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Trascrizione
00:17Dal 1945, Faled Distillerie racchiude l'anima autentica della bassa parmense e delle terre
00:24verdiane in ogni singola bottiglia. Tutto ha inizio a Rocca Bianca, grazie all'intuizione e alla passione
00:30del Cavalier Mario Scaltriti. Da allora trasforma la tradizione in un'arte liquida da sorseggiare
00:36lentamente. Dai caratteristici infusi locali, come nocino, bargnolino e sburlon, alle ricercate
00:42grappe monovitigno e barricate da vitigni del territorio, fino all'alcol puro per l'uso
00:47casalingo. Qualità, storia e passione, rigorosamente made in Emilia.
01:02Giuseppe, sono già passati più di 80 anni. Raccontaci un po' questa bella favola.
01:07La favola è giustamente iniziata nel 1945. L'azienda l'ha fondata mio padre, sempre al fianco di mia
01:13madre, tant'è che l'anno scorso, nel 2025, abbiamo festeggiato gli 80 anni e la comunicazione che
01:20abbiamo fatto per questo evento, questo momento, abbiamo iniziato da chi erano i veri testimoni
01:27della fondazione dell'azienda, per cui i nostri genitori. Quindi, nella comunicazione che abbiamo
01:32fatto, abbiamo rappresentato il giorno del matrimonio dei nostri genitori, perché sono stati quelli che
01:39hanno fondato l'azienda. Per noi è stato un momento molto importante, anche per compattare
01:50la nostra azienda con i nostri collaboratori. Abbiamo coronato il tutto con una cena nel
01:56castello, nel cortile del castello, dove c'era una tavolata lunga 40 metri ed erano tutti attorno a questo
02:03tavolo e così abbiamo festeggiato l'evento. Quindi una bella storia di famiglia che è essenziale
02:10avere una famiglia alle spalle che fonda l'azienda e che viene proseguita poi dai figli. Noi siamo
02:15abituati a pensare ed immaginare alla Faled come l'azienda che produce il classico nocino, bargnolino
02:22o limoncino nella iconica bottiglia, ma mi pare di vedere dall'esposizione che hai che in questi ultimi
02:30anni avete puntato anche su altri licuori. Diciamo che la distilleria Faled nasce come
02:36distilleria di grappa, quindi uno dei prodotti principali, pur essendo una zona non boccata
02:43alla grappa, perché insomma non siamo nelle zone veneto-piemontesi, però nonostante tutto
02:49abbiamo ad esempio il Piacentino e il Piemonte che non sono lontanissime, per cui c'è la materia
02:54prima per la grappa. In Italia la grappa viene prodotta principalmente nelle regioni del nord,
02:59storicamente legate alla tradizione della distillazione, con il Veneto, il Trentino
03:04Alto Adige e il Piemonte, che detengono la stragrande maggioranza delle distillerie attive.
03:09Qui siamo proprio alla fine del processo di distillazione, dopo che abbiamo fatto un di
03:14passaggi nelle nostre colonne con scarti, teste, code, arriviamo al cuore del distillato
03:19e qui abbiamo proprio il distillato. La grappa, c'è dentro un alcolometro perché la grappa
03:24deve essere al massimo 86 gradi, la gradazione deve avere come riferimento di temperatura
03:29ambiente di 20 gradi. Se non ci sono, poi ci sono delle tabelle di compensazione, diciamo
03:34che il concetto noi distilliamo attorno ai 80 gradi e il massimo che deve avere la grappa
03:39sono 86 gradi, se no non è grappa. Sembra incredibile vedere un impianto così grande,
03:46così gigante e che alla fine del processo di lavorazione l'estratto è una fontanella
03:52veramente piccola, quindi è una dimostrazione di quanto possa essere costoso anche produrre
03:58grappa. La fine del processo di lavorazione è veramente una fontanella così, sembra un giocattolo.
04:04Senza entrare troppo nel tecnico, logicamente la vinaccia fra le materie agricole non è
04:10quella più ricca di alcol, per cui effettivamente ne esce proprio poco. Giusto per dare due parametri,
04:17noi distilliamo circa 500-600 quintali al giorno e otteniamo circa 3000 litri di grappa al giorno.
