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  • 2 ore fa
Dublino, 14 ott. (askanews) - Gli incidenti causati da agenti di intelligenza artificiale che hanno avuto reazioni inaspettate mentre eseguivano dei compiti assegnati, hackerando siti o recuperando informazioni in modi non richiesti, sono solo i primi segnali di allarme. Al coro dei giganti tech secondo cui è arrivato il momento di rallentare sullo sviluppo dell'Ia, si aggiunge Demis Hassabis, presidente di DeepMind di Google."I sistemi non sono ancora così potenti, quindi gli incidenti non sono così gravi, ma potrebbero diventarlo, guardando al prossimo anno e ai prossimi due anni - ha detto Intervenendo a una conferenza sull'intelligenza artificiale a Dublino - se non ci impegniamo di più come settore e individualmente come aziende e governi per rendere sicuri questi sistemi e creare ambienti di test sicuri in cui provarli, probabilmente offline e non ancora connessi a Internet quando li si testa per la prima volta."

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00:00Gli incidenti causati da agenti di intelligenza artificiale che hanno avuto reazioni inaspettate mentre eseguivano dei compiti assegnati, hackerando siti
00:08o recuperando informazioni in modi non richiesti, sono solo i primi segnali di allarme.
00:13Al coro dei giganti tech, secondo cui è arrivato il momento di rallentare sullo sviluppo dell'intelligenza artificiale, si aggiunge
00:20Demis Hassabis, presidente di DeepMind di Google.
00:26I sistemi, ha detto intervenendo a una conferenza sull'intelligenza artificiale a Dublino, non sono ancora così potenti, quindi gli
00:33incidenti non sono così gravi, ma potrebbero diventarlo, guardando al prossimo anno e ai prossimi due anni, se non ci
00:40impegniamo di più come settore, individualmente come aziende e governi, per rendere sicuri questi sistemi e creare ambienti di test
00:48sicuri in cui provarli,
00:49probabilmente offline, non ancora connessi a internet, quando li si testa per la prima volta.

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