Radio FirenzeViola è il canale dedicato al mondo Fiorentina: notizie, approfondimenti, interviste e contenuti esclusivi per seguire da vicino l’attualità viola tra campionato, coppe e calciomercato.
#Fiorentina #RadioFirenzeViola #SerieA #Calcio #Viola #Football #News #Calciomercato
#Fiorentina #RadioFirenzeViola #SerieA #Calcio #Viola #Football #News #Calciomercato
Categoria
🥇
SportTrascrizione
00:00Luciano e Claudio, il 4 novembre 1966 l'alluvione a Firenze.
00:05Intanto dove eravate, che cosa vi ricordate?
00:09Quando ti sei alzato, Luciano, non hai avuto subito la percezione che a Firenze c'era l'alluvione, vero?
00:16È chiaro, noi in quel periodo, in quel momento, noi pensavamo solamente un po' a pensare di giocare
00:23perché successe due o tre giorni prima della partita che noi dovevamo giocare con Vicenza, se non fate errato.
00:33Noi abitavamo lì in via Carnesecchi, nel nostro raggruppamento dove la Fiorentina...
00:39Due passi allo stadio.
00:41Sì, esatto, lì in via Carnesecchi.
00:44Tutti quanti eravamo alloggiati lì, noi ragazzi.
00:47E' chiaro che poi altri compagni come De Sisti, noi eravamo lì, c'era Mare Brugnera, Esposito, Claudio, io...
00:58Si pensava alla sera, sì, la preoccupazione di questo anno che ci allarmava,
01:07però non si poteva mai ipotizzare che potesse poi trascimare come è successo.
01:13E francamente la mattina quando ci siamo alzati, poi vai a letto e la mattina ti alzi un attimino
01:20e il nostro guardiano, diciamo, del nostro alloggio ci disse
01:27ragazzi non prendete la macchina perché veramente l'anno è trascimato e è successa veramente una grande tragedia.
01:35Noi abbiamo provato un attimino da curiosi più che altro, no?
01:39come... perché noi poi si pensava che il giorno c'era l'allenamento, si pensava di fare l'allenamento
01:45come tutti i giorni del resto.
01:47Allora ho preso la macchina, sono arrivato a un certo punto sul ponte del Pino
01:52e c'erano i vigili che ce li mandarono indietro.
01:55Quando mi sono reso conto, almeno io personalmente, dell'acqua che vedevo realmente lì a 100 metri da me
02:05ma ho detto veramente qui è successa una tragedia, una tragedia veramente che poi ha sconvolto
02:11non solo Firenze ma diciamo tutta Italia perché veramente una città come Firenze, storica come Firenze
02:20vederla, vederla praticamente devastata come è stata devastata è stata veramente una cosa
02:26che immediatamente ci ha fatto pensare.
02:28Poi è chiaro, noi siamo lì e aspettavamo ordini, no?
02:32aspettavamo ordini, cosa facciamo, ci chiama la società e dice ragazzi oggi non facciamo allenamento
02:39per questi motivi, pensiamo un attimino state tranquilli, non vi preoccupate
02:47però se c'è qualcosa da fare cerchiamo di farlo.
02:51Ecco però sentiamo anche Claudio che cosa si ricorda di quel giorno o di quella mattina.
02:57Io sono andato a Ponte Alpino a piedi e del ponte c'era proprio l'acqua, sembrava un mare,
03:05un mare, una cosa bruttissima. Di qua non si era niente perché la ferrovia ha fermato
03:10tutto, questa parte qui dove stavamo noi, stadio, coverciando, non è successo niente perché
03:16sembrava tutto bene, invece dall'altra parte è stato un disastro a vedere tutta quell'acqua
03:24lì, però è stato bruttissimo. Poi la cosa brutta diciamo che gli elicotteri, noi potevamo
03:33fare l'allenamento, gli elicotteri venivano allo stadio, atterravano lì, noi gli davamo
03:37una mano anche a scaricare la roba per la gente così, lo stadio era diventato...
03:43Era diventato un centro di accoglienza, un centro dove venivano anche raccolti mezzi di sostentamento,
03:52vivere e con gli elicotteri venivano sbarcate quelle persone che venivano sottratte all'accerchiamento
03:56dell'acqua, no?
