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  • 9 minuti fa
Milano, 16 ott. (askanews) - Lavorare con la natura significa confrontarsi con un sistema vivo, in continua evoluzione. Intervistato da askanews, Riccardo Gini, direttore tecnico di Forestami e direttore di Parco Nord Milano, spiega perché sia necessario progettare il verde urbano con una visione di lungo periodo, mettendo le città nelle condizioni di affrontare siccità prolungate, temporali violenti e altre sollecitazioni ambientali.In condizioni ordinarie, la mortalità fisiologica delle piante messe a dimora si attesta intorno al 10%, ma negli ultimi anni si registra una moria superiore. Oltre agli effetti del cambiamento climatico, incidono diversi fattori, tra cui l'azione di piccoli mammiferi sulle radici, gli atti vandalici e gli errori nella manutenzione. Per rispondere a queste criticità, una delle strategie consiste nel piantare in maniera abbondante, così da consentire alle piante di svilupparsi e diventare bosco, affiancando a questo approccio la sostituzione degli esemplari che non riescono ad attecchire. Forestami, nell'ambito della Città metropolitana di Milano, segue per cinque anni le piantagioni realizzate direttamente e, attraverso un accordo con le cooperative sociali incaricate della messa a dimora e della manutenzione, prevede il ripristino del 95% delle piante rispetto al progetto originario.Gli eventi meteorologici estremi possono compromettere la stabilità degli alberi, fino a provocarne la caduta o lo sradicamento, mentre durante i periodi di siccità le piante possono reagire alla scarsità d'acqua facendo seccare le foglie. Per affrontare fenomeni di intensità e frequenza difficili da prevedere, è fondamentale migliorare le condizioni in cui gli alberi crescono e rafforzare la capacità delle città di adattarsi.La ricerca scientifica offre strumenti importanti per orientare questo lavoro, favorendo la collaborazione tra agronomi, urbanisti e biologi e sperimentando specie e provenienze differenti. Anche Forestami, insieme al gruppo di ricerca e a importanti università milanesi, sta testando nuove modalità di piantagione, in un percorso che richiede tempo, continuità e collaborazione tra amministrazioni, enti pubblici, aziende e cittadini.

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Trascrizione
00:00Forestami è un ambizioso progetto di forestazione urbana nella città metropolitana di Milano,
00:05nato da una ricerca del Politecnico di Milano, con l'obiettivo di incrementare la tricano picovera,
00:09ovvero la superficie arborea delle chiome attraverso 3 milioni di piante, alberi e arbusti, entro il 2030.
00:15Forestami oggi deve confrontarsi con l'evidenza del cambiamento climatico e con le complessità che ne derivano sul piano ambientale.
00:21Siamo ridici da un'estate molto calda e abbiamo sperimentato che dove le vie sono alberate
00:27la temperatura scende di diversi gradi, 2, 3, insomma senza misurarle, ma il fresco era davvero percepibile.
00:33Quindi la città ha bisogno di più alberi, ma non è così facile come dirlo perché la città è piena
00:39di sottoservizi,
00:40di tutte quelle infrastrutture necessarie, un po' come le radici degli alberi, perché la città possa vivere e funzionare.
00:47La sfida climatica è probabilmente la più importante del nostro tempo e la riforestazione urbana è uno dei modi con
00:53cui la si può fronteggiare.
00:54Quando abbiamo forti periodi di siccità le piante reagiscono facendo seccare le foglie perché è una forma di difesa per
01:01consumare meno acqua.
01:03Quindi è importante conoscere anche quali possono essere le complessità che il cambiamento climatico porta sulle alberature
01:11per essere pronti ad avere degli alberi che resistano di più.
01:15Gli alberi hanno una capacità di resilienza altissima e riescono a tenere la loro fisiologia anche in condizioni estreme.
01:24Come si vede anche a Milano nell'area metropolitana la grande partita sugli alberi si gioca collettivamente
01:29con la volontà comune di arrivare a un cambiamento possibile, concreto e tangibile.
01:34Chi lavora con la natura sa che non è un'equazione, non si può pensare di fare una cosa e
01:39il risultato sarà esattamente quello che ci si aspetta.
01:42Perché l'elemento vivo ha sempre dei cambiamenti e tanto più oggi in tema di cambiamento climatico e di adattamento
01:48climatico.
01:49Quindi dobbiamo sempre essere pronti ad aspettarci una moria superiore a quella normale.
01:55Diciamo che una moria del 10% è una moria fisiologica ma a volte arriva una moria più alta
02:00perché gli elementi che causano problemi sono tanti, il clima che l'abbiamo detto, possono essere dei roditori che mangiano
02:07le radici,
02:07possono essere anche l'elemento umano quando lavoriamo nelle zone urbanizzate che vandalizza
02:13piuttosto che non l'impresa che va a tagliare le piantine perché non è in grado di riconoscere quali sono
02:19le piante che vanno lasciate e quelle che vanno eliminate.
02:21In questo panorama di grande complessità c'è un'idea di, per esempio, piantare in modo abbondante,
02:28in modo tale che le piante possano comunque sviluppare la loro fisiologia e quindi diventare bosco, che è quello che
02:35a noi interessa,
02:37oppure continuare con pazienza ed è per questo che Forestami cura le piante per i primi 5 anni,
02:42a sostituire quando le piante non riescono ad attecchire, sapendo che con le cure culturali e con un'attenzione
02:49che anche i cittadini devono avere nel loro comportamento perché le piante che vengono messe a dimora non sono del
02:54comune,
02:55sono di tutti e quindi ogni pianta deve essere un problema quando non riesce ad attecchire.
03:02Con queste cure però la natura può progredire, la natura può diventare un elemento costitutivo delle città.
03:08Non c'è più la città e la natura, devono compenetrarsi perché solo con la natura dentro la nostra città
03:13vivremo meglio.
03:14Far diventare le città più verdi, che respirino di più, più adatte al nuovo clima non è un fatto solo
03:20pubblico,
03:21il pubblico deve fare la sua parte ma anche noi privati, noi privati cittadini possiamo fare qualcosa perché le città
03:27siano sempre più verdi.

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