04:23Poi il nostro è un impianto piccolo, per cui la quantità di grappa che noi riusciamo a estrarre
04:28è in proporzione all'impianto che abbiamo. Immagino che invece distillando del vino, quindi
04:33facendo l'acqua vita e la resa sia superiore con un impianto del genere.
04:37Sì, poi ci sono altre materie agricole, le cereali oppure il melassa delle barbabietole
04:42che sono molto più ricche di vino, però per fare la grappa ci vuole la vinaccia prodotta
04:47in Italia e distillata in Italia, altrimenti non è grappa.
04:51Secondo le normative europee e italiane il nome grappa può essere applicato esclusivamente
04:56a un distillato di vinaccia ricavato da uve prodotte e vinificate sul territorio nazionale.
05:10Dall'arte della distillazione alla maestria dell'infusione, il percorso della distilleria
05:15artigiana ad un certo punto si evolve. Dopo anni dedicati a catturare l'essenza dei vitigni
05:21attraverso una grappa dal carattere deciso e raffinato, il Cavalier Scaltriti scelse di
05:25esplorare nuovi orizzonti sensoriali. Un passaggio che rappresenterà l'incontro tra il rigore della
05:30tradizione distillatoria e la creatività della licoristica territoriale.
05:34Il concetto dei licori è nato con le ricette dei licori fatti in casa, quindi partendo dal
05:42nocino, poi c'è stata l'intuizione di allargare la linea a licori fatti in casa, oltre al nocino,
05:50il bargnolino, lo sborlon, fatto con le mele cotogne, il limoncino, la cannella, l'arancino,
05:58la liquirizia e tanti altri prodotti che hanno costituito una vera propria linea, dandogli
06:03con la bottiglia classica a forma panciuta un'identità molto forte, tant'è che nella provincia
06:10di Parma molto probabilmente siamo più noti per la bottiglia tipica del nocino che non
06:17per tutto il resto.
06:21Il design bombato e arrotondato non è affatto casuale. La forma panciuta della bottiglia
06:27è stata concepita per evocare visivamente la rotondità dei frutti da cui questi licuori
06:31traggono origine. La noce acerba per il nocino e la bacca del prugnolo selvatico per il bargnolino.
06:37La famosa bottiglia Fallet, quella che da sempre contraddistingue la vostra produzione.
06:42Siamo al momento dell'imbottigliamento ed è pronto per il consumo.
06:46Abbiamo una linea che è assolutamente automatica, vuol dire che arriva il pallet, viene scaricato
06:52automaticamente, c'è un lavaggio prima della bottiglia, viene confezionato e poi viene
06:57palletizzato alla fine. È una linea che fa normalmente con bottiglie standard circa 10-12
07:04mila bottiglie giorno. La bottiglia di nocino è una bottiglia complicata. C'è una sorta
07:08di manualità, quindi questo riduce abbastanza le produzioni, però giustamente è una delle
07:14bottiglie che ci caratterizza di più. Un dato, il fatturato della bottiglia di nocino è
07:19il 20% dell'azienda, ma immagino che ci dia una notorietà per l'80%.
07:25Questo a sancire è anche proprio una filiera completa. Arriva la vinaccia, esce la bottiglia
07:31senza nessun altro tipo di intervento esterno.
07:35Qui avviene tutto all'interno, se parliamo di distillati abbiamo visto la grappa e quindi
07:41c'è il processo integrato, però anche nel caso del nocino c'è il processo integrato
07:46nel senso che noi facciamo l'infusione e poi si arriva fino alla bottiglia.
07:58Ecco, a proposito di nocino, notavo che sempre nella stessa bottiglia iconica c'è anche
08:04il nocino riserva. Spiegami qual è la differenza dal nocino normale.
08:08Come ogni azienda che fa prodotti tradizionali, si cerca poi di fare delle innovazioni che vadano
08:15verso l'aspetto qualitativo. Quindi nel nocino riserva noi ritroviamo un prodotto che è
08:21invecchiato minimo due anni, mentre l'altro arriva fino a un anno. Questo è un minimo due anni.
