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Trascrizione
00:04Siamo con Fabio Iannò, Vice President, Signor Credit Officer di Moody's Rating.
00:10Buongiorno Iannò, grazie di essere con noi.
00:14Buongiorno, buongiorno a voi.
00:16Iannò, prima di entrare nel dettaglio dei rischi che poi, almeno così segnale il Fondo Monetario Internazionale,
00:22corrono le banche per l'esposizione al mondo tech,
00:24le chiedo qual è il livello che voi osservate in questo momento, soprattutto di solidità patrimoniale,
00:29resilienza, capacità di affrontare le sfide competitive del comparto italiano.
00:36Molte banche italiane fissano dei management market a livello di ratio di capitale tra il 12 e il 13%,
00:43più o meno, quello è il range su cui ci si assestate.
00:46Quello che stiamo vedendo è che c'è un leggero indebolimento del ratio di capitale,
00:55perché si partiva da livelli molto più alti.
00:58Parte di questo capitale sta venendo utilizzato o per distribuire dividendi,
01:02sia straordinari che ordinari, ma anche per operazioni di aggregazione.
01:07Quindi il livello su cui ci si assestate è questo.
01:10Quello che noi stiamo monitorando è che, soprattutto quando l'indebolimento patrimoniale
01:16è associato a operazioni di fusione e acquisizione,
01:20ne abbiamo diverse in Italia in questo momento,
01:23non si scenda al di sotto di queste soglie
01:25e non si avvicini troppo ai ratio regolamentari e SREF,
01:30perché a quel punto verrebbe compromessa l'avviabilità delle banche.
01:34Quindi bisogna sempre mantenere un buffer abbastanza solido che al momento c'è.
01:40Ecco, Iannoa, vediamo al problema segnalato dal Fondo Monetario Internazionale,
01:44non riguarda in particolare le banche italiane, ma le banche globali,
01:47ma di cui fanno parte anche le europee e le italiane,
01:50ovvero un'esposizione al debito scontratto dalle società tecnologiche
01:56per investire in infrastrutture, in sviluppo di calcolo e altro,
02:00che però in caso di una correzione importante sui mercati
02:03potrebbe riverberarsi anche sugli istituti di credito.
02:06Voi come valutate e mettete in conto questa probabilità?
02:13C'è sicuramente un po' di rischio di correzione nei mercati relative alle tecnologie
02:19che personalmente io non definisco bolla.
02:23A volte si parla di bolla tech, io penso che si parli più di correzioni.
02:26Quindi come correzioni non ci impensiriscono particolarmente,
02:32perché si tratta per definizione di aggiustamenti temporanei
02:36che poi comunque non correggono il trend di lungo termine.
02:40Il trend di lungo termine che noi vediamo è quello di un impatto ampiamente positivo
02:46delle tecnologie sull'economia, sulle banche in particolare,
02:51per quel che riguarda non solo le loro esposizioni dirette in termini di lending,
02:56che sono le società che magari sono attive in questi settori,
02:58ma anche a livello di benefici che le banche traggono in maniera diretta
03:02dall'utilizzo di queste tecnologie.
03:04Stiamo vedendo banche in Italia, così come in Europa,
03:09che già utilizzano in maniera molto estesa intelligenza artificiale
03:15per, per esempio, per efficientare i processi di assistenza ai clienti,
03:20di screening di nuovi clienti, soprattutto per quel che riguarda i rinnovi
03:26di linee di credito già esistenti, per esempio.
03:29Noi crediamo che gli spazi per ottenere efficienza di costo
03:34e migliorare quindi l'approfittabilità degli istituti di credito
03:40per l'utilizzo di queste tecnologie sia enorme,
03:44quindi non siamo particolarmente preoccupati da questo rischio
03:48che è stato evidenziato dal monofonometro internazionale.
03:52E dalla presenza di titoli di Stato nei bilanci bancari
03:57siete preoccupati o meno perché questi rendimenti comunque hanno un impatto
04:01anche per quanto riguarda la contabilizzazione di valore dei titoli?
04:06Le banche italiane sono tradizionalmente più esposte a tutto questo?
