"Passato e presente del calcio in Sudafrica"è questo il titolo dell'incontro, che si è tenuto ieri a Rimini, all'interno del Festival Interazioni. Il pallone come unica libertà per dei detenuti politici di Robben Island. La prigionia raccontata da chi ha vissuto e lottato per la propria identità, questa la trama di:"Molto più di un gioco. Il calcio contro l'apartheid" di Chuck Corr e Marvin Close. "Tocca le corde dello sport e delle storia del Sudafrica ma- racconta durante l'incontro Valentina Iacoponi traduttrice del testo in italiano- è stato comunque utilizzato e strumentalizzato per dare sostegno alla visibilità dei mondiali di calcio."Proprio di quest'ultimo aspetto, tratta l'ultimo numero di"Afriche e orienti".Il calcio in Sudafrica identità, politica ed economia". E' il caporedattore della rivista Corrado Tornimbeni a spiegare che c'è un altra faccia del Mondiale 2010, tante le aspettative legate a questo avvenimento ma diversi i problemi e le criticità. "Sicuramente si darà una grande visibilità al calcio sudafricano ma dal punto di vista sociale e politico può- come emerge nel nostro nuovo numero continua Tornimbeni - mettere in risalto tensioni e lotte quotidiane nei gruppi che compongono una società cosi complessa come quella sudafricana".
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