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Trascrizione
00:27Buongiorno e benvenuti a
00:29Commodity Talk, il punto sulle materie prime, il format trimestrale realizzato da Financial
00:34Lounge e pubblicato sul canale YouTube Société General Trading e Investimenti. Ci accompagna
00:41anche in questa puntata Maurizio Mazziero, fondatore del sito di analisi finanziaria
00:45indipendente Mazziero Research e tra i principali esperti in Italia sui mercati delle materie prime,
00:51oltre che autore di diversi libri dedicati proprio a questo tema. In questo terzo appuntamento del
00:582026 approfondiremo l'andamento delle principali materie prime nel terzo trimestre, caratterizzato
01:05dalla doppia chiusura degli stretti di Ormuz e Bab Elmandeb, oltre alla nuova corsa del
01:11petrolio. Passeremo poi agli scenari per il quarto trimestre con un approfondimento su due
01:16specifiche materie prime, scelte tra le convinzioni più forti di Maurizio e chiuderemo con un
01:21approfondimento sulla stagionalità delle materie prime. Al termine della puntata, per chi vuole
01:25costruire strategie di investimento o di copertura sui temi analizzati, presenteremo
01:30una selezione di prodotti messi a disposizione da Societe Generale, tra le società leader
01:35in Italia e negli strumenti quotati su Borsa Italiana, con una gamma di oltre 300 ETP certificati
01:41a leva fissa e turbo, legati alle principali materie prime negoziate sui mercati. Partiamo
01:47subito. Buongiorno e benvenuti in questa nuova puntata di Commodity Talk. In questa puntata vediamo
02:00quali notizie hanno maggiormente influenzato l'andamento del comparto Commodity nel terzo
02:05trimestre e le materie prime più interessanti per il prossimo trimestre. Dopo sette mesi dall'inizio
02:11della guerra tra Stati Uniti, Israele e Iran, le notizie provenienti dal Golfo Persico continuano
02:16ad estare preoccupazioni. Nell'immagine vediamo la mappa della zona del conflitto con lo stretto
02:23di Hormuz a destra, lo stretto di Bab el-Mandeb in basso e il canale di Suez in alto. Hormuz
02:30resta
02:30ancora bloccato con le navi che passano a Singhiozzo e la stessa sorte anche per Bab el-Mandeb,
02:36bloccato dai ribelli Uti-Yemeniti. Ciò significa che per le navi che trasportano petrolio e gas
02:43verso il Mediterraneo attualmente vi è una duplice blocco che costringe a circumnavigare
02:49l'Africa. A metà dell'Arabia Saudita possiamo vedere una linea rossa che è traversa e che
02:55corrisponde all'elodotto Est-Ovest, impiegato dall'Arabia Saudita con una capacità tra i 4 e i 7
03:02milioni di barili al giorno e serve di fatto all'Arabia Saudita per aggirare i blocchi degli
03:07stretti. Attualmente è appena stato riaperto dopo una decina di giorni di chiusura e a causa di un
03:13attacco che aveva danneggiato le strutture di pompaggio. Tutto ciò rende difficile oggi
03:19l'esportazione dei 20 milioni di barili che vengono prodotti nella zona del Golfo Persico verso
03:24l'Asia e l'Europa. E infatti possiamo osservare dal grafico come le esportazioni dell'Arabia Saudita si
03:31siano di fatto dimezzate dalla chiusura dello stretto di Hormuz a fine febbraio e solo a partire
03:36da giugno queste sono tornate a salire a seguito della prima tregua tra Stati Uniti e Iran che poi
03:42è naufragata. Vedremo più avanti l'andamento delle quotazioni del petrolio ma già di per sé questa
03:49minore disponibilità di greggio avrebbe potuto spingere i prezzi molto più in alto se nel frattempo
03:55la Cina non avesse ridotto le importazioni e utilizzato parte delle scorte che aveva accumulato
04:02nel periodo di prezzi più bassi. Possiamo tuttavia osservare che a partire da giugno la Cina è tornata
04:09a importare quantità maggiori per alimentare le proprie raffinerie e quindi produrre maggiori
04:15quantità di benzina e gasolio saliti in modo importante anche a causa dei danneggiamenti di
04:21raffinerie nell'area del Golfo Persico in Russia e a seguito del conflitto con l'Ucraina.
04:27Nel grafico TradingView possiamo vedere l'andamento delle quotazioni del petrolio Brent nel terzo
04:32trimestre. È possibile notare un primo rialzo sino al 39%, poi una discesa che ha portato le
04:39quotazioni a un più 10% e poi una nuova partenza rialzista che ha portato il guadagno sino al 50%,
04:48a cui è seguito un calo che ha portato a raggiungere il 33% su base trimestrale.
