00:00Negli ultimi anni è cresciuta molto l'attenzione a delle imprese agricole verso la gestione del rischio
00:05e il riso rappresenta uno degli comparti più avanzati.
00:08Perché oggi a un'impresa conviene scegliere una polizia assicurativa?
00:12Quanto è stato fatto in questi anni per rendere il sistema più efficace e accessibile?
00:16E quanto hanno contribuito il Ministero dell'Agricoltura, Ismea,
00:20a costruire questa nuova cultura della prevenzione e della proiezione dell'edito?
00:24È fondamentale prevenire il rischio perché con i cambiamenti climatici,
00:29con le fitopatologie che si registrano in questi anni, bisogna avere la certezza dei raccolti.
00:35Il riso ha un grande valore aggiunto, concentrato in poche regioni.
00:40Noi siamo i primi produttori, oltre il 50% del riso europeo, 620.000 tonnellate.
00:45Il 75% è assicurato, quindi significa che i risicoltori italiani hanno una grande sensibilità da questo punto di vista.
00:52Ismea favorisce la sinergia fra pubblico e privato perché gestisce il fondo di riassicurazione
00:57finanziato appunto dal Ministero dell'Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste
01:01e siede nel Consorzio di Riassicurazione.
01:04Che cosa significa?
01:05Sviluppare polizze multirischio sempre più attinenti ai reali bisogni dei risicoltori.
01:10Quindi non soltanto il vecchio spauracchio, sempre attuale, della Grandine,
01:14ma anche i nuovi problemi, come la siccità.
01:16Aumentando la platea degli assicurati si abbassano i premi,
01:19si protegge maggiormente la cultura e si tutela quello che è una vera medaglia del Made in Italy, il riso
01:24italiano.
01:24Ha citato uno strumento, il CEVI, che stiamo sviluppando.
01:28Osservazione quindi del suolo, del territorio, dello stato di salute e delle culture.
01:32È indispensabile sapere dove sono collocati i rischi proprio per far sì che si possa agire in via preventiva.
01:40Sono due i grandi pilastri.
01:41La gestione preventiva, quindi difendersi prima e poi l'assicurazione dopo
01:45e quindi risarcire eventualmente il danno che si è subito.
01:49Oltre a questo degli strumenti originali italiani.
01:52Lei citava Agricat, che è un fondo mutualistico.
01:55Agricat copre le tre catastrofali e quindi il gelo, l'alluvione e la siccità.
01:59Ecco, quello che può fare il pubblico, anche Agricat, agganciandosi con il privato,
02:04quindi cosiddetto fra il primo e il secondo rischio,
02:06e quindi rendendo le pollizie più convenienti,
02:09aumenterà la platea degli assicurati,
02:12contribuirà a ridurre i premi
02:13e quindi farà sì che anche una cultura assicurativa di prevenzione del rischio
02:17entri nel settore dell'agricoltura italiana.
02:20Devo dire che il riso in questa è l'avanguardia
02:22perché, come dicevo, il 75% dei risicoltori sono già assicurati.
02:25Il riso è un settore maturo, è un settore storico
02:28che soprattutto è ubicato in pochi areali,
02:33le province di Vercelli e Novara nel Piemonte,
02:36la provincia di Pavia in Lombardia,
02:38il che ha consentito la costruzione di consorsi di difesa territoriali molto attivi
02:43che hanno dato proprio la possibilità agli agricoltori di conoscere il rischio
02:47e di fronteggiarlo,
02:49sia dal punto di vista della difesa attiva
02:51perché gli agricoltori di questi territori
02:54e la ricerca soprattutto sui risi
02:56ha fatto sì che avessimo culture sempre più resistenti
03:00soprattutto ai fenomeni della grandine e del vento,
03:03ma ha dato anche naturalmente una consapevolezza sulla difesa passiva,
03:07cioè su quella che è lo sviluppo delle pollizie assicurative.
03:11Abbiamo quasi tutti gli agricoltori di queste zone
03:15che sono assicurati contro la grande e contro il vento
03:18e quindi si tutelano.
03:20Ovviamente dobbiamo comprendere anche questo,
03:23che le pollizie assicurative costituiscono un costo
03:26e nel costo naturalmente dobbiamo ragionare anche sulla retribuzione
03:31che hanno i nostri agricoltori
03:34che in questo momento i risicoltori soffrono moltissimo
03:37la concorrenza soprattutto che ci arriva dal sud-est asiatico,
03:42da quei paesi dove c'è l'insostenibilità sociale della coltivazione
03:49perché c'è uno sfruttamento ancora della manodopera
03:52e soprattutto della manodopera giovanile.
03:54Dobbiamo assicurare ai nostri agricoltori
03:57un reddito adeguato
03:59e soprattutto metterli in condizioni di competere
04:02con quelli che sono i competitor che ormai sono globali.