03:57Sì, sì, ho detto, ripeto, ma noi sembrava essere un oe se indossavamo noi perché non era
04:02successo niente. Poi questi elicotteri così ne parlavamo con un po' tutti, prendevamo la
04:08roba, la aiutavamo, mettevamo fuori così questi vivere per la gente. Dall'altra parte
04:14dell'Arno c'era gente che è morta, c'era gente che aveva perduto tutto, perciò abbiamo
04:22dato una mano anche noi che eravamo dall'altra parte, stavamo benissimo, perciò era doveroso
04:28dargli una mano.
04:29Ecco Luciano, quindi anche tu ti sei ritrovato a scaricare magari pane coperte da dare alle
04:36persone che erano in grande difficoltà?
04:38Ma sicuramente perché quando una volta diciamo lo stadio era diventato veramente
04:46diciamo il rifugio per tutta la roba che arrivava, tutti i soccorsi che arrivavano, noi francamente
04:52noi tutti i giocatori eravamo lì a disposizione cercare di fare qualcosa, non è che abbiamo
04:57fatto grandissime cose, noi si pensavano un attimino come tutti del resto a cercare di fare
05:05qualcosa e penso a tantissime persone che hanno fatto tantissimo, molto più di noi,
05:11noi eravamo veramente lì in un posto dove l'acqua non era arrivata e vedere arrivare i
05:16camion, l'elicotteri che atterravano nello stadio, un po' era un'immagine un po' surreale
05:24sotto un certo aspetto, ma quello che abbiamo potuto fare nel nostro piccolo, poi è chiaro
05:30che ci sono gli angeli del fango, gli angeli che hanno salvato tantissime persone e questo
05:36credo che gli possano essere venute riconosciute tutti questi grandi meriti di chi veramente in
05:43centro ha fatto tutti questi grandi salvataggi, ma noi nel nostro piccolo, la società ci ha
05:48detto via ragazzi, domenica non giochiamo, pensiamo dopo eventualmente di dare una mano,
05:54allenarci perché poi la domenica successiva andavamo a Foggia a giocare e noi con quella
06:02voglia di trasmettere a qualcuno per provare, perlomeno alzargli un po' il morale, siamo
06:09andati a vincere a Foggia, tu hai anche segnato il primo gol, di destro se non ho letto male,
06:14di destro e niente, forse moralmente questo poteva essere stato una piccola, ma piccolissima
06:23gioia che abbiamo portato a Firenze in un momento veramente molto drammatico.
06:29Ecco Claudio c'è un episodio particolare che ti ricordi di quei giorni, perché comunque
06:35insomma i danni furono ingenti per la città, i musei, le case, le attività commerciali.
06:41Io mi ricordo con Diomedi, il tersino della Fiorentina, in quei tempi lì, andammo in centro
06:48con la sua 500 a fare un giro così e già in centro c'era l'acqua un po' altina,
06:55allora
06:55ho detto a Diomedi torniamo dietro perché qui mi sa che è brutto, dopo la notte così
07:01è successo il finimondo, ma già si vedeva già la mattina che poteva succedere qualcosa
07:08di brutto veramente.
07:09E vi siete ritrovati magari anche in qualche abitazione a spalare il fango o la nafta che
07:16c'era?
07:17Allora io mi ricordo una volta da Piazza San Marco, sono arrivato in Piazza San Marco ma
07:25era veramente ancora, c'era tanto fango un attimino, era impossibile perché pensando di
07:33dover cercare di allenarci e cercare di andare in Italia era impossibile. Bisognava essere
07:38veramente tantissime persone che erano arrivati un po' da tutta Italia a cercare di aiutare
07:44tutti questi negozianti che avevano veramente perso tutto e noi questa piccola grande tragedia
07:51l'abbiamo vissuta pensando un attimino alla nostra professione. Ma poi veramente nella nostra
07:58cameretta, come dicono in tanti, a riflettere un attimino a tutte quelle persone che purtroppo
08:04in quei momenti hanno perso tutto. Questo è stato un pensiero veramente che ci ha devastato,
08:12un pensiero che ce lo portiamo tuttora oggi a presse perché quel giorno è stato veramente
08:17un dramma non solamente per Firenze ma per tantissime persone che hanno dovuto rincominciare
08:23e partire da capo a fare tutto. Ecco ci fu una mobilitazione generale da parte di tutta
08:28la vostra squadra, in particolare anche Picchio De Sisti fu in prima linea per aiutare tutti
08:32coloro che erano in difficoltà. Ma a tutti, anche se ti chiami Picchio, Amarildo per dire
08:37così, in quei giorni in Liga così devi dare una mano, è doveroso dare una mano alla gente
08:43che aveva perso tutto, andare allo stadio, a prendere tutte queste cose per darglieli a
08:52quelli che avevano molto meno di noi perché avevano perso tutto. Perciò i nomi non contano
08:57niente e dovete andare lì e aiutare la gente.
