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  • 2 ore fa
Parigi, 15 ott. (askanews) - Il primo ministro francese Sébastien Lecornu ha affermato che il "movimento studentesco" si sta trasformando in un "movimento di violenze urbane", parlando di "un incitamento alla violenza che è assolutamente spaventoso" in alcune località. "Non assomiglia più a un movimento studentesco delle scuole superiori. Siamo di fronte a un movimento di violenza urbana, la cui intensità è ulteriormente aumentata negli ultimi giorni. In particolare in alcune aree urbane ben precise - Parigi, Créteil, Lione e altri punti sparsi sul territorio - dove, per l'appunto, si assiste a un incitamento alla violenza che è assolutamente spaventoso", ha sottolineato. "Questa mattina, così come nei giorni scorsi, ci sono stati lanci di mortaretti dalla strada verso gli istituti superiori. Ci sono state persino intrusioni di individui che sono entrati nei licei per sparare questi petardi. Invito inoltre il mondo dell'informazione a usare una terminologia tecnicamente precisa: non si tratta di un movimento studentesco. Definirlo tale, peraltro, costituisce un'offesa verso quegli studenti che hanno voluto esprimere il proprio disagio o malcontento, oppure avanzare richieste al governo o ai consigli regionali. È necessario distinguere nettamente tra le violenze urbane - che, per definizione, non rientrano in alcun quadro legale - e le forme di protesta che si inseriscono in un contesto di rivendicazione legittima".

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00:00Non c'è un movimento liceo.
00:03Là c'è un movimento di violenza urbana
00:07dove l'intensità della violenza ha ancora aumentato
00:10negli giorni.
00:12Singulièrement in zona urbana,
00:14Paris, Créteil, Lyon,
00:18alcuni punti dissimili sul territorio
00:20e in cui c'è un appello di violenza
00:24che è davvero imponente.
00:26Ce matin, autant que ces derniers jours
00:28des tirs de mortier avaient lieu de la rue vers les lycées,
00:32on a même eu des intrusions
00:34de personnes qui sont allées tirer aux mortiers
00:37dans les lycées.
00:39Je pense que maintenant les mots,
00:40j'invite aussi la classe médiatique
00:42à être techniquement précis dans les mots qu'on emploie,
00:45ce n'est pas un mouvement lycéen.
00:46C'est faire injure d'ailleurs aux lycéens
00:48qui ont voulu témoigner une angoisse,
00:51un mécontentement, demander des choses au gouvernement
00:53ou aux conseils régionaux.
00:55Il faut vraiment faire la part des choses
00:57entre les violences urbaines
00:59qui ne trouvent pas de cadre légal
01:01et d'acceptation, par définition,
01:04d'un cadre de revendication.
01:05C'est parti !
01:05C'est parti !

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