00:00In conclusione, colleghi, al di là dei singoli dossier il Consiglio europeo che ci attende ha un significato politico chiaro.
00:08Viviamo in un mondo in cui la sicurezza, la prosperità, molti equilibri che per anni abbiamo dato per acquisiti non
00:16sono più scontati.
00:17E l'Europa deve decidere come vuole starci.
00:21Può continuare a scrivere regole come se nulla fosse cambiato, oppure può guardare la realtà per quello che è
00:26e dotarsi degli strumenti per difendere la propria economia, la propria sicurezza, la propria libertà.
00:32Ed è quest'ultima l'Europa per cui lavoriamo.
00:36Un'Europa capace di tenere insieme transizione e industria, politiche tradizionali e nuove priorità, cooperazione con i partner e difesa
00:43dei propri confini.
00:44Un'Europa pragmatica che non ha paura di correggere le proprie scelte quando la realtà cambia.
00:48Un'Europa che concentra la sua forza sulle grandi sfide che nessuna nazione può affrontare da sola
00:53e sa farsi da parte dove le nazioni fanno meglio da sole.
00:56Un'Europa grande sulle grandi questioni, discreta su tutto il resto.
01:00E per anni ci hanno detto che per contare in Europa l'Italia doveva rinunciare a difendere i propri interessi.
01:07Abbiamo dimostrato il contrario.
01:09Perché un'Europa forte ha bisogno di nazioni forti.
01:12E si può lavorare per un'Europa più solida e credibile senza smettere neanche per un minuto di difendere l
01:20'Italia con orgoglio.
01:21Ed è con questo orgoglio che ancora una volta andrò a Bruxelles.
01:26Con la stessa determinazione di milioni di italiani che ogni giorno lavorano, producono, innovano e tengono in piedi questa nazione.
01:34Perché a loro dobbiamo un'Europa che li protegga invece di ostacolarli.
01:38E a loro voglio dire che ovunque si decida il loro futuro l'Italia c'è per farsi sentire.
01:45Vi ringrazio.