04:53Abbastanza simile è anche l'andamento del petrolio WTI, con un più 33% iniziale, il ripiegamento
05:00a più 10% e una nuova forte spinta sino al 52% dove i prezzi sono tornati a scendere,
05:07sino al 32%
05:08su base trimestrale. Inaspettatamente il gas naturale ha ingranato la retromarcia, raggiungendo
05:14un meno 20% come possiamo vedere nel grafico nella prima metà di agosto e recuperando successivamente
05:20sino al meno 2%. Non dobbiamo tuttavia dimenticare che il gas naturale accessibile per gli investitori
05:27di prodotti finanziari è quello statunitense, denominato EnriHub. EnriHub è proprio il luogo
05:34di consegna e le cui dinamiche sono molto diverse dal TTF quotato ad Amsterdam. Il grafico
05:40di TradingView pone a confronto le due quotazioni e si può notare come quello europeo, dalla
05:47colorazione dalla linea rossa in alto, le quotazioni siano molto più sostenute e ha raggiunto a
05:55metà settembre il più 90% per poi ripiegare a un più contenuto 65%. Non è andata male per
06:02loro che dopo aver raggiunto un guadagno del 18% ha ripiegato a un più modesto 7%.
06:10Diverse sono le forze contrapposte che tendono a guidare l'oro in questo periodo. Da un lato
06:16c'è un elevato rendimento raggiunto dai titoli di Stato decennali statunitensi che hanno superato
06:22il 5% e che quindi hanno una maggiore attrattività rispetto all'investimento in oro che non paga
06:28flussi periodici. Dall'altro lato continua la pressione dell'acquisto da parte delle banche
06:34centrali. Il grafico del World Gold Council mostra con degli histogrammi azzurri rivolti
06:40verso l'alto le quantità di acquisti mensili, mentre in blu con gli histogrammi rivolsi verso
06:47il basso troviamo la quantità delle vendite. La linea che attraversa il grafico indica se
06:52siano state maggiori le vendite o gli acquisti a seconda se si trova al di sotto o al di sopra
06:58della linea dello zero. È abbastanza facile osservare che per la maggior parte dei mesi
07:03la linea naviga al di sopra dello zero certificando il ritmo di acquisti di oro da parte delle banche
07:09centrali. Altro fattore che contribuisce alla domanda sono i continui acquisti di oro da parte
07:15della Cina che oltretutto è il maggior paese produttore con una quota di circa il 10%. Il
07:21grafico ci mostra dal 2020 al 2026 le quantità di oro importate in Cina nel periodo gennaio e
07:28agosto. È possibile notare come nel 2026 si sia segnato un record superando le 1000 tonnellate e
07:36arrivando a 1141. Ottima performance anche per l'argento che ha saputo rialzarsi dal periodo
07:42iniziale in cui aveva toccato un meno 7% per poi raggiungere il più 22% e poi ripiegare
07:50successivamente al 9%. Qualche problema inizia invece a presentarsi per il platino le cui stime
07:57indicano un 2026 che dopo tre anni di deficit di offerta torna sul plus a causa di un aumento
08:04del riciclo degli apparati a fine vita. Al momento le quotazioni non ne hanno particolarmente risentite
08:10e viaggiano intorno al più 14% da inizio trimestre. Diversamente per il pallado il 2026 resta in deficit
08:19di offerta per il quinto anno consecutivo, confermando come ancora vi sia un largo impiego
08:25di palladio, sebbene in calo per il minore uso dovuto all'immatricolazione di veicoli elettrici
08:31che quindi non hanno necessità di apparati catalettici con un contenuto di palladio.
08:37Le quotazioni dopo aver raggiunto un più 20% sono arretrate, segnando un più 5% da inizio trimestre.
08:45Per quanto riguarda il cacao, la materia prima che avevamo segnalato tra le top peak del precedente
08:51commodity talk, le quotazioni hanno iniziato un trimestre molto forte con un più 28% a cui è seguito
08:58un ribasso che ha annullato completamente i guadagni per poi tornare a correre ancora sino a un più 35%
09:05e a inizio settembre poi è iniziato il calo sino al 5%.
09:11A questo punto abbiamo una ripresa sino all'11% ma questa elevata volatilità è dovuta alle condizioni atmosferiche
09:21nelle zone di maggior produzione.
09:23Quindi stiamo parlando del costo d'Avorio e del Ghana e chiaramente sono interessate dal fenomeno meteorologico
09:29e del nino. Pur non escludendo movimenti ancora rialzisti, l'incertezza di produzione è in gran parte scontata
09:36e quindi, a mio parere, non ricopre un particolare interesse in termini di investimento speculativo a rialzo.
