00:16Il libro di Handmaid's Tale, i racconti dell'ancella, sei stagioni su Netflix.
00:23E' tratta da un libro di una scrittrice canadese, Margaret Atwood, ritenuta tra le maggiori autrici mondiali viventi.
00:31Da noi il romanzo non ha la stessa notorietà che possiede nel mondo anglosassone, dove è considerato un classico che
00:38si affronta anche a scuola, ma ha un fascino sinistro, irresistibile quanto minaccioso, che è alla base del suo grande
00:44successo.
00:45Il problema è che l'America di oggi ha qualche preoccupante sintonia con la fantapolitica distopica che racconta.
00:51Nel mondo del romanzo e della serie, al posto degli USA, dopo una guerra che ha contaminato alcune aree e
00:58un colpo di Stato favorito da leggi speciali contro il terrorismo,
01:02si è insediato un regime teocatico ferocemente maschilista che riduce le donne a uteri con le gambe.
01:08L'intera società è governata da un'oligarchia religioso-militare che priva le donne di qualsiasi diritto e costringe le
01:16meno tutelate, le ancelle, le «handmates» del titolo, a schiave sottomesse.
01:21Sottomesse a comandanti che una volta al mese, la cerimonia, le stuprano per ingravidarle, mentre le loro mogli, sterili, le
01:29trattengono per i polsi.
01:30In questo futuro prossimo, da incubo, l'infertilità è rotta solo da nascite sporadiche.
01:36L'intera storia è raccontata attraverso gli occhi della protagonista, la quale, catturata dopo un tentativo di fuga iniziale,
01:43il marito riesce a scappare, la loro figlia sequestrata piede affidata a un'altra famiglia di Gilead,
01:48e questo è il nome dello stato teocratico, finisce prigioniera nella casa di una coppia di maggiorenti.
01:54Il passaggio da una vita libera e indipendente a quella d'ancella, in cui viene regolarmente stuprata dal capofamiglia
02:01finché generi una figlia che successivamente le verrà sottratta, ha un profilo di crudeltà e drammaticità unico.
02:09La serie fornisce alla fantasia negativa del romanzo originale un set di livida e patrizia austerità,
02:14disseminato di vigilantes armati, gli occhi, corpi appesi agli angoli delle strade, come ai crocevia dell'Isis,
02:21linguaggio fondamentalista e ritualità punitiva e sanguinaria che rendono la prigione domestica della protagonista
02:27fibrillante di insidie, sbocchi drammatici e colpi di scena che la serie moltiplica e prolunga nella progressione delle stagioni.
02:35La versione seriale conserva e amplifica rispetto all'originale letterario, nonostante una certa prolissità nelle stagioni intermedie,
02:43quella pulsione misogina che il femminismo più radicale rileva da sempre, dalla Bibbia alle dittature fasciste.
02:49Per certi versi è la soluzione finale del patriarcato raccontata fino alle sue estreme conseguenze.
02:56I principali responsabili sono il creatore e produttore Bruce Miller, che ha alle spalle più di 20 episodi di I
03:01.R.,
03:02e la produttrice, regista di più episodi e interprete protagonista Elisabeth Moss,
03:07ovvero l'attrice rivelatasi nella parte della creativa pubblicitaria che lotta in un mondo di maschi, in Mad Men.
03:14La Moss domina quasi ogni inquadratura e termina quasi ogni episodio con degli sguardi in macchina di pena,
03:20rancore, stress, borderline.
03:23Questo mondo di olocausto femminile vede crescere progressivamente protagoniste,
03:28lei catturata e divenuta ancella dopo una vita di libertà,
03:31e Yvonne Strahovski, la notevole attrice australiana che nella prima parte è la moglie o guzzina del comandante
03:37cui la protagonista viene assegnata per procreare.
03:41Ma l'evoluzione imprevedibile del loro rapporto finisce per diventare il cuore della serie.
03:46Accanto a loro troviamo, nel ruolo di capò spietata ma vulnerabile,
03:50zia Lydia, Anne Doad, autentico volto feticcio della nuova serialità.
03:55Quest'ultima ritorna da comprimaria in Testament,
03:58lo spin-off che racconta dall'interno quella società repressiva e sessuofobica
04:03con gli occhi di due fanciulle,
04:05entrambi figli della protagonista originaria nel racconto, nella serie No,
04:09in una scuola dove le ragazze vengono dedicate a diventare mogli,
04:14evitando di leggere o imprecare,
04:16perché se fanno la prima cosa possono vedersi mozzato un dito,
04:20nel secondo la lingua.
