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  • 9 minuti fa
Milano, 27 ott. (Askanews) - Nella crescita di un bambino, solitamente, ridere e piangere vengono considerati come due azioni opposte: la prima da stimolare a ogni costo, la seconda da fermare il prima possibile. Dal punto di vista neurobiologico, invece, ridere e piangere sono esattamente la stessa cosa: due valvole di sfogo naturali che l'organismo utilizza per scaricare un sovraccarico emotivo e ritrovare l'equilibrio. "Quando un neonato piange e quando il genitore riesce a cogliere il bisogno che c'è sotto il pianto, quindi a che cosa sta comunicando il pianto, e risponde in modo adeguato a questo bisogno - ha spiegato ad askanews Martina Mazzoleni, psicologa dell'età evolutiva e psicoterapeuta - si stabilisce un legame più profondo di fiducia, di attaccamento e quindi questo garantisce la sopravvivenza di un individuo. Negli anni questa emozione è sempre stata un po' classificata come negativa, quindi si piange perché si è tristi o perché si è arrabbiati o perché si prova dolore. In realtà non è proprio così, nel senso che dietro al pianto ci possono essere tantissime emozioni diverse, ci può essere la gioia, l'entusiasmo, può essere la nostalgia, la malinconia. Però il pianto sostanzialmente è una forma grande di comunicazione". Un altro aspetto della questione legata al pianto ha a che fare con le etichette che, ancora troppo spesso, vengono associate ai bambini, ma anche agli adulti. "Quando noi etichettiamo un bambino come piagnucolone - ha aggiunto la psicologa - cosa stiamo facendo? Gli stiamo proprio dando un'etichetta, gli stiamo dicendo: tu sei così. Quello che dobbiamo andare a cambiare è proprio una definizione dell'individuo, cioè noi possiamo andare a descrivere il comportamento che l'individuo fa, ma non quello che è, perché non possiamo ridurlo al piagnucolone. Non ci sono comportamenti, manifestazioni emotive da femmine o da maschi, da deboli, da forti, da giuste o sbagliate in generale, Ma se noi proviamo un'emozione e quell'emozione ci investe, ci travolge, è intensa e abbiamo bisogno di tirarla fuori in qualche modo e di trasformarla in un comportamento, allora il pianto può essere validato per tutti".Per aiutare i genitori a scardinare i preconcetti sul pianto, l'azienda IMC Toys ha lanciato una campagna, chiamata "Cry Babies Revolution", che ha l'obiettivo di ribaltare la narrativa tradizionale e trasformare il concetto di piagnucolone in un indicatore di autenticità, sensibilità e intelligenza emotiva, al di là dell'età e di qualsiasi altro aspetto.

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00:00Nella crescita di un bambino, solitamente ridere e piangere vengono considerati come due azioni opposte,
00:06la prima da stimolare ogni costo e la seconda da fermare il prima possibile.
00:09Dal punto di vista neurobiologico, invece, ridere e piangere sono esattamente la stessa cosa,
00:14due valvole di sfogo naturali che l'organismo utilizza per scaricare un sovraccarico emotivo e ritrovare l'equilibrio.
00:20Quando un neonato piange e quando il genitore riesce a cogliere il bisogno che c'è sotto il pianto
00:27e quindi a che cosa sta comunicando il pianto e risponde in modo adeguato a questo bisogno,
00:34si instaura un legame più profondo di fiducia, di attaccamento e quindi questo garantisce la sopravvivenza di un individuo.
00:43Negli anni questa emozione è sempre stata un po' classificata come negativa,
00:47quindi si piange perché si è tristi o perché si è arrabbiati o perché si prova dolore.
00:52In realtà non è proprio così, nel senso che dietro al pianto ci possono essere tantissime emozioni diverse,
00:59ci può essere la gioia, l'entusiasmo, ci può essere la nostalgia, la malinconia,
01:05però il pianto sostanzialmente è una forma grande di comunicazione.
01:10Un altro aspetto della questione legata al pianto ha a che fare con le etichette che,
01:14ancora troppo spesso, vengono associate ai bambini ma anche agli adulti.
01:18Quando noi etichettiamo un bambino come piagnucolone, cosa stiamo facendo?
01:25Gli stiamo proprio dando un'etichetta, gli stiamo dicendo tu sei così.
01:29Quello che dobbiamo andare a cambiare è proprio una definizione dell'individuo,
01:36cioè noi possiamo andare a descrivere il comportamento che l'individuo fa,
01:42ma non quello che è, perché non possiamo ridurlo al piagnucolone.
01:45Non ci sono comportamenti, manifestazioni emotive da femmine o da maschi,
01:51da deboli, da forti, da giuste o sbagliate in generale, no?
01:56Ma se noi proviamo un'emozione e quell'emozione ci investe, ci travolge, è intensa
02:03e abbiamo bisogno di tirarla fuori in qualche modo e di trasformarla in un comportamento,
02:11allora il pianto può essere validato per tutti.
02:14Per aiutare i genitori a scardinare i preconcetti sul pianto,
02:17l'azienda IMC Toys ha lanciato una campagna chiamata Cry Babies Revolution,
02:21che ha l'obiettivo di ribaltare la narrativa tradizionale
02:24e trasformare il concetto di piagnucolone in un indicatore di autenticità,
02:29sensibilità e intelligenza emotiva, al di là dell'età e di qualsiasi altro aspetto.

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