09:01E quella progressiva ricostruzione, tra virgolette, di Firenze come la viveste?
09:09Ma è chiaro che noi siamo sempre un po' di fronte a tutto ciò che veniva piano piano
09:16rimosso e rimesso in ordine, noi eravamo un po' da un'altra parte pensando un attimino
09:23a quello che doveva essere perché noi eravamo dei ragazzi, avevamo esordito da poco, no?
09:29Eravamo tutti ragazzi con una consapevolezza importante pensando prima di tutto
09:39alla Fiorentina ma soprattutto a tutti quelli che dovevano essere aiutati in maniera forte.
09:45Non il nostro piccolo che potevi metterti in mano una pala, una cosa, un paio di stivali
09:50e cercare di asciugare un negozio, ma io credo che poi Firenze abbia avuto la grande forza
09:56dei fiorentini di riportare in pochissimo tempo, dico in pochissimo tempo nel senso
10:02tanti giorni a riportare, a far sprendere la nostra bellissima città.
10:07Ecco, il tuo episodio particolare che hai vissuto magari con una persona che aveva dovuto
10:12fare i conti con le devastazioni dell'alluvione?
10:16Ma guarda che noi quando ci si avvicinava a certe persone, anche se eravamo al momento
10:21abbastanza conosciuti a Firenze, non è che in quel momento...
10:25Quindi sì, qualcuno ti diceva, ma che lui dice, ma riesci a venire a aiutare, oppure Merlo,
10:30oppure Desisti, oppure Brugnera, Esposito, tutti quanti.
10:34Però noi dicevamo, nel nostro piccolo si cerca di fare qualcosa, quel qualcosa che forse
10:39spostare, oppure in un negozio, può essere stato importante come hanno fatto tutti quelli
10:44poi, gli angeli del fango e tutti quelli che sono andati nella biblioteca, sono andati
10:49a risistemare tutti i libri, le opere d'arte. Io penso sia stata un'opera gigantesca fatta
10:56da tante veramente persone per bene, in gamba, che ci auguriamo che queste tragedie non succedano
11:03più veramente.
11:04Ecco, diceva Claudio, diceva Luciano della vittoria a Foggia, la prima dopo l'alluvione,
11:11ti ricordi qualcosa di particolare di quella partita che fu comunque con quella vittoria
11:15rappresentò un piccolo sollievo appunto per Firenze, una piccola gioia in quel momento
11:20così complicato, così difficile, così triste.
11:23Noi andammo a Foggia a giocare però pensando a Firenze, a tutta la gente che stava male
11:28così e penso che abbiamo dato tantissimi, molto di più per dare una piccola gioia a tutti
11:38i sostenitori della Fiorentina e a Firenze. Abbiamo fatto una buona partita, abbiamo vinto
11:432-1, ma era una cosa piccolissima per Firenze, ecco, una gioia piccolissima sapendo che Firenze
11:52stava in un mare di fango, perciò è stato bello, però siamo andati a Foggia col pensiero
12:00di Firenze, ecco, quello è stata una cosa brutta.
12:03E poi a Firenze la prima partita dopo l'alluvione fu quella con il Lecco, te la ricordi?
12:08No, guarda, questa partita non me la ricordo, io mi ricordo dei particolari, no?
12:14Quando sono andato in quel periodo che ci si allenava, non era che era una curiosità,
12:20era una situazione che ci portava ad andare a vedere quello che era successo.
12:24Io mi resi conto, in un angolo di Firenze, non mi ricordo la via, c'erano ancora due macchine
12:30sovrastate l'una sopra l'altra e questo nel mio pensiero dicevo, come era possibile
12:39che fosse successa una cosa così tragica e devastante per la città?
12:46E purtroppo è accaduto, e allora noi nei nostri pensieri, piccoli, grandi pensieri,
12:52si pensava a tutte quelle persone che avevano veramente dato tantissimo e soprattutto quelli
12:58che poi abbiamo visto nelle documentazioni che andavano a aiutare, veramente nuotavano
13:04nell'acqua e nel fango per cercare di salvare tante persone.
