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  • 21 ore fa
Roma, 28 set. (askanews) - Nell'intervista rilasciata alla chiusura della tavola rotonda intitolata "Capitale Umano e Intelligenza Artificiale, La sfida delle competenze per la crescita dell'Italia", realizzata da Askanews in collaborazione con Pilat&Partners, Graziano Boni, direttore generale di Ised, mette in luce opportunità e rischi nell'implementazione dell'IA all'interno dei processi aziendali. Se da una parte questa nuova tecnologia rappresenta un acceleratore della produttività individuale, come ad esempio nella realizzazione di contenuti editoriali, dall'altra pone inedite sfide sul fronte di inclusione dei professionisti senior, sicurezza del dato personale e trasparenza dei modelli di addestramento rispetto a eventuali bias cognitivi

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Trascrizione
00:00L'intelligenza artificiale rappresenta un acceleratore importante sia sui temi tecnologici, ovviamente per dare maggiore competitività alle aziende,
00:10ma anche come acceleratore della revisione dei processi organizzativi.
00:15In particolare la competitività delle aziende è data da una parte ovviamente dalla capacità di essere sul mercato,
00:23più competitivi in termini di risorse economiche, di investimenti, di costi, ma dall'altra anche ovviamente di accelerare in maniera
00:32importante il business.
00:34L'intelligenza artificiale può avere sostanzialmente due grandi direttrici, da una parte come opportunità aumentare fortemente il tasso tecnologico delle
00:44persone impiegate,
00:46di tutti quelli che lavorano con l'intelligenza artificiale, accrescendo la produttività da una parte e dall'altra anche rendendo
00:54più veloce il processo di produzione.
00:57Pensiamo a tutto ciò che riguarda le agenzie di comunicazione, i media, tutti quelli che operano nel mondo non solo
01:05della transizione digitale,
01:07ma anche nel mondo produttivo, dove ormai l'EI è uno standard effettivo.
01:11A livello di rischi però al contempo occorre anche considerare tutte quelle che sono le dinamiche che accompagnano l'intelligenza
01:20artificiale,
01:21in particolare dal punto di vista delle risorse il tema dell'EI digital divide, quindi soprattutto della age diversity,
01:32cioè la capacità che hanno i professionisti di accogliere le innovazioni che l'intelligenza artificiale porta
01:40e facendolo in misura diversa. Quindi è chiaro che un cinquantenne ha meno propensione all'innovazione rispetto a un trentenne
01:48e questo crea degli squilibri nelle aziende, è un rischio importante anche dal punto di vista salariale,
01:54ma anche dal punto di vista di formazione, di adozione, di replacement.
01:59Altro tema importante di rischio è legato al mondo della sicurezza, la sicurezza dei dati.
02:04Chiaramente oggi quando parliamo di intelligenza artificiale parliamo molto di intelligenza artificiale generativa
02:11ed è lì che l'addestramento di un motore di intelligenza artificiale, di un motore semantico,
02:17acquisisce una rilevanza perché poi deve essere segregato, deve essere isolato all'interno dell'amministrazione
02:23o messo in sicurezza laddove viene erogato in cloud.
02:27Infine direi che c'è un tema non indifferente, rilevante, che è quello legato alla trasparenza,
02:36quella che in gergo tecnico si chiama l'explanability, cioè la capacità che la costruzione dell'algoritmo
02:43si è resa in una forma assolutamente visibile a tutti.
02:47Che vuol dire questo?
02:49Sostanzialmente l'accertare all'interno della costruzione dell'algoritmo, del suo addestramento,
02:57soprattutto di tutti i modelli che lo compongono dall'LLM alla parte RAG,
03:02che non ci siano all'interno dei, per esempio, bias cognitivi,
03:06cioè che l'algoritmo sia addestrato in un termine di non inclusione di tutti i soggetti
03:12che invece ne potrebbero essere in qualche modo sprovvisti
03:16da un punto di vista di definizione degli standard per tutti.

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