09:44Concludiamo questa rassegna con la tabella riassuntiva che vede il petrolio Brent e WTI come le materie prime
09:52più forti del terzo trimestre rispettivamente con un guadagno del 33 e 32%.
09:59Seguono platino e cacao con un 14 e 11%, poi argento, rame e oro con un 9%, 8% e
10:087% rispettivamente,
10:10poi troviamo il palladio al 5% e poi sul lato negativo un gas naturale in recupero a meno 2
10:17%
10:17e il caffè, maglia nera con un meno 7%. Ed ora passiamo a Commodity Scenario, le prospettive
10:25delle materie prime.
10:34In questa sezione di Commodity Scenario, le prospettive sulle materie prime, vi mostro le Commodity
10:40che ho classificato come deboli o forti in base alle mie aspettative di performance per il quarto
10:45trimestre. Nell'immagine mostrata si può notare, alla sinistra, un elenco delle principali materie prime
10:52e per ciascuna di queste corrisponde una gradazione che indica la condizione più debole in colorazione
10:58tenue e, con un colore più intenso, le mie aspettative sulla forza di ciascuna materia prima
11:04in un'ottica di potenziale rialzo del prezzo. La scala di valutazione è ripartita da 1 a 5,
11:11dove 1 è la materia prima che stimo più debole e 5 quella più forte. Allora partiamo dal primo,
11:19in alto, il cacao, lo considero neutrale, il caffè è la Commodity che reputo più debole,
11:26argento e oro forti, palladio neutrale, platino debole, rame invece è la Commodity che reputo più
11:34forte. Gas naturale lo considero forte, vista la possibilità di qualche spunto a rialzo in
11:40prossimità dei mesi freddi. Petroglio, Brent e WTI deboli. La condizione del gas non ci dovrebbe
11:47stupire, mentre per il petrolio stimo un rientro su valori più contenuti, dato che la forte inflazione
11:55negli Stati Uniti e le elezioni di midterm dovrebbero spingere il Presidente Trump a cercare
12:00un accordo con l'Iran. La materia prima che considero più debole, abbiamo detto, è il
12:06caffè. I timori regati a El Nino tendono a cadere in secondo piano di fronte a una forte
12:14produzione globale spinta soprattutto dal raccolto brasiliano. Il grafico mostra con le linee un'offerta
12:21molto al di sopra della domanda, mentre l'istogramma alla base del grafico mostra un aumento delle
12:27scorte finali rispetto alla domanda. Il secondo grafico è ancora più eloquente e mostra quasi
12:34un raddoppio del surplus di offerta rispetto alla stagione precedente. Il grafico mostra come
12:41i prezzi che a inizio trimestre erano saliti a un più 19 dopo un periodo di stabilità siano
12:47ormai caduti in territorio negativo con un meno 7%. Passiamo ora alla materia prima che considero
12:54più forte e che è il rame. A seguito delle avverse condizioni climatiche nei luoghi di estrazione
13:00cileni si stima un calo di produzione dell'1,2% nel primo semestre del 2026. Al tempo stesso abbiamo
13:09assistito a una sovraimportazione da parte degli operatori statunitensi a causa di una incertezza
13:15sulla possibilità di applicazione di dazzi al rame raffinato. Di fatto questa è una tendenza che dura
13:22ormai da diverso tempo. Come si può notare dal grafico è che ha indotto a una sorta di dislocazione
13:29con un'abbondanza di scorte negli Stati Uniti e una scarsità sulle borse di Londra e Shanghai.
13:36Passando al grafico, trading view, possiamo notare come il rame abbia guadagnato un più 10% per poi
13:44a zerare quasi completamente il progresso e tornare poi a salire al più 8%. La crescente
13:51domanda di rame per l'impiego nei velicoli elettrici e nei data center ne fa una commodity
13:56sempre più utilizzata con prospettive che reputo interessanti nel medio-lungo termine.
14:04Vediamo ora un breve spot con una selezione di certificati per prendere posizione di trading
14:10sulle due materie prime di Societe Generale.
14:20Per implementare strategie di trading sui future sul caffè e sul rame, Societe Generale
14:25mette a disposizione su Borsa Italiana una gamma completa di certificati a leva fissa ed ETP,
14:31long o short. Tra questi è possibile selezionare il prodotto più adatto ai propri obiettivi e
14:38propensione al rischio. L'elenco completo è disponibile sul sito prodotti.societegeneral.it.
14:46Si ricorda che i certificati a leva fissa e gli ETP sono prodotti complessi che possono esporre alla
14:51perdita, anche totale, del capitale investito. Sono prodotti a leva, altamente speculativi,
14:57che presuppongono un orizzonte di breve termine, come specificato nel KID di ciascun prodotto,
15:02e necessitano di una buona comprensione del loro funzionamento. Si invita a leggere attentamente
15:08la documentazione legale prima di assumere qualsiasi decisione di investimento, rivolgendosi
15:13anche al proprio intermediario o consulente di fiducia.