13:09Ecco, questa è la cosa più bella e nel nostro esempio più drammatica che a me personalmente
13:16mi è rimasta impressa, no?
13:17Cioè questi scorci di questa città meravigliosa che noi l'abbiamo vissuta, l'abbiamo vissuta
13:24fino a che poi il calcio ci ha dato questa grande gioia, ma però rivedere poi la città
13:30che piano piano stava rifionendo, questa è stata a livello professionale e umano, per
13:37noi che scendavamo in campo era una carica in più sicuramente Lorenzo, una carica in più
13:43pensando veramente alla grande tragedia di tante persone che avevano perso la vita, nello stesso
13:48tempo tanti che dovevano incominciare da capo dopo tanti sacrifici fatti nella loro vita.
13:55Ecco, questo è stato il pensiero che in quel momento ci sovrastava sopra qualsiasi altro
14:02pensiero.
14:03Poi quando siamo andati in campo, allora la partita con lei non me la ricordo, però
14:07mi ricordo subito quella dopo col Vicenza che noi siamo andati a Foggia veramente col pensiero
14:15di poter fare qualcosa per la città, qualcosa per la città che siamo riusciti a farlo e io
14:22credo soprattutto che quella spinta anche morale che in quel momento tanta gente stava cercando
14:30di trovare, penso nel nostro piccolo della veglia la data e questo forse è stato un aiuto
14:36in più di tutte quelle persone che hanno lavorato veramente per fare sì che Firenze
14:42ritornassi a quella città meravigliosa che è.
14:45Aver vissuto quella tragedia, Claudio ti ha legato ancora di più a Firenze, poi naturalmente
14:51hai vinto lo scudetto e quindi ti sei ancora di più legato a Firenze, però ecco in quel
14:56momento ti sei sentito ancora più parte della città?
14:59Sì ma io quando sono arrivato a Firenze già mi sentivo parte della città così perché
15:05mi è piaciuta subito, poi ho sordito a Firenze, ho vinto a Firenze, sono rimasto qui, perciò
15:11Firenze mi è rimasta nel cuore, poi sono fiorentino dentro, sono romano fiorentino, perciò
15:19però quella stagione lì di fango, di tutto questo, noi calciatori non potevamo fare di più
15:29perché, perché noi dovevamo giocare, ecco quello era il brutto, potevamo dare una piccola
15:35cosa e dovevamo pensare a giocare perché il nostro era il lavoro della Fiorentina che
15:40ci ha dato, il campionato così, ecco quello era brutto, nella nostra mente rimaneva questo,
15:46da non aver dato di più di quello che abbiamo dato.
15:50Non era facile neanche allenarsi?
15:52Non era facile, da tutti i punti di vista, da un punto di vista mentale ma anche da un
15:55di vista proprio pratico, no?
15:57Pratico perché ogni tanto veniva in elicottero così, a parte noi si allenavamo al campo militare
16:02così, però il pensiero era troppo, troppo grande ecco per giocare così, abbiamo giocato
16:10perché ce l'hanno imposto, perché il campionato ce li imponeva, però è stata veramente una
16:16grande, una grande sofferenza.
16:18Per quanto riguarda gli allenamenti, che ti senti di aggiungere, Luciano?
16:21No, giustamente Claudio ha detto una cosa importante, noi ci allenavamo al campo militare,
16:28però puntualmente si cercava prima possibile di ritornare e camminando dal campo militare
16:35allo stadio sono due passi, no?
16:37Quando si vedeva tutta questa gente che scaricava, ricaricava, cercava di portare l'aiuto a quelle
16:43persone che venivano e chiedevano coperte, perché queste cose qui, dentro di noi pensando un
16:49attimino a quella che è stata la tragedia, si poteva solo pensare di come poter fare
16:57eventualmente a giocare, perché noi dovevamo essere al momento, perché sì, Firenze era
17:03stata toccata, ma tutte le parti d'Italia e il campionato doveva andare avanti e la
17:09cantina ci diceva, ragazzi cercate di fare il vostro meglio per cercare di fare il meglio
17:16possibile, anche per incoraggiare un pochettino quelli che erano in quel momento forse i tifosi
17:22che avevano subito veramente tanti danni e noi nel nostro piccolo abbiamo provato a fare
17:28qualcosa di importante in campo, eravamo consapevoli di dover dare a loro una gioia, non lo so se
17:35l'abbiamo data, però credo, credo che in quel momento qualcosa noi possiamo aver dato
17:43nel nostro piccolo come tante migliaia di persone che sono venute ad aiutare Firenze.