08:32E poi abbiamo allargato la gamma ad altri prodotti perché abbiamo degli interlocutori che esigono
08:39anche una componente di servizio. Quindi oltre la grappa e i licori diamo altri prodotti per
08:45completare la gamma che costituisce il servizio. Oltre il marchio Faled abbiamo diversi marchi
08:51e diciamo che il più qualificante che è distribuito per il canale Orica è la linea
08:57Spirito Verdiano. Spirito Verdiano rappresenta il territorio di Verdi, quindi Parma e Piacenza.
09:12Territorio Verdiano che cosa c'entra in sostanza nella produzione?
09:15Chi è fondato qui l'azienda, quindi mio padre, l'ha fondata in un territorio che se vogliamo
09:22è anomalo per la distillazione. Dal momento che siamo nella zona del Culatello, siamo nella
09:27diopi nel Culatello. La seconda generazione ha cercato di valorizzare un po' il territorio
09:32tramite anche la distillazione, inventando un marchio che si connota fortemente sul territorio
09:38che è Spirito Verdiano, che di fatto è un territorio di Parma e Piacenza. E addirittura ci siamo
09:44inventati di imbottigliare la nebbia. Dal momento che la nebbia serve per il Culatello abbiamo fatto
09:50una grappa che si chiama grappa delle nebbie, oltre a fare poi i vitigni di zona tipo la Malvasia,
09:55la Fortana, che è il tipico vitigno che cresce nei terreni sabbiosi, la Gotturnio che viene
10:01nel Piacentino. Abbiamo fatto grappe bianche barricate fino a 100 mesi, quindi abbiamo cercato
10:07di dare una connotazione a una distilleria anche se fuori zona.
10:18La linea Spirito Verdiano va ben oltre la pur eccellente selezione di grappe, aprendosi a produzioni
10:24esclusive e di grande carattere. Parliamo di pezzi da collezione come il brandy invecchiato
10:29fino a 40 anni, il nocino custodito per oltre sei anni e il bargnolino con più di due anni
10:34di invecchiamento, senza dimenticare l'unicità di mono vitigni storici come la Fortana e la Fogarina.
10:40Una visione strategica, quella di Faled, che ruota attorno a un pilastro identitario su cui
10:45Giuseppe Scaltriti non accetta compromessi. Noi siamo fortemente legati al territorio,
10:50quindi si cerca di sottolineare anche il territorio a cui veniamo, per cui diciamo che
10:55oltre a vendere distillati e licori vendiamo anche la nostra appartenenza al territorio.
11:04Concetto chiaro e condivisibile Giuseppe, tra pochissimo torneremo ad esplorare le radici
11:09della terra di Verdi per svelarvi altre chicche di questa straordinaria realtà produttiva.
11:15Giusto il tempo di lasciare invecchiare questo blocco pubblicitario e torniamo.
11:18A tra poco.
11:32Riprendiamo la visita alla Faled di Rocca Bianca con un approfondimento sulla grappa.
11:36Nel fuorionda Giuseppe ha condiviso con Bonfiglio un passaggio cruciale per l'eccellenza del distillato,
11:42l'arte dell'affinamento.
11:44Nel disciplinare della grappa il fattore tempo è una colonna portante, normato con estrema rigidità.
11:49Appena abbandona l'alambicco, infatti, il liquido è una sferzata d'energia pura a 75-80 gradi,
11:55ricca di spigoli e asperità.
11:57Il riposo diventa così un rito necessario.
12:00Serve applicare l'irruenza alcolica, stabilizzare gli aromi e restituirci un prodotto di sovrana piacevolezza.
12:05Mi hai parlato di affinamenti.
12:08Tre anni, sei anni, vent'anni.
12:11Gli affinamenti intendi in basche d'acciaio, botti di rovere, botti grandi.
12:15Come lo fate l'affinamento?
12:16Se parliamo di distillati, all'inizio degli anni 70 mio padre ha comprato il castello
12:24perché qua siamo nella zona della bassa, quindi pianura assoluta.
12:29Dalle altre parti ricavano le cantine dentro le grotte, vanno a scavare.
12:34Qui se uno scava trova l'acqua.
12:36Quindi c'era l'occasione di avere un castello mezzo disabitato, con dei muri a un metro e mezzo.
12:43C'era il clima ideale per fare cantine di invecchiamento.
