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  • 1 giorno fa
È NEI CINEMA di tutto il mondo dal 7 ottobre. In Italia, distribuito da Nexo Studios (qui la lista dei cinema aggiornata), resta nelle sale fino all'11 ottobre. È Queen Budapest (recensione), film evento davvero da non perdere: Freddie Mercury "risorge" nel film concerto restaurato in 4 K che ci riporta al primo live di una band occidentale oltre quella che, all'epoca, chiamavamo la Cortina di Ferro. Era il 27 luglio 1986 al Népstadion di Budapest, tappa del The Magic Tour. Nel comunicato di presentazione si legge: “Oltre agli 80.000 biglietti venduti, si stima che circa 45.000 persone abbiano ascoltato il gruppo dall’esterno dello stadio. Alcuni fan arrivarono persino dalla Russia e dalla Polonia per assistere al concerto”. Eravamo ancora nell'altro mondo, quello della Guerra Fredda, del Muro di Berlino e, appunto, della Cortina di Ferro. Ma la musica, forse per prima, dimostrò che i confini della geopolitica di allora per le giovani generazioni non esistevano.
La produzione fu affidata alla Mafilm, con la regia di János Zsombolyai. Furono coinvolti i più autorevoli direttori della fotografia ungheresi, con macchine da presa dislocate in ogni punto dello stadio e riprese realizzate dall'elicottero. Lo spettacolo fu filmato professionalmente in 35 mm da 17 tra i migliori operatori cinematografici ungheresi. La produzione impiegò 17 cineprese e circa 40 chilometri di pellicola: tutta quella disponibile nel Paese. Alle performance dal vivo si alternano immagini della band e dei fan, insieme a sequenze girate nei cinque giorni precedenti a Budapest, che mostrano Freddie Mercury, Brian May, Roger Taylor e John Deacon vivere la città in alcuni dei suoi luoghi più iconici. L’intera operazione fu approvata dal governo ungherese: un fatto senza precedenti per uno Stato comunista.

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