17:48Ripensavo alla vittoria con il Foggia, il primo gol dopo l'alluvione è stato il tuo, insomma
17:55anche questo vuol dire, conta tanto anche per te stesso voglio dire.
17:59Ma per me stesso ma soprattutto col pensiero di Firenze, cioè è stata una gioia bellissima
18:07però contenuta, contenuta nel rispetto, nel rispetto di quello che era successo, poi non
18:15so se anche a Foggia erano consapevoli perché quando giochi poi tutti possono pensare e non
18:22possono pensare, pensano solamente a quello che è risultato in campo, però in quel momento
18:27credo che anche a Foggia possano aver avuto la solidarietà di un nostro, cioè io quando
18:36ho fatto gol non ho risultato come altre volte.
18:39Ci siamo abbracciati pensando a Firenze e dopo siamo riusciti a vincere la partita ma avevamo
18:47il pensiero di tornare a Firenze e cercare possibilmente di pensare come hai detto tu Lorenzo
18:52la partita con lei e con casa ma soprattutto a vedere ancora quella tragedia che continuava
18:58ad andare avanti.
18:59Claudio per concludere sono passati 60 anni.
19:04Tanti, tanti, tanti, 60 anni sono tantissimi, nella vita gioia e dolori, cioè le gioie
19:13che hai vinto qualcosa per Firenze, i dolori che aver visto tanta gente soffrire in quell'anno
19:21lì dell'alluvione, quelle sono state veramente la tragedia più grande che ho mai visto perché
19:26sono stato sempre a Firenze, io vedevo che venivano da tutta Italia a aiutare tutti questi
19:33ragazzi che ripulivano il fango così, è stata una solidarietà eccezionale in tutta Italia,
19:39hanno aiutato Firenze, è stata una cosa bellissima.
19:44Poi il calcio ha su altre cose, il calcio di fronte a una tragedia così è una piccola cosa.
19:50Il presidente Paglini, Chiappella che era l'allenatore dell'epoca, quali erano i messaggi
19:57che vi facevano arrivare in quel momento?
20:00Paglini non tanto, con noi Paglini ha parlato sempre poco così perché stava a Milano,
20:07stava...
20:07Chiappella sì, Chiappella è il messaggio di allenarsi sempre, di aiutare come stavamo
20:14aiutando, anche lui qualche volta veniva a aiutare a portare la roba, perciò stavamo
20:22sempre lì insieme, si lavorava, poi basta ecco, pensavamo, noi principalmente pensavamo
20:29a giocare, poi con questo danno che ci fu, la testa di noi giocatori, insomma pensavamo
20:39più ai disastri che ha avuto Firenze che al giocare, però dovevi pensare a tutte e
20:45due.
20:45Ecco Luciano, poi nel corso del tempo, negli anni successivi ti è capitato di rincontrare
20:49qualche tifoso viola che era riuscito ad avere il vostro aiuto, qualche fiorentino che comunque
20:57grazie anche a voi, grazie anche al vostro apporto era riuscito ad andare avanti, insomma
21:01a provare ad avere un po' di sollievo.
21:04Ma guarda, siamo stati noi dopo nel tempo che avevamo voce un po' in capitolo a ringraziare
21:11tutti quelli che avevano fatto questa grande opera di aiutare tutte quelle persone che ne
21:19avevano veramente bisogno.
21:20Noi abbiamo sempre detto nel nostro piccolo abbiamo fatto una piccolissima parte, però
21:27probabilmente dandogli anche dalla parte emotiva sotto un certo aspetto di soddisfazione, quella
21:34piccola vittoria che abbiamo fatto a Foggia e noi siamo sempre stati dopo nelle nostre
21:40racconti quando la stampa diceva a cosa avete pensato quando avete fatto quella vittoria e
21:47siete andati avanti nel vostro campionato.
21:49Abbiamo sempre elogiato chi si è adoperato per cercare di far bene per questa città e di
21:55aiutare tutte le persone che avevano bisogno.