12:46Per cui in tutto il perimetro del castello è stato riempito di botti di rovere.
12:51Per circa 30 anni è stata la cantina di invecchiamento dei distillati.
12:55Mentre ci sono altri prodotti, tipo il nocino, che invecchiano col tempo.
13:00Quindi non è richiesto un contenitore particolare, ma va bene anche in bottiglia.
13:05Quindi l'invecchiamento, nel caso specifico del nocino, avviene in bottiglia.
13:08Probabilmente il nocino ha già una parte tannica talmente consistente
13:13che metterlo nel legno si andrebbe a concentrare ancora di più questa componente
13:18che probabilmente in bottiglia o in acciaio non ha bisogno.
13:22Diciamo che di botti ne abbiamo e ne avevamo in abbondanza,
13:25per cui in tempi passati delle prove con legno sono state fatte.
13:29Però il risultato poi che abbiamo visto è che l'invecchiamento migliore avviene in bottiglia col tempo.
13:35Mentre invece per quello che riguarda le grappe distillate, mi dicevi che avete le botti all'interno del castello.
13:40Sono botti da 220 litri? C'è la classica barrica oppure sono botti più grandi?
13:45Noi abbiamo avuto la cantina dentro il castello fino all'inizio degli anni 2002.
13:50Dopodiché, per adeguamenti che non si potevano fare in un castello, abbiamo fatto una cantina nuova
13:56in cui abbiamo riportato parti delle botti che erano nel castello e parti che sono state acquistate.
14:02Due tipologie, botte grande e la barrica.
14:04Facciamo grappe invecchiate da botte grande e anche da barrica.
14:08L'invecchiamento in botte prevede una ossigenazione del prodotto e di conseguenza anche un calo.
14:14Oltre ad avere una parte strutturale importante, il prodotto ha anche un calo, corretto?
14:20Purtroppo c'è la famosa parte degli angeli in cui hanno fatto anche un film
14:25e che si verifica in tutti i distillati. In quello parlavano di whisky pregiati, ma si verificano anche nei brand
14:33e nelle grappe.
14:33Più o meno che calo ha annualmente?
14:36Diciamo che ci sono dei cali consentiti che con il clima giusto si riesce sempre a rimanere in questi ambiti.
14:43Si ha una perdita di prodotto, però è un prezzo che bisogna pagare per l'affinità.
14:48Mentre invece la parte cromatica ambrata viene data dal legno, non tanto dall'invecchiamento.
14:53Questo è il legno che cede un tannino e di conseguenza si colora il distillato.
14:59C'è un osmosi fra il distillato e la botte. Le nostre proposte sono per un colore naturale dato dal
15:07legno.
15:08Organoletticamente un prodotto affinato a lungo, per sei anni per esempio, rispetto a un prodotto fresco, quale differenza ha?
15:16Viene smussato le asperità e risulta un prodotto molto più morbido.
15:21Quindi viene meno un po' l'acidità, la parte più spigolosa.
15:25Si, viene meno la parte spigolosa.
15:35Per parlare della novità siamo nella parte più storica dell'azienda. Giuseppe raccontaci.
15:40Sì, dicevamo prima del castello che è stato acquisito negli anni 70,
15:43dei cantini non ci sono più dagli anni 2000. Con la mostra del parmigianino nel 2002-2003 è diventato un
15:51museo.
15:52Per cui è stato creato un percorso museale in cui troviamo anche un piccolo museo della distillazione e poi facciamo
15:59eventi.
16:00Diciamo che da 17 anni facciamo Culatelle Jazz, che è probabilmente l'evento più famoso della bassa.
16:08Facciamo un concerto con la cena a base di Culatello, sempre come dicevamo prima per sottolineare l'integrità col territorio,
16:15che è una nostra bandiera che portiamo avanti.
16:19E con il Culatello tu abbineresti anche un long drink fatto con i tuoi liquori?
16:23Beh, diciamo che il Culatello è molto versatile, per cui ci sta benissimo anche un cocktail,
16:29insomma, parlando di Negroni, parlando di mito, oppure, vabbè, poi lo vedremo meglio,
16:35abbiamo un prodotto nuovo che si chiama Notte Rosa, che è molto mixabile perché ha dei profumi molto intensi,
16:41per cui collegato al Culatello, probabilmente abbinato con un gino o qualcosa che crea contrasto con l'aperitivo Notte Rosa,
16:51ci sta con un gusto forte come il Culatello.
