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  • 1 giorno fa
«Inavvertitamente» la produzione di un film a cui lavorava lo scrittore Antonio Manzini, autore della fortunata serie sul poliziotto sui generis Rocco Schiavone, ha ritardato di un giorno l’omicidio del giuslavorista Massimo D’Antona, compiuto dalle Brigate Rosse il 20 maggio 1999 a Roma, sulla via Salaria, dove le vittima abitava.Lo ha raccontato lo stesso Manzini a Pordenonelegge, durante la presentazione del suo ultimo libro «I tramezzini di Rocco Schiavone».«Quella mattina arrivammo sulla via Salaria molto presto con la troupe, erano le 5 - ha ricordato -. Dovevamo girare in una bellissima villa proprio sulla via Salaria, Villa Albani, ma un furgone bianco entrava nell’inquadratura. E allora i tecnici della produzione, abituati a spostare qualsiasi cosa dall’area destinata alle riprese, hanno proprio sollevato di peso questo furgone, dentro il quale erano nascosti i brigatisti, pronti a uscire nel momento in cui D’Antona sarebbe passato di lì, come ogni mattina, per andare al lavoro».«Noi ovviamente non potevamo saperlo, quindi abbiamo iniziato a lavorare - aggiunge lo scrittore - e al termine delle riprese i tecnici hanno rimesso il furgone dov’era. Per la seconda volta lo hanno sollevato con quelle persone dentro, che naturalmente non si sono palesate».Il giorno dopo però, alle 8.13, il professore viene ucciso dal commando di brigatisti formato da Mario Galesi e Nadia Desdemona Lioce, ancora una volta dalle 5.30 nascosti nel furgone Nissan bianco parcheggiato al lato di via Salaria quattro giorni prima insieme a un altro, a due scooter pronti per la fuga delle Br e alle biciclette per le staffette. (Qui l'articolo completo di Michela Nicolussi Moro)

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Trascrizione
00:00E qui si hanno visto, arriva questo gruppo, brutta gente, tipo i geostraici,
00:06quella gente brutta, quindi proprio, andò a un momento questo, boom, no?
00:12Spostano cose senza il permesso, spostano macchine.
00:16Non sto scherzando, una volta che ho girato un film tantissimi anni fa,
00:20a Via Salaria a Roma, in una villa molto bella dove ci si girano i film,
00:25arrivammo e il cancello per entrare c'era un furgone bianco e gli chiedi,
00:31gli hanno spostato a mano i macchinisti, l'hanno spostato a mano, e abbiamo girato, eccetera.
00:37Siamo andati via, il giorno dopo, lì c'è stato un omicidio dell'EBR,
00:42del gius lavorista sulla Via Salaria, e erano là dentro dal furgone l'EBR.
00:46Cioè hanno spostato i brigatisti, tu adesso fai un salto, pensa a quelli dentro al furgone,
00:53e l'avrebbero ucciso quel giorno lì, se non fossimo stati noi presenzi sulla scena.
00:58Ci hanno interrogato tutti, perché c'erano le videocamere,
01:00quando hanno capito che erano dei cinematografari, la polizia ha detto,
01:03beh, buttali via questi, non so ne riparlate.
01:05E quindi a vostra si è vista arrivare sta gente, sulle piste.
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