00:00Presidente Caranelli, cari amici di Confartigianato, quest'anno la Repubblica italiana compie 80
00:06anni e 80 anni compie anche Confartigianato. Siete nati nel 1946 in un'Italia che aveva
00:14perso quasi tutto, ma non le mani per ricostruire. Le mani di chi rimetteva in piedi un muro,
00:20di chi aggiustava una bicicletta, di chi cuciva il vestito buono per la domenica, di chi
00:24riaccendeva il forno prima dell'alba. Bottega dopo bottega quelle mani hanno rimesso in piedi
00:31la nazione. 80 anni dopo il mondo è cambiato, i venti soffiano molto contrari. Le sfide sono
00:39diverse, però la risposta è ancora la stessa, la risposta è ancora in gran parte nelle vostre
00:44mani. Penso al maestro artigiano che mette per la prima volta i suoi attrezzi in mano a
00:51un ragazzo, gli mostra come si tengono, come si guarda il legno, il metallo, la pelle e
00:56poi gli dice adesso prova tu. In quel gesto semplice c'è tutto quello che siamo, una storia
01:03che non si interrompe, un sapere che non si compra, che non si copia, ma che si consegna
01:09una generazione dopo l'altra. Allora io ho da chiedervi una cosa sola, cioè continuate
01:14a tirare su quella serranda ogni mattina, continuate a fare le cose a regola d'arte anche quando sarebbe
01:21probabilmente più facile farle in fretta, continuate a dire a quel ragazzo adesso prova
01:27tu. Perché finché in un borgo o in una periferia ci sarà una bottega con la luce accesa, finché
01:32ci sarà un ragazzo che impara un mestiere da chi lo sa fare, io sono certa che l'Italia
01:38avrà un futuro e noi ovviamente faremo la nostra parte al vostro fianco ogni giorno. Viva
01:46gli artigiani, viva l'Italia.