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  • 2 giorni fa

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Trascrizione
00:04Il caso Revolut che ha riacceso l'attenzione sulla sicurezza secondo le ultime ricostruzioni,
00:12una PEC proprio di un ente pubblico italiano, la prefettura di Reggio Calabria, sarebbe stata
00:17utilizzata abusivamente per ottenere i dati riservati dei clienti della fintech. E allora
00:23come possiamo proteggerci quando anche una comunicazione apparentemente affidabile può
00:29nascondere un inganno? Ne parliamo con Alessio Aceti, CEO di HVG Sababa, azienda italiana che
00:37offre servizi, soluzioni e consulenza proprio in ambito cyber security. Benvenuto Aceti.
00:44Buonasera, sì esattamente, come proteggerci è proprio la domanda secondo me chiave qui,
00:50no? Nel senso che oggi cominciamo a ricevere comunicazioni come in questo caso i colleghi
00:56di Revolut hanno ricevuto una comunicazione che aveva tutte le caratteristiche per essere
01:00legittima, voglio dire arrivava da un mittente legittimo, apparentemente legittimo, da un
01:07dominio sicuro su una PEC che ricordo è insomma una casella di posta elettronica comunque
01:12certificata e quindi quella comunicazione è stata considerata buona e hanno risposto con
01:19le informazioni che gli sono state richieste. Ci capiterà insomma oggi con, anche con intelligenza
01:26artificiale, con i deepfake, con le possibilità che gli attaccanti hanno, secondo me è fondamentale
01:32verificare il mittente, cioè la digitalizzazione ci aiuta a essere più efficienti, a lavorare
01:37più veloce, ma una cosa che dobbiamo fare per essere certi al 100% di parlare con chi
01:42dice di essere è alzare il telefono, usare un contatto noto e non quello nuovo da cui
01:48ci arriva la comunicazione. Pensiamo anche che la PEC può sembrare uno strumento più
01:54sicuro, in realtà la PEC è uno strumento come se fosse una raccomandata e più autenticato,
01:58cioè ci dice che un certo messaggio è stato non solo mandato, ma ci certifica che questo
02:03ricevuto è aperto, ma questo non ci dice che è più sicuro, perché? Perché l'accesso alla
02:07PEC, esattamente come l'accesso a un altro account di qualsiasi cosa, è protetto da un
02:13nome utente, una password e magari un altro fattore di autenticazione, esattamente come
02:18qualsiasi altro account e quindi se il sistema è anche sicuro ma l'utente per errore inserisce
02:24la password su un portale che finge di essere il login della PEC stessa, condivide l'account,
02:30pensiamo una piccola azienda, magari una PEC sola, la guardano in 5 e tutti e 5 hanno
02:34una password, la scrivono da qualche parte, non sicura, per cui il fatto che la PEC sia
02:39più sicura è una finita sicurezza, la PEC certifica che la mail è mandata e è arrivata,
02:43ma non è più sicura in automatico, diciamo.
02:48Ecco, allora come possono difendersi le imprese, soprattutto le più piccole che non hanno
02:54grandissimi sistemi per poter schermare i dati sensibili dei dipendenti? Quali misure
02:59concrete servono? Allora, innanzitutto serve portare l'attenzione sulla sicurezza informatica
03:06al management dell'azienda. Se io penso a una piccola azienda produttiva che magari ha
03:11un piccolo capannone, un po' di operai e 10 impiegati con un po' di PC, probabilmente
03:17l'amministratore delegato entra nel merito di come quel capannone viene protetto, allarme,
03:22i sensori, le telecamere. Ecco, bisogna entrare anche nel merito della sicurezza informatica
03:27e di come vengono protetti quei dati. Non si può delegare quell'onere di quella sicurezza
03:33a magari una persona che ha potuto fare e mi segue dal toner finito della stampante
03:37alla sicurezza informatica. Questo sicuramente è un punto. La sicurezza informatica deve avere
03:43un'importanza, diciamo, visibile al management. E peraltro la direttiva NIS2 proprio specifica
03:51questo tema ed impatta un sacco di aziende su un sacco di filiere. Poi sicuramente l'altra
03:56cosa è avere un monitoraggio. Anche se io sono una piccola azienda, come ho la guardia
04:03giurata della società esterna che di notte fa il giro dei capannoni e controlla tutto
04:07a posto, uguale dovrò avere una società esterna che mi fa un monitoraggio dei miei eventi di
04:13cyber sicurezza per accorgersi che di fatto c'è qualcosa che evidentemente non va. E l'ultima
04:20cosa, quella più importante, è la consapevolezza. La formazione e la consapevolezza. Cosa vuol dire?
04:25Vuol dire avere dei processi, vuol dire controllare quello che ci arriva, vuol dire avere le persone
04:31formate costantemente, come ci formiamo, che ne so, sulla legge 231, come ci formiamo sulla
04:37sicurezza fisica dei lavoratori, sulla sicurezza sul lavoro. Bisogna che tutti i colleghi che usano
04:42un pc o un macchinario comunque connesso alla rete siano formati sulla sicurezza e quindi
04:48sappiano che ci sono delle truffe, sappiano che ci sono delle frodi, sappiano che ci sono
04:52degli attaccanti e siano consapevoli che quando ricevono qualcosa devono essere comunque
04:57di default scettici.
05:00Grazie ad Alessio Aceti di essere stato con noi e di averci fornito anche degli utilissimi
05:07suggerimenti.
05:08Grazie.
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