04:23Rental Family, nelle vite degli altri, di Icari, film su Disney+.
04:33Senza la fisicità di Brandon Fraser che riempie lo schermo senza soffocarci,
04:38senza le sue muovenze solo apparentemente impacciate,
04:42senza l'espressività di un volto che disegna tristezza e serenità,
04:46con un impercettibile battito di palpebre o roteare di pupille,
04:51il film di Icari, al secolo Mitsuyo Miyazaki,
04:54non sarebbe potuto essere lo stesso.
04:56Avrebbe certamente mantenuto uno spunto di interesse e curiosità,
05:00per noi occidentali,
05:01per un'agenzia realmente esistente in Giappone,
05:04che fornisce ai suoi clienti attori professionisti
05:07per interpretare amici, familiari o colleghi per eventi sociali,
05:11o anche per semplice compagnia,
05:13ma sarebbe stato privo della carica di umanità di cui Fraser
05:16è capace nell'interpretare il ruolo dell'attore americano
05:19Philip Van der Plöck,
05:21che vive in Giappone,
05:22dove fatica a trovare un ruolo stabile,
05:25nonostante un vecchio successo in una pubblicità di dentifricio.
05:28E sarà proprio quel ruolo,
05:30a farlo ingaggiare dall'agenzia Rental Family,
05:33alla quale serve uno straniero
05:35che interpreti determinati ruoli.
05:37Dapprima titubante, spinto dalla necessità,
05:40Van der Plöck finirà per accettare l'incarico,
05:42sarà l'inizio di un percorso che lo condurrà a compiere esperienze relazionali
05:46che sempre più lo coinvolgeranno emotivamente
05:49fino a fargli smarrire il confine tra finzione e realtà,
05:53tra professione e sentimenti.
05:55Il film, che ondeggia perfettamente tra la commedia e il dramma leggero,
05:59mette in scena un raffinato gioco di sentimenti dispensati
06:02con rispetto e delicatezza.
06:05Questi si intersegano con temi più intellettualistici
06:08come il Giappone visto dall'Occidente attraverso gli occhi del protagonista
06:12e l'inestricabile dilemma metacinematografico
06:15di quando l'arte della recitazione deve cedere il passo alla vita reale,
06:20nel momento in cui carenza di affetti e solitudine
06:23spingono a confondere la finzione contrattuale con i legami umani autentici.
06:29Ashes di Apicha Pong Veerase Takul
06:32Film su Mubi
06:35Si tratta di un cortometraggio drammatico del 2012
06:38diretto da un attore considerato come il più originale e carismatico cineasta thailandese,
06:44il cui cinema esiste in una dimensione sospesa
06:46in cui il quotidiano trasloca costantemente nel mito.
06:50Un cane attraversa la radura,
06:52corpi si muovono pigri a bordo piscina,
06:55una vettura scompare nel fitto della vegetazione,
06:57ogni azione catturata dall'andamento sussultorio dell'all'uomo chino,
07:02una piccola cinepresa analogica e manuale,
07:05possiede una consistenza fantasmatica,
07:08come se tutto galleggiasse in un dormiveglia perenne.
07:10La materia stessa del film si fa spugnosa,
07:14aperta ad accogliere le risonanze sotterranee della storia collettiva
07:17e i trami sopiti di un intero paese.
07:20L'intraprendenza del regista si manifesta qui
07:23come un vero e proprio atto di guerriglia visiva.
07:25Filmare l'intimità diventa un gesto politico di dissenso,
07:30una sfida frontale alle censure
07:32e alle narrazioni ufficiali del regime tailandese
07:35attraverso la riappropriazione dello spazio privato.
07:38I granuli argentati e le sovraesposizioni improvvise
07:42svelano la fragilità intrinseca della memoria.
07:45Il corto fluttua dentro un sound design stratificato
07:49fatto di frusci boschivi e voci lontane,
07:52evocando un'estetica del deperimento colta
07:55ma anche radicalmente punk
07:57e un'archeologia dello sguardo
07:59che espone la fine imminente delle cose.
08:02Nel momento esatto in cui i fuochi d'artificio
08:04graffiano la notte,
08:06la bellezza rivela la propria natura effimera
08:08trasformandosi in una pioggia di cenere siderale
08:11in un'opera magnetica e densa.