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Trascrizione
00:00Sempre meno bar sotto casa, sempre più saracinesche abbassate. A Roma la crisi del commercio di
00:05prossimità colpisce anche i locali che per decenni hanno rappresentato un punto di riferimento
00:09nei quartieri. Tra 2019 e 2025 nella capitale hanno chiuso 2827 bar con una riduzione del
00:1630%, un calo tra i più significativi in Italia. A pesare sono soprattutto l'aumento dei costi
00:21di gestione, dagli affitti all'energia, passando per le materie prime, ma anche la riduzione
00:26dei consumi e il cambiamento delle abitudini dei clienti. La situazione è particolarmente
00:30difficile nelle periferie, dove il potere d'acquisto è diminuito e sempre più persone rinunciano
00:35anche alla tradizionale colazione al bar. L'ha sottolineato al Corriere della Sera Claudio
00:39Pica, presidente di Fiepet Confesercenti, evidenziando anche il calo del consumo di caffè nei locali.
00:45E quando chiude un bar, a cambiare non è soltanto il vuoto di una strada, le serrande abbassate
00:50si aggiungono a quelle dei negozi e contribuiscono alla progressiva desertificazione commerciale
00:54dei quartieri, con meno luoghi di incontro e meno servizi a disposizione dei residenti.
00:59A Roma il problema assume però forme diverse a seconda delle zone. Se nelle periferie pesa
01:03soprattutto la contrazione dei consumi, nel centro storico la questione è anche l'elevata
01:08concentrazione di attività, una situazione che ha spinto molti locali a modificare la
01:11propria offerta, trasformandosi in gastronomie, gelaterie o attività capaci di intercettare
01:16una clientela più ampia. Per sostenere il commercio di prossimità, intanto, Confesercenti
01:21ha raccolto oltre 70.000 firme per una proposta di legge ed iniziativa popolare sulla rigenerazione
01:26urbana attraverso le attività commerciali e chiede un tavolo con Roma Capitale e con le
01:30altre istituzioni competenti in materia.

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