04:12Sì, è un aspetto questo che ci sta tenendo
04:18quantomeno impegnati a livello di monitoraggio
04:21perché è un tema che riguarda anche in questo caso non solo l'Italia
04:26ma altri paesi europei.
04:29Le banche sono in praticamente tutti i paesi europei
04:31largamente esposte ai titoli di Stato.
04:34Qualche anno fa questa esposizione era prettamente domestica.
04:38Le banche italiane detenevano titoli di Stato italiani,
04:40le banche francesi, francesi, spagnole, spagnole e così via.
04:43Adesso non è più così perché si è molto più diversificato
04:48la composizione dei portafogli.
04:50Quindi le banche italiane in realtà detengono sì i titoli di Stato italiani
04:53ma poi anche di altri paesi europei
04:55a volte anche in misura proporzionalmente minore.
05:00Quindi il fatto che ci siano queste pressioni al momento
05:05sui titoli di Stato
05:08che peraltro non riguarda soltanto i paesi europei
05:11ma riguarda anche gli Stati Uniti, il Giappone
05:13e quindi riguarda a mio avviso tutti i paesi avanzati
05:15questa problematica legata ai titoli di Stato
05:18ha un impatto sulle banche
05:21perché ha un impatto sulle valutazioni
05:24che questi titoli hanno nei portafogli delle banche
05:27quindi salendo gli yield il valore di questi titoli di Stato scende
05:31e quindi c'è un impatto sul valore degli asset
05:33che le banche ritengono.
05:35Questo impatto può essere in realtà mitigato
05:37a seconda della classificazione contabile
05:40ma che in realtà non cambia la sostanza della questione
05:44e in più c'è un impatto un po' più di lungo termine
05:47legato al costo del rifinanziamento
05:49perché aumentando gli deals aumenta anche il costo
05:52che le banche devono sostenere per finanziarsi sul mercato.
05:57Diciamo che questi impatti sono però un po' diluiti nel tempo
06:02quindi nel momento in cui queste dinamiche sono temporanee
06:06e rientrano
06:08non compromettono in maniera rilevante
06:11il merito creditizio delle banche
06:13o la solidità delle banche.
06:14Se invece noi dovessimo andare verso uno scenario
06:16in cui uno scenario tipo crisi del debito sovrano del 2011
06:21in cui si va verso una persistente crisi del debito
06:26in uno o più paesi avanzati
06:28ecco quella è una cosa che inevitabilmente
06:30avrà delle ripercussioni molto importanti
06:32su alcuni istituti di credito.
06:34Iano, lei ha già detto che monitorate il merito creditizio
06:39anche per quanto riguarda la solidità patrimoniale
06:42relativa alle operazioni di consolidamento
06:44in Italia ce ne sono parecchie
06:46ovviamente non le chiedo di scendere nessuna di queste
06:49ma le chiedo in generale se al di là della solidità patrimoniale
06:54il consolidamento diciamo così per voi
06:57è un fattore positivo o meno
06:59insomma più grande e necessariamente più bello
07:02o forse no?