15:23Ultima parte prima di concludere. In questa sezione Academy Un concetto chiave in tre minuti
15:29approfondisco rapidamente il tema della stagionalità delle commodity. Innanzitutto,
15:35che cosa si intende per stagionalità nelle materie prime? Si definisce stagionalità la
15:42tendenza dei prezzi a seguire schemi ricorrenti in determinati periodi dell'anno. La ragione è
15:48abbastanza intuitiva. Vi possono essere delle condizioni climatiche ripetitive, periodicità
15:54di un raccolto, oppure ricorrenza di un certo tipo di domanda, come ad esempio il riscaldamento
16:00in inverno. Ma la stagionalità esiste davvero? Il grafico tratto da TradingView mostra diverse linee
16:09dell'andamento di prezzo in termini percentuali per ogni anno da gennaio a dicembre. Le annate
16:15prese in considerazione sono da 2021 a 2026 e il 2026 è rappresentato con una linea blu che si ferma
16:24a fine settembre. La linea nera tratteggiata invece presenta la media di tutte le annate, ma di fatto
16:30questa media non sembra tracciare in modo soddisfacente un percorso simile a tutte le annate. Qui stiamo
16:37vedendo il caffè e possiamo osservare delle similitudini per qualche stagione, ma non sembra
16:43fornirci un risporso affidabile. Questa tabella invece, sempre tratta da TradingView, ci mostra come
16:50si comportano i singoli mesi dei vari anni. Una preponderanza di segni verdi ci porta a dire che
16:56si tratta di un mese positivo, mentre la preponderanza di segni rossi ci evidenzia un mese dalla probabile
17:03performance negativa. Apparentemente nel caffè gennaio, aprile, luglio e agosto sembrano essere
17:10positivi, mentre settembre sembra davvero essere il peggior mese dell'anno. Passando al gas naturale,
17:17la media identifica abbastanza bene gli andamenti delle varie annate, sebbene si possano notare delle
17:23differenze nelle percentuali dei movimenti e talvolta anche negli andamenti. La tabella relativa al gas
17:29naturale indica come mesi positivi agosto e settembre, periodo in cui si deve procedere
17:35al completamento del riempimento dei depositi, visto che da ottobre inizia la stagione del
17:40riscaldamento. Un mese invece che non sembra essere favorevole è aprile, in cui si iniziano a spegnere
17:46i riscaldamenti, insieme a luglio pieno periodo estivo. Il grafico tratto da TradingView per il
17:52petrolio sembra trovare maggiori convergenze tra la stagionalità media e le diverse annate. Resta il fatto
17:58che gli anni 2026 e 2021 figurano molto più al di sopra del tracciato della media, mentre il 2025
18:07in verde appare molto al di sotto. La tabella, tratta da TradingView per il petrolio, indica
18:13diversi mesi positivi come da gennaio a marzo e poi giugno. Novembre invece può essere sicuramente
18:20catalogato come negativo. Concludendo, un attento esame della stagionalità più a livello mensile che in
18:28termini di andamento di prezzo può far scoprire delle ricorrenze interessanti, ma occorre sempre
18:34prestare cautela visto che ci troviamo di fronte a delle correlazioni statistiche. Queste, pur essendosi
18:40dimostrate valide, negli anni potrebbero non funzionare più nel periodo in cui andremo ad operare.
18:46Bene, per quest'oggi è tutto. Un saluto da Maurizio Mazziero e un arrivederci al prossimo trimestre.
18:53Siamo arrivati alla fine anche di questa puntata di Commodity Talk e abbiamo visto un terzo
19:00trimestre segnato dal forte rialzo del petrolio, con Brent e VTI oltre il 30% dal passo indietro
19:07del gas naturale americano e dalla tenuta dei metalli preziosi, con il rame indicato come
19:11la commodity più forte per il quarto trimestre. Temi che torneremo ad aggiornare nel prossimo
19:17appuntamento per capire come si saranno evoluti i mercati nei mesi invernali.
19:22Prima di lasciarvi e darvi appuntamento al prossimo trimestre, vi ricordo di iscrivervi
19:28al canale, di attivare la campanella per rimanere sempre aggiornati e se vi è piaciuto il video
19:33di lasciare un like. Ci ritroveremo con Maurizio Mazziero il prossimo trimestre per un nuovo appuntamento
19:40di Commodity Talk, il punto sulle materie prime. Grazie per l'attenzione, buona giornata e buon
19:45trading a tutti!
19:47Grazie a tutti!