16:54Ah, io sono proprio curioso di assaggiarlo.
16:56Beh, guarda, è un piacere fartelo assaggiare.
16:58Prima di placare la curiosità di Bonfiglio sulla Notte Rosa e svelare i nuovi progetti di Casa Faled,
17:03rendiamo ancora omaggio agli 80 anni di attività dell'azienda di Rocca Bianca,
17:07facendoci raccontare come è nata e come si è evoluta questa affascinante realtà del nostro territorio.
17:17Nel 1945 tuo padre ebbe l'illuminazione di distillare la vinaccia, quindi di cominciare a produrre grappe.
17:23Come le è venuta questa illuminazione?
17:26Aveva una formazione, una cultura che veniva da quel mondo.
17:29Lui faceva il funzionario in una distilleria che c'era a Fidenza.
17:32Dal momento che giustamente ognuno sceglie se intraprendere cose personali,
17:38diciamo che l'unica ricchezza che aveva era proprio la capacità di intraprendere.
17:42Per cui ha recuperato, mi diceva, dei contenitori che aveva trovato, che avevano abbandonato per la guerra,
17:49e aveva costruito questa sorta di impianto di distillazione che era proprio nata nella piazza del paese.
17:54Dopodiché, rimasta lì dal 1945 al 1950, ha fatto un edificio nuovo con la distilleria
18:02e dal momento che aveva grandi risorse personali, non aveva la capacità di investire più di tanto,
18:11il primo fabbricato che ha fatto era senza tetto perché non aveva i soldi per fare il tetto.
18:22Quindi da una piccola distilleria nella piazza del paese, un nuovo stabilimento che hai appena raccontato,
18:28poi alla fine degli anni Sessanta ci fu una svolta, c'è l'acquisto del castello di Roccabianca
18:33dove ancora oggi è un po' il simbolo dell'azienda e sicuramente anche il simbolo del paese.
18:38Questo castello era di una proprietà di una famiglia bresciana che si chiamavano Facchi.
18:44Hanno avuto degli eredi, sono venuti a Roccabianca, oltre al castello hanno ereditato una corte
18:51e all'inizio mio padre aveva affittato da loro un magazzino per l'invecchiamento dei prodotti.
18:57Poi dal momento che il castello a loro non interessava più di tanto e qui ci sono dei muri a
19:02un metro e mezzo
19:03per cui i clima, gli sbalzi climatici sono ideali per l'invecchiamento dei distillati,
19:10è arrivato a comprare il castello e dall'inizio degli anni Settanta fino agli anni Duemila
19:15il castello di fatto è stata la cantina dell'azienda.
19:22Il percorso museale del castello di Roccabianca, noto anche come Rocca dei Rossi, offre un affascinante viaggio nel tempo
19:29che unisce la storia rinascimentale, i cicli pittorici boccacciani e l'antica tradizione enogastronomica della Bassa Parmigiana
19:36costruito intorno alla metà del Quattrocento da Pier Maria Rossi per l'amata Bianca Pellegrini.
19:48L'itinerario guidato si snoda su tre livelli principali, il piano terreno, il piano nobile e il sottotetto.
19:54Il castello fa parte del circuito dei Castelli del Ducato ed è visitabile regolarmente da marzo a inizio dicembre.
20:01La visita è esclusivamente guidata e dura circa un'ora.
20:04Al termine è inclusa una degustazione finale di prodotti Faled e tipicità gastronomiche locali.
20:10Giuseppe, al di là della notte rosa quali sono le altre novità dell'azienda?
20:13Facciamo un passo indietro.
20:16Diciamo che Faled, che è il marchio storico, è coniugato in diversi marchi di linea.
20:22Per cui l'ultima nata è per ingiovanire un po' l'aspetto dei prodotti e del consumo, seguire un po'
20:29più le mode.
