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Milano, 14 ott. (askanews) - A cento anni dalla nascita di Alik Cavaliere (Roma, 1926 - Milano, 1998), un programma di studi, mostre e nuove acquisizioni nelle collezioni pubbliche offre l'occasione per rileggere il lavoro dell'artista e approfondirne il contributo alla scultura italiana del secondo Novecento. Il 15 ottobre 2026 l'Accademia di Belle Arti di Brera, all'interno del programma ufficiale delle celebrazioni per i 250 anni dell'accademia, ospita 100 Anni di Alik. Cavaliere e la Milano che inventò il contemporaneo, una giornata di studi dedicata all'artista che a Brera si formò e insegnò scultura per oltre trent'anni. Promosso dal Centro Artistico Alik Cavaliere, sede dell'Archivio dell'artista, e curato da Angela Vettese (Università Iuav di Venezia), Fania Cavaliere (Presidente del Centro Artistico Alik Cavaliere) e Giulia Vandelli (Project Manager per il Centro Artistico Alik Cavaliere), l'incontro riunisce storici dell'arte, studiosi e responsabili di istituzioni per restituire la complessità di una ricerca ancora refrattaria a ogni definizione univoca. Fania Cavaliere, figlia dell'artista e presidente del centro artistico introduce l'evento: "Volevo raccontarvi di questo centenario di Alik Cavaliere che era mio padre. Il clou di questa iniziativa forse è questo convegno: guarda non solo ad Alik, ma a quella che è stato la Grande Milano dell'Arte, la Milano che inventò il Contemporaneo . Quello che funzionò è stato proprio il contesto, un contesto di amicizia, scambio, suggestioni e idee".Alla Fondazione Galleria Milano la mostra Viaggio attorno a un tavolo. Alik Cavaliere e Vincenzo Ferrari fino al 16 novembre 2026 approfondisce le opere e le installazioni di Cavaliere, con particolare attenzione alla collaborazione con Vincenzo Ferrari. Bianca Trevisan, docente dell'Università Cattolica del Sacro Cuore e direttrice di Fondazione Galleria Milano: "Lui diceva che realizzava lavori a quattro mani e sottolineava molto questo aspetto. Quello che indagheremo nel convegno, almeno nel mio intervento, è il suo rapporto di collaborazione con altri artisti, nel mio caso specifico Vincenzo Ferrari. Il dialogo è stata una cifra importantissima per Alik Cavaliere che lo ha portato a confrontarsi anche con la fisica, la matematica, la cabala. Ha trattato anche molto il teatro infatti ha realizzato scenografie e teatrini fino ad arrivare ai suoi Surroundings che sono stati dei veri propri environment, delle opere installative di grande formato".Il Museo del Novecento ospita dal 6 ottobre un'installazione composta da tre opere appartenenti al ciclo Gustavo B. (1962), nell'ambito di FOCUS900. Dal 27 ottobre 2026 all'11 gennaio 2027, Palazzo Citterio accoglie Insegnare l'arte: Brera fra moderno e contemporaneo, a cura di Giovanni Iovane e Marina Gargiulo. La mostra include La Porta o Paesaggio e Dintorni (1969-1977) di Cavaliere, mettendone in luce la presenza nella storia artistica di Brera. Nel corso di ottobre 2026, il Comune di Milano è in programma l'acquisizione di Le porte (1989), destinata a Palazzo Reale, con una presentazione pubblica al Museo del Novecento.Allievo all'Accademia di Brera, dove diventò professore di scultura e infine direttore. Gaetano Grillo, artista e allievo di Alik Cavaliere all'accademia: "Alik ha portato a Brera una ventata di grande innovazione: ci ha aperto la mente. Fin dal primo giorno ci ha radunati intorno ad un tavolo con al centro il Capitale di Carl Marx e ha detto - Ragazzi, cominciamo a pensare qual è il ruolo dell'arte nella società di oggi. Alik è sempre stato molto concentrato sulle ragioni fondanti, sui principi, ma è stato anche un uomo che ha