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  • 3 minuti fa
Trascrizione
00:03Sulla nomina di un rappresentante, diciamo di un inviato dell'Europa, lei sa come la
00:11penso, perché l'ho già proposto, l'ho già detto in diverse occasioni. Formalizzare,
00:16individuare e formalizzare chi parla a nome dell'Europa sarebbe un elemento che rafforza
00:22la posizione europea. E attenzione parlo di Europa e non di Unione Europea, nel senso
00:30che ovviamente credo che nazioni come la Norvegia e come la Gran Bretagna non potrebbero e non
00:36dovrebbero assolutamente essere escluse da questo. Però credo che rispetto a quello che
00:42sta accadendo oggi, in cui in buona fede chiaramente si moltiplicano i formati, si moltiplicano
00:47gli eventi, si moltiplicano gli interlocutori, avere un unico interlocutore in una fase che
00:52è delicata, sarebbe un elemento che chiarifica, che semplifica e che dà forza alla posizione
00:58europea. Dopodiché le formule possono essere le più svariate e io non ho e non ritengo
01:05di avere la soluzione al problema, anche se oggi noi siamo in Norvegia, chiaramente quando
01:11si guarda uno scenario di questo tipo, immaginare personalità che provengono da nazioni di media
01:17grandezza, che sono schierate con l'Ucraina, che conoscono la Russia e che hanno buoni rapporti
01:22con gli americani, credo potrebbe essere ad esempio utile e interessante, ma questo
01:29è un tema che dal mio punto di vista l'Europa deve affrontare e risolvere, serve a un certo
01:35punto che ci sia l'ufficialità su chi ha in carico questo dossier e chi parla a nome
01:40anche degli altri, perché altrimenti rischiamo di indebolire e non di rafforzare la nostra posizione.
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