20:30Per cui abbiamo fatto una linea che si chiama Carlitos Bartender, in cui abbiamo dei prodotti cotte già pronti,
20:38tipo Negroni e Mito, Mito e Milano-Torino. Abbiamo un bitter, abbiamo due rum, uno invecchiato e uno no, che
20:46arrivano da Cuba, ma li invecchiamo noi.
20:48E poi abbiamo una grappa di amarone barricata e l'ultima è una notte rosa.
20:54L'invecchiamento al castello non c'è più.
20:57Sono rimaste delle botte rappresentative per il percorso di visita, però siamo in un ambito in cui i licori sono
21:03sottoposti a controllo di accisa.
21:05Quindi qui non è più possibile, perché noi abbiamo una filiera che è controllata dallo Stato per il pagamento della
21:12Cise.
21:13Quindi noi abbiamo una cantina a parte controllata dallo Stato, sia come aspetto fiscale che anche come invecchiamenti che l
21:20'abbiamo fatta nell'azienda.
21:22Una volta era qui, l'abbiamo portata in azienda.
21:25La grappa di amarone e i due rum barricati, anzi un rum barricato e l'altro bianco, sono invecchiati nella
21:32cantina dell'azienda in barrica.
21:41Per quello che riguarda i cocktail, il Mito, il Negroni, queste cose che sono già cocktail pronti, mentre invece abbiamo,
21:47vedo, un po' di gin.
21:48Parlavamo prima di territorio, diciamo che il gin è uno dei distillati più di moda e quindi anche noi abbiamo
21:55voluto inserirci in questo ambito e l'abbiamo fatto sempre partendo dal territorio.
22:00Per cui abbiamo un gin secco, un London Dry, che l'abbiamo denominato un po' di gin, richiamando il fiume
22:07Po, perché siamo a due chilometri dal Po, quindi ancora una volta rimarchiamo alle nostre origini e alle nostre radici.
22:14Giuseppe, torniamo un attimo sulla notte rosa, che peraltro fra poco vedremo un barman che ci preparerà una cosa esclusiva
22:20con questo nuovo prodotto.
22:22Raccontaci un po' che cos'è.
22:23Per ingiovanire cerchiamo sempre di innovare con dei gusti rivolti verso i giovani.
22:30Questo è un aperitivo a bassa gradazione, quindi 14 gradi, che si può bere tal quale.
22:35Si può bere anche nel gin tonic per dare flavor al gin tonic, oppure noi lo consigliamo nello spritz al
22:42posto dell'Aperol, oppure è versatile per miscelazioni varie.
22:47Diciamo che la base è popelmo rosa, più dei frutti esotici, per cui è un aperitivo piuttosto complesso, molto profumato
22:57e molto versatile per l'aspetto cocktail.
23:00Diciamo che può essere considerato un tocco di estate anche quando non sei in estate.
23:05Il nome notte rosa richiama la riviera romagnola e quindi diciamo che la riviera romagnola nel significato è già far
23:16festa.
23:16Quindi il concetto notte rosa d'estate è facciamo festa con la notte rosa.
23:21La notte rosa è una delle più grandi manifestazioni estive italiane, nota come il capodanno dell'estate.
23:27Nato nel 2006, l'evento trasforma oltre 170 chilometri di costa della riviera adriatica, principalmente in Emilia Romagna, ma estendendosi
23:35fino alle Marche, in un immenso palcoscenico a cielo aperto.
23:38Ma chi l'ha detto che per vivere quella magia bisogna per forza arrivare al mare?
23:42Il palcoscenico che vi mostriamo oggi è decisamente più contenuto, ma l'effetto è altrettanto travolgente.
23:48Siamo a Parma, a Barriera Repubblica. È qui che il Simple Bar ha racchiuso lo spirito della festa in un
23:54bicchiere.
23:54Un cocktail d'autore, griffato e coloratissimo, pronto a farvi viaggiare con il gusto.
24:05Quando si dice notte rosa si pensa a una festa. Una festa che dura tutta la notte, ma non c
24:10'è una festa che dura tutta la notte senza un buon bere.
24:13Quindi l'azienda Faled ha creato questa bevanda aromatizzata al pompelmo che tu Francesco ci proporrai per comporre un cocktail,
24:23che però magari ci dirai anche come fare molto più semplicemente se uno non ha un'attrezzatura professionale, anche semplicemente
24:30aggiunto a un gin tonic.
