in mare da un pescatore palermitano, lui, Cosimo D'Amato. E adesso i suoi avvocati difensori sostengono che lui non sapesse che il tritolo sarebbe servito alla mafia per uccidere. I magistrati non credono che cio' sia verita', e a carico di D'Amato hanno proposto il giudizio immediato, ossia la prova e' evidente, no al filtro dell' udienza preliminare, subito a fumare la sigaretta del processo, senza filtro. Sara' il Tribunale a decidere. Cosimo D'Amato, cugino del boss Cosimo Lo Nigro, e' stato arrestato lo scorso 12 novembre. Nel mare a largo di Palermo avrebbe pescato gli ordigni bellici risalenti alla seconda guerra mondiale. E dagli ordigni, come se fossero cozze, avrebbe estratto il tritolo. Poi avrebbe telefonato al cugino Cosimo Lo Nigro : " Cosimo, ho una cassetta di pesce, cosa devo fare? ". D'Amato 57 anni di eta', e' accusato di aver fornito l'esplosivo per gli attentati mafiosi dalla strage di Capaci alle bombe di Firenze, Roma e Milano. Il pescatore, a cui e' riservata la facolta' del patteggiamento o del rito abbreviato, risponde di strage, devastazione e detenzione di esplosivo, in concorso con, tra gli altri, Toto' Riina, Bernardo Provenzano, Matteo Messina Denaro, Filippo e Giuseppe Graviano.

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