creduto nell'intelligenza del fare, nell'intelligenza delle mani. Tant'è che lui ha attraversato tutte le tecniche che poteva attraversare, tutti i materiali, ma non studiati specificatamente e isolatamente, bensì tutti quanti facendoli frullare in questa sua fertilissima immaginazione per cui passare dal bronzo al legno, dalla pietra alla carta, alla luce, al vetro, allo specchio, all'acqua: tutti i materiali, anche i più naturali, si potevano utilizzare".Fania Cavaliere conclude: "È stato un periodo in cui uomini di cultura, non soltanto artisti, vivevano intorno al bar Jamaica a Brera e in cui si facevano discussioni: per cui improvvisamente gli si apre questa finestra sul mondo e loro la rielaborano al punto da diventare loro stessi poi una parte importantissima di quella che è stata l'arte della seconda metà del Novecento".L'appuntamento ha ottenuto il patrocinio di Comune di Milano, Accademia di Belle Arti di Brera, Comune dell'Aquila, Accademia di Belle Arti dell'Aquila, Gallerie d'Italia, CACtUS - Centro Arte Contemporanea dell'Università degli Studi di Milano, Dipartimento di Beni Culturali e Ambientali dell'Università degli Studi di Milano, Comune di Pavia, Middelheim Museum, Museo Arte Ambiente Arena Po, Fondazione Horti, Fondazione Galleria Milano.

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00:00Volevo raccontarvi di questo centenario di Alic Cavaliere che era mio padre.
00:06Il clou di questa iniziativa forse è questo convegno.
00:09Guarda non solo ad Alic ma a quello che è stato la grande Milano dell'arte.
00:15La Milano che inventò il contemporaneo, come dice il convegno.
00:19Quello che funzionò è stato proprio il contesto, un contesto di amicizia e scambio di suggestioni, di idee.
00:27Lui diceva che realizzava lavori a quattro mani e sottolineava molto questo aspetto.
00:33Quello che indagheremo nel convegno, almeno nel mio intervento, è il suo rapporto di collaborazione con altri artisti.
00:40Nel mio caso specifico Vincenzo Ferrari.
00:43Il dialogo è stata una cifra importantissima per Alic Cavaliere che lo ha portato a confrontarsi anche con la fisica,
00:51con la matematica, con la cabala.
00:54Ha trattato anche molto il teatro, infatti ha realizzato scenografie, teatrini, fino ad arrivare ai suoi surroundings,
01:02che sono stati dei veri propri environment, delle opere installative di grande formato.
01:07Alic ha portato a Brera una ventata di grande innovazione.
01:12Ci ha aperto la mente, sin dal primo giorno ci ha radunati intorno ad un tavolo con al centro il
01:20capitale di Carlo Marx.
01:21Si ha detto ragazzi, allora cominciamo a pensare qual è il ruolo dell'arte nella società oggi.
01:27Alic è sempre stato molto concentrato sulle ragioni fondanti, sui principi, ma è anche stato un uomo che ha creduto
01:39nell'intelligenza del fare,
01:42nell'intelligenza delle mani, tant'è che lui ha attraversato tutte le tecniche che poteva attraversare,
01:47tutti i materiali, ma non studiati specificatamente e isolatamente, bensì tutti quanti facendoli frullare
01:55in questa sua fertilissima immaginazione, per cui passare dal bronzo al legno, alla pietra, alla carta, alla luce, al vetro,
02:05allo specchio, all'acqua,
02:07tutti i materiali, anche i più naturali, si potevano utilizzare.
02:11È stato un periodo in cui uomini di cultura, non soltanto artisti, vivevano intorno a Bargiamai, Cabrera in generale
02:19e in cui si facevano discussioni, per cui improvvisamente gli si apre questa finestra sul mondo
02:26e loro la rielaborano al punto da diventare loro stessi poi una parte importantissima
02:33di quella che è stata l'arte della seconda metà del Novecento.

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