24:31Ma oggi cosa ci prepari?
24:32Oggi vi preparo il mio cocktail che ho chiamato Flamingo. In spagnolo vuol dire fenicottero rosa e mi sono ispirato
24:40un po' a questo grazie al prodotto notte rosa.
24:44Per le sue note belle aromatiche, agrumate, con un retrogusto tropicale.
24:50Oggi mettiamo 45 ml di notte rosa, 15 ml di succo di lime estratto.
25:02All'interno poi mettiamo un tocco di vodka, non è esagerato, un paio di gocce di FIFOM, un addensatore vegetale
25:13e il tutto lo shakeriamo.
25:23Francesco, tu in quale occasione consigli di degustarlo?
25:25Ma questo cocktail è stato creato apposta per essere da aperitivo, però è anche un ottimo after dinner.
25:34Un after dinner accompagnato da qualcosa da mangiare oppure così sempre?
25:38Può essere anche un after dinner accompagnato da un dessert, si può accompagnare tranquillamente anche a qualcosa di più salato.
25:48Quindi ha una base comunque un po' dolce?
25:50Si.
25:50Ha una base leggermente dolce?
25:52Una base leggermente dolce e adesso lo andiamo a ultimare con un aria al basilico.
25:57Un aria al basilico che viene preparata?
26:00Che viene preparata all'interno sempre con il nostro FIFOM e un addensatore vegetale e poi un cordiale al basilico
26:07che facciamo noi.
26:07A questo punto Francesco lo voglio proprio assaggiare. Il colore è bellissimo, ha questa spuma che è molto invitante e
26:13sembra anche molto dissetante.
26:17La spuma dell'aria al basilico serve per rinfrescare e sposarsi bene con le note grumate.
26:24Fantastico perché è alcolico ma non è troppo pesante, ha questa vena grumata che lo rende anche molto dissetante.
26:30Bello fresco d'estate, una gran bella invenzione.
26:34Grazie.
26:35Questa Francesco è la tua versione più tecnica della preparazione di un cocktail, ma come potremmo utilizzare questo note rosa
26:42in un modo anche più semplice?
26:44In un modo più semplice lo possiamo utilizzare facendo anche un classico spritz o altrimenti un classico gin tonic che
26:50dà comunque la nota aromatica molto agrumata.
26:54Nello spritz tu lo metteresti al posto dell'aperol o del campari oppure aggiungeresti questo oltre all'aperol e al
27:02campari? Come dosaggi che cosa consigli?
27:04Come dosaggi io per valorizzare notte rosa e la sua componente agrumata lo metterei al posto di aperol o campari.
27:12Lo utilizzerei come prodotto principale per dargli proprio l'importanza degli agrumi e del retrogusto aromatico tropicale.
27:21Dopodiché si aggiunge il prosecco e la soda per ultimare e per avere anche uno spritz bello rosa corposo diverso
27:29dal solito.
27:30A differenza invece del gin tonic dove non andremmo a togliere il gin completamente ma andremmo ad aggiungere una parte
27:36di notte rosa magari tenendo appena un po' più basso il dosaggio del gin?
27:39Esatto, possiamo trovare un gin un po' più neutro anziché andare su un gin particolare si può utilizzare un gin
27:46più tranquillo come aroma del gin proprio e poi si utilizza notte rosa per aromatizzare con gli agrumi e renderlo
27:56più particolare.
27:56Un'ultima curiosità ma si potrebbe bere anche in purezza a un senso o a diciamo caratteristiche per le quali
28:03deve essere per forza miscelato?
28:05Per me si potrebbe utilizzare anche semplici in purezza basta servire la temperatura ghiacciata ed è perfetto con uno zest
28:12di pompa elmo rosa perfetto.
28:14Si chiude qui questo spazio dedicato alle grandi firme del nostro territorio oggi abbiamo celebrato la storia e l'innovazione
28:21di Faled Distillerie nel prossimo episodio continueremo il nostro viaggio tra i sapori e la tradizione scoprendo da vicino l
28:28'eccellenza della branchi prosciutti e la cura che si nasconde dietro ogni loro singolo prodotto alla prossima storia quindi
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