07:05Tendenzialmente noi valutiamo positivamente
07:07le operazioni di aggregazione
07:09quando queste hanno una logica industriale
07:11e vengono fatte a condizioni economiche
07:14che non compromettono la solidità patrimoniale
07:16della banca acquirente o di quelle che integra
07:18quindi tendenzialmente le operazioni di acquisizione
07:22con questi criteri vengono valutate positivamente
07:24perché si crea una scale
07:28che consente di avere sinergie di costo
07:32si creano banche più competitive
07:34rispetto a players PO più forti
07:38c'è la possibilità di investire in tecnologie molto maggiore
07:41e così via
07:41quindi in più c'è anche l'effetto della diversificazione
07:45di solito queste aggregazioni si associano
07:48ad una maggiore diversificazione
07:50sia di business ma anche geografica
07:53pensiamo all'operazione che Unicredit sta conducendo
07:55in Germania
07:56si tratta di un chiaro caso di diversificazione geografica
08:00al di fuori dell'Italia
08:01che noi vediamo tendenzialmente e positivamente
08:03perché l'abbiamo espresso in una recente azione di rating
08:06quindi questi fattori positivi
08:11però non ci devono rendere ciechi
08:15rispetto ai rischi che sono presenti in queste operazioni
08:19ricordiamo che la nostra storia passata
08:21soprattutto in Italia di aggregazioni
08:22ha portato a volte a rischi molto elevati
08:27quindi le condizioni di cui parlavamo prima
08:301. logica industriale
08:312. situazione patrimoniale solida
08:34post acquisizione sono criteri inderogabili
08:39Giannò
08:40l'ha citata lei
08:42la logica industriale
08:43che deve essere di miglioramento
08:44in questi consolidamenti
08:47ce n'è una in particolare
08:49per quanto riguarda le banche
08:50che vanno verso un ampliamento
08:52dei propri prodotti
08:53per quanto riguarda il risparmio gestito
08:55il well management
08:56è una direzione
08:58a che punto è secondo voi
09:00la trasformazione anche del mix
09:02di fonti di ricavi delle banche italiane
09:05in grado di competere in Europa
09:07e con i nuovi sistemi
09:09e soprattutto
09:10se secondo lei
09:11questo tipo di trasformazione
09:12rispetto a tradizionale business
09:14da margini di interesse
09:15è positiva o meno?
09:18Sì, quello che abbiamo visto
09:20è che negli anni
09:21che abbiamo avuto
09:22il cosiddetto
09:23ultra low rate environment
09:25low for longer
09:26in cui le banche
09:27veramente facevano molta fatica
09:29a creare ricavi
09:31e profitti
09:32dall'attività di lending
09:34perché i tassi
09:35erano talmente bassi
09:36che si faceva fatica
09:38a creare
09:38net interest income
09:40in quegli anni
09:41abbiamo visto
09:41che le banche
09:42hanno fatto uno sforzo
09:42molto alto
09:43nel diversificare
09:44sulle commissioni
09:45cosa che sono riuscite
09:46a fare molto bene
09:47per cui adesso
09:48i ricavi da commissioni
09:49hanno un peso
09:49molto importante
09:50all'interno delle banche italiane
09:53i due aspetti
09:54su cui
09:55la diversificazione
09:56è ancora
09:58possibile
09:59ed è ancora
10:00spazio
10:01di crescita
10:02per gli istituti
10:03europei
10:04italiani in particolare
10:05sono uno
10:07i prodotti relativi
10:09all'assurance
10:09quindi non abbiamo
10:10ben i gruppi
10:11di bank assurance
10:12in realtà abbiamo banche
10:13che hanno
10:13degli accordi commerciali
10:16di distribuzione
10:17ma in realtà
10:17i gruppi di bank assurance
10:18non si sono formati
10:20anche per limitazioni
10:23di tipo regolamentare
10:25più che limitazioni
10:26penalizzazioni
10:27soprattutto a livello
10:28di capitale
10:29e il secondo aspetto
10:30su cui le banche europee
10:31hanno di fatto
10:32perso
10:33la sfida competitiva
10:35con i competitor americani
10:38è quello
10:38dell'investment banking
10:39c'è stato
10:40un aumento
10:41della presenza
10:42delle grandi banche americane
10:45nei prodotti
10:45di investment banking
10:46che ha completamente
10:48sorclassato
10:49i player europei
10:50le banche italiane
10:51hanno un ruolo
10:52molto marginale
10:53quindi questi due spazi
10:55di crescita
10:55esistono ancora
10:56c'è possibilità
10:57per esempio
10:58tramite operazioni
10:58di acquisizione
10:59di continuare
11:00a diversificare
11:01i ricavi
11:01su queste linee
11:04di business
11:04che noi vediamo
11:06positivamente
11:07perché un business
11:08diversificato
11:09è più solido
11:10rispetto a un business
11:11non online
11:12Fabio Iannò
11:13signor credit officer
11:14di Moody's Rating
11:16grazie di essere
11:16stato con noi
11:18grazie a voi
11:19grazie a tutti
11:24grazie a tutti